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venerdì 6 dicembre 2013

[Diario]: Keep Calm and...

Gentili,

l'inverno non vuole arrivare per buona pace di Martin, e così mentre scrivo si consuma un'alba bellissima dai colori pastello su una Milano d'autunno, tutta foglie e viali alberati.

Dalla polaroid in basso dovreste capire che mi sono trasferito oppure che ho cambiato lavoro e adesso mi occupo di trasporti.



Visto che non ho intenzione di cambiare lavoro (#amareillavoro) vi dico che ho lasciato la casetta rossa e blu. Ora sono in una casa meravigliosa, che sta provando a diventare ordinata. Ovviamente è tutto merito della Fede.

Ogni mattina che ordino una scatola in più di fumetti mi sembra di vivere nel prequel della nascita della casa dei miei genitori, e strano a dirsi ne sono felice, anzi #felicissimo.

Per riuscire a mantenere la calma in questi giorni di traslochi (spostare oltre 2000 fumetti è impensabilmente faticoso) mi sono drogato di podcast. Per quelli di voi che non sanno co'è un podcast corro subito a darvi una veloce risposta: G-O-O-G-L-E!!

E daiiiii, un po' di copia ed incolla e ci arrivate da soli, non state mica leggendo una rivista stampata su carta... Cmq per quelli di voi che sono allergici alle nuove pagine e alle ricerche, vi posso dire il podcast è un frammento di programma radiofonico privato della componente musicale, insomma senza le canzoni.

I due podcast che più mi hanno appassionato sono:


I classici Linus e Nicola, con cui convivo "per osmosi" da circa 10 anni con il loro programma "DJ chiama Italia", ormai sentire le loro voci e come avere due amici a casa sempre che ti fanno compagnia senza giornate no.



L'altro podcast è quello buon vecchio Tito Faraci. Il buon Faraci è un gran sceneggiatore di fumetti, lui è uno di quelli professionali e di razza, che nel tempo libero (non so cosa sia ma alcuni ne hanno) realizza un programma radiofonico che ha un titolo che sembra essere preso "copia/incolla" da un albo di Tex: Tizzoni d’inferno. Ovviamente potete ascoltare in qualsiasi momento a questo indirizzo tutti gli episodi:il programma

Ok cari gentili lettori buon ascolto e fate come me... mettete in ordine casa prima che le scatole del trasloco vi sommergano....

martedì 29 maggio 2012

[diario]: di nerd, di serie e di Bilbao

Gentili tutti,

il sole volge al tramonto sulla città di Bilbao, mentre io scelgo di accompagnare le ultime mail lavorative con una riflessione da blog.

L'aria qui sembra brillare nei riflessi di un sole che s'impegna ad illuminarmi la città nella mia prima visita. Come sempre quando arrivo in una nuova città, i miei sguardi non sono puntati alle strade e/o ai monumenti ma alle anime che popolano la città.

Gli sguardi di chi vive un martedi lavorativo sono sorridenti nella capitale basca, mentre io cerco di sentirmi a casa in una città che non ho mai visitato prima.

Il viaggio nell'aereo che mi ha condotto qui, mi ha trascinato come sempre in riflessioni da blackberry spento, che di solito si traducono in ore di profondo sonno, ma che questa volta hanno avuto come tema il mio rapporto con le serie tv.

Ovviamente amo la televisione (e ci credo con il lavoro che faccio sarebbe impossibile il contrario), ma ultimamente sto vivendo una sana fascinazione per una serie tv specifica: Game of Thrones.

La serie alla sua seconda stagione, per i tipi della HBO, è tratta da i romanzi del buon vecchio zio George Raymond Richard Martin. la serie è un concentrato di emozioni nerd portate all'orgasmo: cavalieri valorosi ma perdenti, viscidi truffatori che passano per salvatori, ingiustizie, sani momenti di sesso senza alcuna motivazione narrativa apparente, insomma praticamente una soap opera solo mascherata da epica medievale.

Come questo si sposi con una riflessione insonne da viaggio in aereo è al di fuori delle mie capacità psichiche, ma sapete spesso penso che la mia mente sia un vascello senza ancora che naviga leggero sui problemi quotidiani lasciandosi trasportare dalle correnti delle emozioni per approdare brevemente in porti inusuali ed esotici.

