giovedì 9 febbraio 2012

[Alta Infedelta]: i migliori locali notturni: Portnoy Milano (si insomma da Warner)



Gentili Tutti,

mi sono lungamente interrogato su cosa scrivere oggi, e alla fine ho deciso per la famosa (#credici) rubrica [Alta Infedeltà]. La ragione è semplice, mi sentivo di buon umore anche se la giornata ha avuto i suoi alti e bassi, ma fidatevi nulla che un buon cartone animato non possa curare per bene.

Il locale di cui mi appresto a dare inutile interessante descrizione è un locale speciale non solo per l'alcol... (ok questo è uno spoiler), ma perchè in esso ho costruito in questo ultimo anno le mie amicizie a Milano.

a milano ci vivo da soli due anni e tra i dolori di cuore (che fa tanto giovane Holden, ma che di solito mi tengono sveglio la notte) e tanto sogno che si chiama ufficio, solo nell'ultimo anno ho costruito un ponte emotivo che si avvicina al legale familiare che ho con i miei amici di Quarto e di Bologna.
Il gruppo con cui passo le serate, è bello frizzate e mediamente nerd il giusto (grazie nico di aver passato tanti pomeriggi alla tv come me nell'infanzia), con loro al di là delle serate di spacco e risate, mi trovo protetto, sicuro e a-modo-mio.

Sapete bastano poche situazioni a farmi comprendere che sono accettato, pochi gesti, che con una frazione di silenzioso movimento raccontano più di mille parole. a volte penso che serva questo nella vita, un gruppo di amici, con poche menate, ma sempre pronti a farti sentire uno di loro, anche se "loro" si conoscono da 15 anni e parlano una lingua assurda (il siciliano), e anche se tu sei caduto in quel gruppo per sbaglio una sera come tante.

Ma ora bando alle ciance, fate entrare i ballerini bulgari nani depilati e le scimmie con le disfunzioni rettili, perchè questo è il più grande spettacolo dopo dopo il big bangSpiderman 2, signori e signore, gnokke ed hombre ecco a voi: [Alta Infedelta]: i migliori locali notturni: Portnoy Milano

Dove: qui non si può fare uso di google in maniera indiscriminata perchè la tecnologia è avversa al locale, e quindi mi tocca spiegarvi esattamente dove si trova quindi che palle iniziamo con gioia: avete circa trent'anni e vivete circa a milano quindi di sicuro conoscete le colonne di San Lorenzo, se però non conoscete le colonne di cui prima... beh ... ma scusate a milano da quanto ci siete??? va beh.. cmq andate verso il Duomo (si quello di oh mia bella Madunnina.. e canzoni varie), restate stupiti per un attimo della vista, e poi chiedete a qualche edicolante (i detentori assoluti della conoscenza universale per me) dove si trovano le colonne di cui sempre prima.

arrivati alle colonne, sedetevi con calma, bevete una birra fumate una paglia, conoscete qualcuno parlando del più e del meno e poi... con fare da Sherlock Holmes chiedete dove si trova: via Molino delle armi.
Una volta lì, arrivati al grande incrocio di molino delle armi, tenendo le colonne ormai celebri alle vostre spalle, guardate a sinistra.. c'è una delle tante edicole di Milano (la notate per la scritta
il giorno in bella presenza). ok fatto? ora senza spostarvi ruotate la testa verso destra, passate la strada e leggete l'insegna del locale: Portnoy (ma si dai che la vedete si trova scritta male in trasparenza sulle vetrate). Ok ci siete riusciti, complimenti ora procuratevi due litri di colla, 15 km di nastro adesivo ed un paio di.. ehm... ok stavo sbagliando... basta finito siete arrivati: Bravi (e dito medio al GPS).

Musica: bella domanda, qui la musica c'è poco, anzi zero e di solito è sempre lo stesso cd masterizzato (che fa tanto anni 90) con le hit del momento passato dell'anno scorso appena mai trascorso. Insomma roba che conoscete a memoria, ma tanto la musica non ha senso in questo locale.

Gnokka: fancazzista nata. Qui c'è il mondo intero, nerd, hippster, punk, fighetta di legno, ballerine, mime, rocker, isomma quello che ve pare. tanto qui conoscere gnokke è impossibile... come direbbero in quel capolavoro di PKNA... poche ragazze da quelle parti (o se ci sono non interagiscono... non che sia un male tanto in questo locale ci venite per altro).

Hombre: uguale alla voce precedente ma solo al maschile.

Alcol: Fermatevi nella recensione. Fermatevi nella lettura...oh FERMATEVI! ok bene... questo è l'unico motivo per cui dovete andare in questo locale. Il barista si chiama Warner (si come la Warner Bross, ma proprio uguale-uguale... cioè anche lui non vi produce un film neanche a pregarlo). il barista non-produttore, ha una spalla, di cui non ho mai capito il nome ma mi saluta sempre come se fossimo fratelli-cugini (per me si chiama Chico come quello di Zagor, ma
solo perchè sono un #nerd). Questi due uomini sono un duo di geniali harry-potter-harry-potter, e vi serviranno i migliori cokteilessss di milano, quindi payattention quando ordinate. Ma fidatevi di loro il rockekfuel ed il long-sialnd sono pura vida loca sparata a mille con sapore di adrenaline e vi caricano per la serata a 88 miglia orarie.

Scenografia: cioè.. sembra di entrare in un bar scrauso degli anni 60! l'arredo è pessimo, spartano, e di solito anche un pochino sporco, ma tanto a voi cosa interessa(???) siete lì solo per l'alcol.

Smoking-room: ampia, con ottimo sistema di aereazione, una scenografia fantastica, ma senza riscaldamenti. Praticamente non c'è uscite fuori dal locale se volete le vostre paglie da tossici.

Allegria: potete ridere, scherzare, mimare Godzilla, fingervi spagnoli, inginocchiarvi per ridere o brindare, non darete fastidio a nessuno. qui il libero arbitrio ha vinto, e l'anarchia è saldamente diretta dal re Warner. andateci in compagnia (bere da soli è inutile fidatevi), se poi Warner o chico sono in buona vi danno anche da parlare, e come sapete tutti farsi amico il barista è fondamentale per vivere sereni & bere gratis.

Voto: 9+ (ci state andando per bere non per fare altro, quindi il voto qui si esprime sulla funzione, e la funzione dell'alcol qui è It's over 9000)

Controindicazioni: quando avete finito di bere filate. E' inutile passarci altro tempo e poi spesso è anche molto affollato. Quindi tazzare e via in disco a spaccarsi di rock!

Se ci andate: gridate Fiesta, magari vi stringe la mano Warner e vi scambia per me (se non siete calvi/rasati a zero (#credici) abbiate almeno la dignità di mettere un cappello per coprire il bulbo).

TriderG7: ma come c'è la nebbia e non sei uscito di casa??? sei una palla di amico cmq se poi ti becco che sei online su World Of Warcraft, sono giudaballerini tuoi.

Cosa da fare assolutamente: quando brindate, portate i calici al centro, metteteli in colonna, inginocchiatevi e urlate FIESTA!

Consigliato: se non avete la sfortuna di essere astemi, è un MUST. Passare da milano e non visitare Warner è un peccato, come andare al Louvre e non incatenarsi per ore alla fumetteria vicino senza vedere i quadri.

Ingresso: se entri ordini, se non entri se fuori, e dito medio alle vostre belle liste del redhotchilipeppers.

Se ci andate: bevete, se non ci andate siete chiaramente astemi (e mi dispiace per voi ma ho saputo di una clinica in Svizzera che forse riesce a curarvi)

Età: Todo el mundo (di tutte le razze ed estrazioni sociali e anche del lotto)

come sempre a seguire la favolosa polaroid



martedì 7 febbraio 2012

[Classe-76]: la tv che c'era una volta (ovvero poche ragazze da quelle parti, eh?)




Gentili Tutti,

sono le 22.48 mentre mi appresto nuovamente a scrivere sul mio amato blog, dopo ben un giorno e mezzo di latitanza (e dire che sono napoletano quindi dovrei stare attento ad usare la parola latitante).

In questo momento la mia casetta rossa e blu versa in un freddo polare, ed una stufa a raggi gamma (se #credici) e l'impianto di riscaldamento domestico provano a chiedermi l'amicizia su facebook, ma purtroppo ho chiuso il profilo (e non per neve).

Il freddo e le distrazioni d'internet mi spingono a scrivere con lentezza il post, ma l'urgenza di mettere ordine in casa mi tiene fermo sulla tastiera.

Ma bando alle ciance e passiamo alla rubrica che voi tutti amate miei 42 lettori e diamo il via ad un nuovo eps di [Classe-76]:

Precedentemente su [Classe-76]: abbiamo indagato i loghi che hanno marchiato le nostre infanzie o adolescenze che dir si voglia, prima ancora abbiamo provato a dare un senso ai nostri zaini invicta conservati negli armadi delle nostre madri, ed ora ci tuffiamo nel meraviglioso mondo della tv (a colori... anche se spenti e non al plasma HD).

iniziamo dal motivo per cui ho scelto il tema di questa rubrica: Mike Bungiorno.