La televisione nella mia camera rimanda tragiche immagini dell'Italia da terremoto, voci in spagnolo accentano i nomi di città che vivono nella periferia allargatissima della mia Bologna, mentre i miei occhi si colmano di stupide ed inutili lacrime mentre io mi sento inutile quanto un capitan america con lo scudo caduto davanti al crollo delle torri gemelle nello spiderman di J. Michael Straczynski.

La serata sembra diventare tristemente pallida seguendo le mie emozioni, mentre da vero nerd fondo le tragedie reali alle parole fantastiche di uno scrittore recitando a mente un glorioso: winter is coming.

a volte noi nerd codifichiamo la nostra vita con le frasi rubate dalle nostre letture o visioni, a volte come oggi.

Ed io senza dare un filo logico al tutto mi ritrovo a pensare con citazioni....

forse è questo il senso del mio postare odierno trovare un punto fermo e mettere ordine in casa nelle mie citazioni.

Chi con le canzoni, chi con le citazioni dei film, chi con i versi delle poesie, forse ognuno di noi trova la sua espressione, o il suo vestito, nelle parole di altri.

alla fine siamo tutti nerd di qualcosa, ed io spero sempre di più di esserlo della vita.

with great power comes great responsibility. this is my gift my curse. who am i...

I'm V.






mercoledì 1 febbraio 2012

[Classe - 76]: I loghi della nostra adolescenza (e tante grazie al product placement)


Gentili Tutti,

fuori milano fiabeggia sotto la neve, io ascolto i miei amati Nofx con Linoleum, la mia caldaia fatica a riscaldare una casa che sembra troppo fredda anche per conservare Steve Rogers.

Ho appena concluso una bella telefonata con il mio amico Adriano Barone.
e' stato uno dei miei primi amici nella mia nuova vita milanese, e lasciatemi dire che avere come amico uno scrittore di bei romanzi e fantastici fumetti, mi permette di percepire la distanza che mi separa dal me stesso di 10 anni.

Il ragazzino che ero a 10 anni e che sognava nella sua camera piena di poster di conoscere gli oscuri maghi che tessevano le sognanti trame fatte di china ed edizioni economiche, ora sorride pensando che nella vita (alcuni) sogni si realizzano e tutto tende a mutare.

Le cose cambiano, e noi spesso non ci rendiamo conto di quanto siano cambiate fin quando non ci capita tra le mani una vecchia nostra foto e allora, distinguiamo con emotiva vista le differenze che ci ricordano le autostrade che abbiamo percorso per arrivare all'oggi.

Oggi guardavo la replica tv di "Deejay chiama italia", e l'atmosfera era quella del dopo festa: solo con meno mal di testa post sbronza, senza il peso al petto per le troppe paglie fumate, senza il cel con un sms di un numero non salvato.

Ieri sera si è festeggiato i 30 della radio che mi fa da sveglia, e vedendo i miei compagni di mattinate scherzare al microfono come due vecchi amici, mi sono perso nel pensare a quanto fosse cambiato il loro logo negli anni.

E così con gli occhi ancora umidi per l'emozioni della festa del 31, ho dato vita ad un nuovo post della vostra amata rubrica [Classe - 76]: I loghi della nostra adolescenza (e tante grazie al product placement)

Ok visto che ci siamo iniziamo dal logo che ho conosciuto prima in tv e poi in radio!







che negli anni è passata da radio che ascoltavo la mattina prima di andare (in ritardo a lezione all'università) a sveglia milanese.
E alla fine se non fosse stata per questa radio (o meglio la sua versione TV) non avrei neanche trovato la mia casetta rossa e blu sui navigli.
Il ricordo che lego a questa radio è solo uno però: il rimorso forte e doloroso di NON aver mai visitato la radio con L'unica ragaZza (ripeterò perdonami all'infinito dentro di me per questo).

Ma smettiamo di piangere e mostriamo il logo originale (che tutti ricordate... vero??!)





ok ora passiamo ad un bel ricordo che ha tutto il sapore delle prime paglie e della musica dei miei amati nirvana




che negli anni è stato protagonista di una bella stagione di quel strabello (ma solo se non riguardi un eps oggi... che altrimenti ti annoi a morte e dici... e che palle) telefilm che era I ragazzi della Terza C.
Oggi è diventato un alimento da brividi che ognuno di noi guarda con sospetto quando compra la sua scorta settimanale di paglie e Tic Tac



e ora che abbiamo aperto il viale dei ricordi, parliamo un po' del simpatico strumento che state fissando.
A metà degli anni 90 il mondo pensava che il Pod fosse un fiume con una lettera di troppo, ma oggi sappiamo tutti che non è altro che un figlio della mela (prego igor manda la polaroid)