strano a dirsi ma qualche sera fa mentre viaggiavo a vele spiegate nel fancazzismo sulla rete mi sono ritrovato a rivedere vecchi eps di Telemike.
La trasmissione (come la chiamava mia nonna), era di quelle facili facili: un bel quiz.
ancora oggi, quando qualcuno dei miei amici si rivolge a me con fare interrogatorio, e mi chiede "ti posso fare una domanda", io alzo le mani alle orecchie e mimando come un mimo deficente (solo più basso e rock) una cuffia vecchio stile, esclamo: tis-sento-Mik


e quindi alla buonanima del vecchio volto del quiz in italia, dedico questa mia prima polaroid. in fondo il programma (o trasmissione che dir si voglia) non mi piaceva, ma era un bel caminetto, un luogo in cui incontrarmi con la famiglia per condividere (senza emule, che megavideo è morto) delle belle immagini, e magari fingersi colti, quando mio padre esclamava: ok facile questa domanda.
(igor agevola la polaroid forza... che oggi è giorno di paga)



Passiamo ora ai miei rientri a casa dalle scuole medie.
Non so spiegarvi per quale motivo, ed allora non riuscivo neanche ad interrogarmi al riguardo, ma ogni volta che poggiavo la cartella (si chiamava così allora e non zaino) a casa ed entravo in cucina già sul tavolo potevo scorgere un piatto pronto, con la tv accesa ed il buon vecchio zio Corrado, che tra pile di piatti faceva domande, umiliando il cibo che mangiavo con poco gusto, raccontando di piatti buonissimi.
Alla sua pianificata cortesia debbo la compagnia di quei piatti pronti per magia.


Passiamo ora ad un programma del fine settimana.
Il fine settimana era una bolla temporale fatta di melassa, non passa mai.
Mentre nei telefilm americani vedevo ragazzi vivere i weekend come un momento di festa per me erano solo un momento in cui non accadeva nulla, fatta eccezione per la Messa, quella ringraziando il Cielo non mancava mai.
I programmi tv erano come il weekend, tutti noiosi e lenti, o almeno così apparivano a me nella mia solitaria periferia napoletana, fatta di pochi fumetti e zero videogiochi.
e così guardavo stancamente qualsiasi cosa potesse avere dei disegni animati, e tra questi programmi vi era Superclassifica Show.
Di musica non ne capivo niente, e sinceramente trovavo noioso anche quella (sarà stata osmosi del weedend, bah!) ma visto che c'era un po' d'animazione guardavo anche questo programma.

certo quel gatto era figo, ho sempre sperato che ci facessero su una bella serie animata, ma come si suol dire i sogni son desideri, ed alcuni è meglio che restino tali...



E ora veniamo al pezzo forte, quindi tutti in piedi (si anche voi che siete in ufficio... dai che il capo non vi guarda), mano sul cuore, occhi lucidi e squillino le trombe, perché ora entra in scena: Bim Bum Bam.

Ok, io adoravo Uan e Paolo Bonolis, erano fantastici! Erano i Miei amici del pomeriggio. Gli altri correvano in strada a giocare, qualcuno filava in bici (senza gridare Silver YiOh! perché It non l'avevamo ancora letto), altri si uccidevano di videogiochi, ma io no.
Per via del fatto che in ospedale ci andavo un giorno si e l'altro pure, mia madre mi teneva sempre in casa ed io non avevo voglia di uscire di casa.
Non il pomeriggio almeno, non quando c'era Bim Bum Bam ad aspettarmi.
Per me era una religione, non potevo pensare di lasciar soli i miei due migliori amici, il furbo Uan e lo sfortunato Piolo Bonolis.
I cartoni che annunciavano, erano a volte totalmente inutili, ma per me vedere loro due in scena non aveva prezzo, mi facevano sentire realizzati i sogni. Grazie a Uan, un pupazzo parlante (giudaballerino se esiste un pupazzo parlante di sicuro esiste anche l'UomoRagno) e Piolo, un adulto che non aveva timore di passare le sue giornate con me ed il pupazzo parlante.

Con loro ero a casa, tutto quello che accadeva attorno era nulla, loro erano il centro del mondo ed io protagonista con loro della nostra isola di divertimento.


e poi c'era lui l'uomo adorato da mia nonna, e quindi anche da me: Gigi Sabani e il suo Ok il prezzo è giusto.
Ok voi, forse ricordate la Zanicchi nel programma, ma i miei ricordi sono tutti per Sabani.
Lo ricordo per le sue imitazioni, che forse non capivo ma mi facevano ridere.
E poi ricordo quella ruota, e le mie urla da cretinetto, che invocava la discesa del 100.
ancora oggi, se qualcuno prova a lanciare dei dadi in mia presenza, io ripeto sempre Cento!Cento!Cento!


Beh come vedete, anche questa volta abbiamo fatto un bel viaggio nel mio personale mondo dei ricordi.
I vostri saranno diversi, ma oggi come allora sono convinto che quei programmi mi hanno reso meno solo, ed infondo al cuore mi hanno insegnato un pochino del lavoro che faccio.

Sapete ancora oggi ho un sogno.

M'immagino di entrare in ufficio una mattina, con la mia giacca-e-cravatta di sempre, di accostarmi al mio computer, di posare la borsa, di prendere il primo caffè, ma prima d'immergermi nel mio mondo fatto di contratti, cartoni animati, attori, sceneggiature, serie tv, business plan, meeting e conference call, trovare un biglietto piegato sotto la tastiera, e di trovarci scritto:

Alla fine sei cresciuto, ora tocca a te farli sentire meno soli! Ma ricorda ci manchi tanto,
i tuoi amici Piolo e Uan

Bene miei cari 42 si è fatta una certa ed io ho provato come potevo a Mettere Ordine In Casa, ora mi lancio in ipersonno perché domani realizzo un sogno... vado in ufficio



domenica 5 febbraio 2012

[diario]:Fai qualcosa che valga la pena ricordare (... ah si e poi c'è quella storia degli sms)



Gentili Tutti,

solo ora trovo le capacità per provare a dare un senso alle mie giornate, che saranno ricordate come le più fredde di sempre da tutti coloro che non hanno vissuto con me questi folli giorni.

Partiamo da Marcel Proust e dalle sue buonissime madeleine, ed inizia un viaggio spazio tempo davvero forte che neanche Virgilio si poteva figurare quando smetteva di giocare a Skyrim.

Ebbene il buon vecchio zio Proust (pace all'anima sua, come diceva sempre mia Nonna quando nei suoi racconti nominava qualcuno di morto, ndb) inizia il suo romanzo più famoso, che sono sicuro che qualcuno di voi miei 42 colti lettori di sicuro ha letto, dal titolo "Alla ricerca del tempo perduto" (nooo fermi non è un film apocrifo di Lucas con protagonista Indiana Jones stravecchio) con una frase che penso sia il sunto simmetricamente opposto del mio weekend: Per molto tempo io sono andato a letto presto.

Non ho visto l'alba, come in alcune notti passate a leggere e sognare tra le pagine dei miei colorati ed amati fumetti di Spiderman, ma di certo non ho mai chiuso gli occhi prima delle 3.30 del mattino.

Ora sono prossimo alle nove di sera di domenica, e il tempo sembra essersi dilatato per lasciare spazio alla memoria, che cerca di comporre il puzzle delle mie giornate trascorse.

Milano è ancora chiusa in una morsa di gelo, ma come ormai sapete mie fedeli 42 lettori io amo la Neve, e non smetto d'incantarmi davanti alla finestra di casa mia, mentre percepisco il bianco con una distanza emotiva da Napoli e casa mia.

La prima tessera del puzzle, che mi si ripete nella memoria, come un flashback della #noncihomaicapitoniente serie tv chiamata Lost, tra dissolvenze in bianco e frammenti di frase che riemergono, è quella di me e Andriano al Goganga che parliamo con una coppia di ragazze (coppia nel senso che sono fidanzate tra di loro).

Nessuna delle due è una ragazza da copertina di Playboy, e lasciatemi dire per una volta Per Fortuna!, perché il dialogo con loro è una delle parti più belle del weedend.

I dialoghi, le battute, le risate, le reminiscenze dei quattro diversi passati che emergono nei discorsi, insieme alle passioni personali, distinguono e caratterizzano ognuno di noi quattro.

In quel momento il Goganga diventa solo una scenografia, e la musica che il DJ tira ad alto volume, solo un brusio di fondo, come una radio lasciata al minimo in un bel lungo viaggio on the road verso non-importa-dove ma fatto con gli amici di sempre.

Ed il parallelo con l'auto tirata alle 88 miglia orarie in un viaggio on the road con gli amici di sempre, fidatevi calza meglio della coppia di calzini dai colori differenti che indosso ora.

L'atmosfera della serata è stata quella, complice la familiarità che un buon cuba libre sa' regalare, ci siamo ritrovati a scherzare, a ridere, a scorgere l'affetto negli occhi delle due ragazze. Un affetto così pulito e semplice che ti brucia via la paura della solitudine, che ad una certa età colpisce noi della gloriosa classe 76.

si è parlato di tutto, e anche dell'Amore, quello vero, quello che il fantasma dell'Amore passato non ti sfitta mai la camera in casa, quello che è meglio non parlarne altrimenti si diventa stupidi, lucidi negli occhi e sognanti nei ricordi passati.

I consigli, i paralleli con le esperienze personali, le posizioni diverse, ma mai di contrasto, sono emerse in semplicità, e alla fine nel freddo di una serata in cui non doveva esserci nessuno per strada mi sono sentito meno solo.