ma in quei gloriosi ( bah gloriosi mica tanto poi... il liceo era l'inferno per me, ndb) anni la mela era il logo che accompagnava tutti noi giovani adepti di QuarkXPress , ed era molto più pacifista nella sua prima formazione:



e visto che parliamo di simpatici personal computer parliamo di quella gloriosa copia che molti di voi stanno usando proprio adesso, il buon vecchio sistema operativo Windows, oggi tutti lo insultate così:


ma un tempo guardavate a questo logo con occhi felici ed ingenui (grazie Bill di averci fatto perdere l'innocenza), ma un tempo era così:



ma la nostra infanzia era segnata anche delle continue litigate con la mamma per la bolletta del telefono troppo alta.
Oggi il telefono fisso è un miraggio (fortunatamente dimenticato... come i modem a 56k), e siamo in pochi a devolvere soldi alla celebre



ma all'epoca aveva un nome molto più semplice, infatti il difficile era far girare quel cerchio grigio cemento che portava il simpatico marchio della:




e parlando di mamma (visto che sono un maschio italiano e quindi ovviamente mammone) come non dimenticare il premio fedeltà per la nostra educazione.
La celebre barretta della Kinder, che oggi ci sorride così dagli scaffali dei supermercati



ma che un tempo aveva un volto differente per spingerci all'acquisto, con un capello che era da invidia, soprattutto se volevi conquistare la ragazzina con le treccine al terzo banco della tua quarta elementare




ma se veramente dobbiamo scavare nei nostri traumi come non dimenticare, il primo vero film di supereroi che abbiamo visto con piacere, senza pensare ... ma daiii è una minkiataaa.... anzi magari l'abbiamo consigliato anche a qualche simpatica fanciulla per fare colpo.
Oggi è un capolavoro cinematografico iperrealista, che porta questo marchio



ma nei nostri anni 90, il marchio era ben differente ed il realismo era caduto a favore di scenografie gotiche e fotografia noir




e poi c'erano i viaggi in espresso. L'espresso è stato il mio primo treno. quello dei viaggi lunghi, che un po' erano fughe e un po' visite ad ospedali lontani con mia madre.
Ma erano anche i treni delle tante estati con gli amici e pochi soldi.
Oggi il treno sembrare essere solo la frecciarossa (classismo saltami in braccio!):




ma un tempo il logo che ci accompagnava negli sporchi vagoni dell'espresso era questo:



e se proprio lo vogliamo dire, anche la tv era più scomoda anni fa. Io ricordo i pomeriggi a guardare I Robinson su canale 5, oggi canale 5 non lo guardo per sbaglio e di sicuro non faccio le corse per arrivare a casa prima e non perdermi neanche un eps della mia serie tv preferita. Beh comunque oggi il logo è questo (i grafici lo chiamerebbero logo con tratto di sintesi... io di va beh ma i tempi cambiano)




ma un tempo era questa la luminosa che adornava il canale della famiglia:




e poi... le tute!
Le tute per fare ginnastica. che anni fa fare ginnastica non era un modo per assomigliare ad un tronista di maria de filippi, ma era l'abbigliamento per passare un ora a cazzeggiare fumando paglie all'aperto durante il liceo.
ebbene oggi questo marchio ci segue in palestra (e in qualche canzone rap... magari con vicino delle belle collanine d'oro) ed in piscina


ma anni fa il logo era molto più vicino alle tematiche di Maria (non la defilippi):



ed ora concludiamo con uno dei miei loghi preferiti. Uno di quei loghi per cui oggi faccio il lavoro che faccio, la chiave per aprire la tana del mio bianconiglio.
E' da questo logo che ho iniziato a sognare, ed è per questo logo che il giovedì è il mio giorno preferito



ma prima dei film al cinema, prima dei giocattoli, prima dei videogiochi, questo logo era ben altro.
Semplice nel suo splendore, elaborato in questa innevata milano, ecco a voi, l'unico e solo:



Ok ragazzi si è fatta l'ora giusta per andare in ipersonno.
Io ho percorso il viale dei ricordi con voi.
Ho pianto, ho toccato la ferita che da bravo stronzo mi porto dentro.
Ma a modo mio ho provato fare ancora una volta qualcosa di sensato con il mondo di ricordi che ho nella testa, ho provato a Mettere Ordine In Casa.

e ora tornate alle vostre vite, mentre io mi lascio bagnare il viso dalla neve di Milano......