Ci sono ricordi che non riesco a guardare con la giusta distanza emotiva, e di rado mi era capitato di parlare di qualcosa del genere, anche con i miei amici fraterni.

Alla fine anche questo blog è diventato argomento di conversazione, come lo sono stati i blog che normalmente seguo ed in cui leggo e ritrovo pezzi del puzzle della mia disordinatissima anima.

A queste due ragazze, che non rivedrò mai più, a queste due, va il mio più sincero grazie, perchè nella loro semplicità mi hanno regalato un viaggio nella mia coscienza che non avevo mai voluto fare prima.

Mi sarebbe piaciuto parlare di più, ma alla fine meglio così i ricordi più belli sono le polaroid di noi.
Le polaroid sono un attimo e la vita è perfetta ad attimi e non in tratti lunghi, e per questo qui trovate sempre tante polaroid.

Ma il weekend non è stato solo questo, c'è stato anche il concerto di una cover band dei System of down, dove ho pogato come un 25 enne, ma anche una serata in cui qualcuna mi ha fermato per dirmi che mi aveva visto anche al goganga (e quindi???!! ... bohhh) ma la cosa mi ha fatto piacere, e mi ha ricordato quel bel verso della Mannoia che recita: i complimenti dei playboy ma non li sentiamo più se c'è chi non ce li fa più.

Poi il resto è stato un bel fiume, con la frase tormento dei miei amici: ma lo sapete che ho un blog!! e per questo li adoro!

Ah giusto, gli sms! un argomento trattato con il mio amico Nico è stato, il non mandare mai sms da ubriachi a nessuno! Noi maschi in delirio alcolico rischiamo di diventare romantici, e questo non fa bene alla nostra immagine, e poi arriva sempre la mattina dopo e c'è sempre l'sms di risposta... che brrrr gelo!

Ok diciamo che ci siamo, un solo commento sulla musica che mi fa da soundtrack, sono i Lava Lava Love, se clikkate su qui (dovete clikkare questa parola sulla sinistra!), non sono bravi sono bravissimi e in una scala da uno ad It's Over 9000! sono saiyan da combattimento (igor agevola la polaroid della copertina please)







E poi Nothing Special è un pezzo che fa atmosfera perfetta, se sognate di viaggiare con i vostri amici sull'autostrada della vostra crescita.

Ora basta che si è fatta una certa e domani si lavora (si fa anche un bonifico per Palma), ma prima di lasciarci cari 42 lettori, ecco la polaroid di oggi.




e scusate se questa volte ho scritto troppo per provare a Mettere Ordine in Casa.





sabato 4 febbraio 2012

[Alta Infedelta]: i migliori locali notturni: Alcatraz Milano


Gentili Tutti,

ho ancora tanto alcol al posto del sangue mentre scrivo questo post, quindi mi perdonerete se finirò per scrivere tante stronzatee tante riflessioni profonde.

Mettere a fuoco il mondo in pieno hangover dopo una serata distruttiva al Goganga, in compagnia del buon vecchio Adriano, non è facile ma cerco i miei occhiali e provo a guardare il mondo con maggiore percezione di realtà.

Ieri sera, ho vissuto una gran bella serata e per la prima volta questo blog e diventate veicolo di comunicazione non solo virtuale ma anche reale. Ma al riguardo aspettatevi una puntata della celebre rubrica [diario].

Ma intanto, se non sapete cosa fare la sera, se siete di quelli che quando ci si vede in gruppo, alla domanda allora dove andiamo? rispondete BOH, se per voi il locale giusto non esiste o siete alla costante ricerca della differenza tra l'essere o l'avere, se avete un problema che nessuno può risolvere… e se riuscite a trovarli forse, allora, potrete ingaggiare il famoso A-Team Questa è la rubrica che fa propetto per voi tutti, signori e signore, felicissima sera! a tutt stì signur! uommn chic e femmn pittat! ecco a voi [Alta Infedelta]: i migliori locali notturni: Alcatraz Milano

Dove: andate e googolate in pace. Nello specifico, in una strada come tante altre, bella grande e piena di spazio. Di più non so dirvi perchè ancora non so arrivarci senza navigatore. Cmq si parcheggia bene (non so dove però)

Musica: qui il rock is a god. Se siste fighetti e fighette di legno con i vostri tacchi alti e le vostre camice tirate per mostrare i muscoli della palestra, state alla larga. Qui la musica è movimento, è anni 90/80/70... insomma musica sparata a mille, poco mixata ma decisamente in linea con le migliori chitarre elettriche & distorte del paese.

Gnokka: semplicemente rock! allegra, simpatica, con poche pretese e soprattutto con poche menate. Qui le ragazze vengono per scaricare lo stress di una vita, per dimenticare gli stronzi (come me, ndb) e provare ad essere sorridenti alla vita magari trovandosi vicini i sorrisi complici delle amiche.

Hombre: sono rock mi vesto da rock e mi curo poco dell'assomigliare ad un tronista. qui ci vengo per pogare per saltare e sentirmi libero dalle mille menate che la vita mi fa di continuo. Sono un bravo ragazzo? sono un cattivo ragazzo? Non lo so ma qui ci vengo per ballare.

Alcol: oh giudabbalerino non mi ricordo il prezzo. cmq la prima consumazione è inclusa nell'ingresso, che per dovere di cronaca vi riporto essere ben 15 eurissimi. Il mio consiglio è sempre arrivare carichi da postazioni domestiche.

Scenografia: il nero immenso. un bancone da bar gigantesco (sembra la plancia di comando della USS Enterprise CVN-65. e TOS crepa d'invidia, ndb), più una sala da ballo con palco che sembra non avere termine. forse anche troppo grande, nel senso che risulta essere dispersiva.

Smoking-room: o ci entrare da ubriachi o meglio non entrarci. si respira male, puzza peggio e satana ha detto fitto il locale perché ho bisogno di più metri quadri che sto allargando l'attività e gli affari vanno bene. Ah... se pensate di andare a fumare per rimorchiare, lasciate perdere.

Allegria: il locale è molto grande, per questo mischiarsi e conoscere gente non è semplicissimo, ma se siete in un gruppo di pazzi scatenati che vuole sfogare lo stress facendo air-guitar allora questo è il posto giusto per voi. Ma in generale qui la gente sorride e fa battute, tutto il resto è noia.

Voto: 8+ (il locale s'impegna, si vede che ha le capacità ma dovrebbe stare più attento in classe e farsi meno canne nel bagno)

Controindicazioni: lo spazio grande non aiuta se volete fare fiesta e conoscere gente nuova, ma come sempre c'è un trucco per superare il problema ... aumentare il tasso alcolico! It's over 9000!

Se ci andate: felpa, scarpa da ginnastica, poche menate sui vestiti e sorridete. Se poi notate uno che imita M.J. Fox in ritorno al futuro mentre suona "Johnny B.Goode" ma sulle note dei System Of Down, allora avvicinatevi ed gridate fiesta! avrete un sorriso ed un abbraccio a gratis!

TriderG7: senti ma stai sempre a casa con la febbre ma prenditi del paracetamolo.

Cosa da fare assolutamente: saltare ed urlare la vostra voglia di ricordare l'affetto che vi esplode dentro ogni volta che ascoltate le note della canzone che adorate

Consigliato: a tutti quelli che non passano una vita ad aspettare il sabato per comprare il vestito nuovo per andare a ballare

Ingresso: diciamo sempre 15 eurissimi che facciamo prima, ma se siete di quelli precisi ed organizzati, quelli da barba sempre fatta, camicia messa bene, occhialini con zero montatura e casa pulita con zero piatti da lavare allora andate sul sito ufficiale del locale e scaricatevi le riduzioni. Io ho uno scavo archeologico nel lavandino, e al massimo mi ricordo di comprare le paglie e fare una doccia.

Se ci andate: fate bene, e mi raccomando rock'n'roll forever.

Età: pura [Classe-76]

come sempre a seguire la favolosa polaroid




giovedì 2 febbraio 2012

[diario]: festa al contrario (con tanto di regalo)

Gentili Tutti,

scrivo dalla mia postazione da letto, e quindi vi avverto i miei pensieri saranno moltooo più filosofici del solito.

Oggi riflettevo nella solitudine della mia casetta a 18 gradi (il regolatore di caldaia è per me un mistero, anche se adesso vorrei che segnasse "it's over 9000") sul mio quotidiano.

Da un po' di giorni ho ricomiciato a portare nuovamente gli occhiali (igor agevola una polaroid, grazie).






vi sembrerà strano ma ho sempre avuto un pessimo rapporto con gli occhiali, in alcuni momenti sono stati miei fedeli compagni in altri un giocattolo da indossare solo in caso di guida.

La montatura che porto adesso è vecchia di circa quattro anni, ma per ben due anni non li ho mai indossati.

Il motivo, è facilmente riassumibile in una battuta di un vecchio personaggio della serie tv "Buffy l'ammazza-vampiri": li tolgo per non guardare bene il mondo che mi circonda.

Giles, il personaggio della serie tv che ha fatto la felicità di miliardi di nerd in tutto il mondo, è un osservatore: un individuo preposto alla guida spirituale e fisica di una ragazza con super-poteri.

Spesso questo osservatore però è stanco del mondo che lo circonda, allora preferisce togliersi gli occhiali, in modo da poter percepire la realtà senza tanti particolari.

E alla fine per me togliere gli occhiali spesso vuol dire questo, smettere di guardare il mondo nelle sue mille sfumature, smettere di comprendere chi ci circonda in ogni suo attimo.

Senza gli occhiali il mondo mi appare più semplice, meno complesso ed io sono decisamente più spensierato.

Ma le cose sono cambiate, giovedì scorso.

Ero in ospedale, stavo aspettando che mi madre uscisse dalla sala operatoria.

Tutto era illuminato male da quei dannati neon da ospedale che rendono tutto piatto e freddo.

Ero in una sala d'aspetto, con le mie due sorelle, con mio fratello e mio padre.

Avevo sonno, e le chiacchiere di tutti erano scherzose come non mai, ma vuote nell'orbitare stancamente attorno al motivo per cui eravamo tutti presenti a questa specie di festa al contrario, per citare la canzone "Mario" di Lorenzo Jovanotti, che tengo in soundtrack mentre scrivo.

Tutto era lento, quasi fermo con quel misto di noia ed adrenalina, mixati dal dj della nostra vita in un cubalibre che non hai proprio voglia di bere.

I minuti sono passati in un fissare una macchinetta del caffe automatico, che con i suoi colori stanchi rompeva la monotonia di quell'attesa assurda.

Poi tutto si ferma, quando mia sorella Anna mi dice che ha un regolo per me.
Fruga con la sua semplicità, che trasporta l'eredità di mia madre in ogni gesto, nella sua borsa e tira fuori i miei vecchi occhiali.

Sono avvolti in una busta bianca da ottico, quando li vedo mi domando per quale magia siano riapparsi. Li avevo abbandonati nella mia casetta rosso e blu di milano, quando una delle due lenti era crollata, vittima della mia gestione disordinata della vita e degli oggetti che la compongono.

avevo comprato questi occhiali con L'unica ragaZza, in un ottica sotto i portici di Bologna.
Li avevo indossati svogliatamente, davanti ad uno degli specchi da prova dell'ottica, non mi erano piaciuti, ma a lei piacevano, e di Lei mi fidavo (e mi fido) sempre; e così li ho acquistati.

Ricordo che li avevo sul naso quando sul divano di casa dei genitori delL'unica ragaZza, li ho conosciuti per la prima volta. Ricordo che lei mi disse poco dopo quel giorno, che la madre di lei, le aveva detto che avevo gli occhiali belli. Ricordo di aver pianto a quelle parole. Ricordo.

E ora il flashback si esaurisce, dissolvenza in bianco.

Sono in auto nel parcheggio dell'ospedale, ho saluto mia madre, l'intervento è andato. L'ennesimo.

Mi metto alla guida, scarto la busta bianca da ottico, ed indosso gli occhiali.

Mia madre prima di operarsi aveva chiesto a mia sorella di ripararli, e di darmeli quando sarei arrivato in ospedale.

Mia madre aveva trovato gli occhiali rotti conservati in un cassetto della mia casetta rossa e blu di milano, in una delle sue visite.

Ogni volta che mi madre entra in casa mia, prova a Mettere Ordine In Casa.
Anche questa volta ci era riuscita.

Ora ogni mattina esco di casa con gli occhiali, e spesso guardandomi allo specchio penso: i miei occhiali sono belli.

Ho voglia di percepire il mondo, ho voglia di guardarlo, ho voglia di viverlo.





mercoledì 1 febbraio 2012

[Classe - 76]: I loghi della nostra adolescenza (e tante grazie al product placement)


Gentili Tutti,

fuori milano fiabeggia sotto la neve, io ascolto i miei amati Nofx con Linoleum, la mia caldaia fatica a riscaldare una casa che sembra troppo fredda anche per conservare Steve Rogers.

Ho appena concluso una bella telefonata con il mio amico Adriano Barone.
e' stato uno dei miei primi amici nella mia nuova vita milanese, e lasciatemi dire che avere come amico uno scrittore di bei romanzi e fantastici fumetti, mi permette di percepire la distanza che mi separa dal me stesso di 10 anni.

Il ragazzino che ero a 10 anni e che sognava nella sua camera piena di poster di conoscere gli oscuri maghi che tessevano le sognanti trame fatte di china ed edizioni economiche, ora sorride pensando che nella vita (alcuni) sogni si realizzano e tutto tende a mutare.

Le cose cambiano, e noi spesso non ci rendiamo conto di quanto siano cambiate fin quando non ci capita tra le mani una vecchia nostra foto e allora, distinguiamo con emotiva vista le differenze che ci ricordano le autostrade che abbiamo percorso per arrivare all'oggi.

Oggi guardavo la replica tv di "Deejay chiama italia", e l'atmosfera era quella del dopo festa: solo con meno mal di testa post sbronza, senza il peso al petto per le troppe paglie fumate, senza il cel con un sms di un numero non salvato.

Ieri sera si è festeggiato i 30 della radio che mi fa da sveglia, e vedendo i miei compagni di mattinate scherzare al microfono come due vecchi amici, mi sono perso nel pensare a quanto fosse cambiato il loro logo negli anni.

E così con gli occhi ancora umidi per l'emozioni della festa del 31, ho dato vita ad un nuovo post della vostra amata rubrica [Classe - 76]: I loghi della nostra adolescenza (e tante grazie al product placement)

Ok visto che ci siamo iniziamo dal logo che ho conosciuto prima in tv e poi in radio!







che negli anni è passata da radio che ascoltavo la mattina prima di andare (in ritardo a lezione all'università) a sveglia milanese.
E alla fine se non fosse stata per questa radio (o meglio la sua versione TV) non avrei neanche trovato la mia casetta rossa e blu sui navigli.
Il ricordo che lego a questa radio è solo uno però: il rimorso forte e doloroso di NON aver mai visitato la radio con L'unica ragaZza (ripeterò perdonami all'infinito dentro di me per questo).

Ma smettiamo di piangere e mostriamo il logo originale (che tutti ricordate... vero??!)





ok ora passiamo ad un bel ricordo che ha tutto il sapore delle prime paglie e della musica dei miei amati nirvana




che negli anni è stato protagonista di una bella stagione di quel strabello (ma solo se non riguardi un eps oggi... che altrimenti ti annoi a morte e dici... e che palle) telefilm che era I ragazzi della Terza C.
Oggi è diventato un alimento da brividi che ognuno di noi guarda con sospetto quando compra la sua scorta settimanale di paglie e Tic Tac



e ora che abbiamo aperto il viale dei ricordi, parliamo un po' del simpatico strumento che state fissando.
A metà degli anni 90 il mondo pensava che il Pod fosse un fiume con una lettera di troppo, ma oggi sappiamo tutti che non è altro che un figlio della mela (prego igor manda la polaroid)



ma in quei gloriosi ( bah gloriosi mica tanto poi... il liceo era l'inferno per me, ndb) anni la mela era il logo che accompagnava tutti noi giovani adepti di QuarkXPress , ed era molto più pacifista nella sua prima formazione:



e visto che parliamo di simpatici personal computer parliamo di quella gloriosa copia che molti di voi stanno usando proprio adesso, il buon vecchio sistema operativo Windows, oggi tutti lo insultate così:


ma un tempo guardavate a questo logo con occhi felici ed ingenui (grazie Bill di averci fatto perdere l'innocenza), ma un tempo era così:



ma la nostra infanzia era segnata anche delle continue litigate con la mamma per la bolletta del telefono troppo alta.
Oggi il telefono fisso è un miraggio (fortunatamente dimenticato... come i modem a 56k), e siamo in pochi a devolvere soldi alla celebre



ma all'epoca aveva un nome molto più semplice, infatti il difficile era far girare quel cerchio grigio cemento che portava il simpatico marchio della:




e parlando di mamma (visto che sono un maschio italiano e quindi ovviamente mammone) come non dimenticare il premio fedeltà per la nostra educazione.
La celebre barretta della Kinder, che oggi ci sorride così dagli scaffali dei supermercati



ma che un tempo aveva un volto differente per spingerci all'acquisto, con un capello che era da invidia, soprattutto se volevi conquistare la ragazzina con le treccine al terzo banco della tua quarta elementare




ma se veramente dobbiamo scavare nei nostri traumi come non dimenticare, il primo vero film di supereroi che abbiamo visto con piacere, senza pensare ... ma daiii è una minkiataaa.... anzi magari l'abbiamo consigliato anche a qualche simpatica fanciulla per fare colpo.
Oggi è un capolavoro cinematografico iperrealista, che porta questo marchio



ma nei nostri anni 90, il marchio era ben differente ed il realismo era caduto a favore di scenografie gotiche e fotografia noir




e poi c'erano i viaggi in espresso. L'espresso è stato il mio primo treno. quello dei viaggi lunghi, che un po' erano fughe e un po' visite ad ospedali lontani con mia madre.
Ma erano anche i treni delle tante estati con gli amici e pochi soldi.
Oggi il treno sembrare essere solo la frecciarossa (classismo saltami in braccio!):




ma un tempo il logo che ci accompagnava negli sporchi vagoni dell'espresso era questo:



e se proprio lo vogliamo dire, anche la tv era più scomoda anni fa. Io ricordo i pomeriggi a guardare I Robinson su canale 5, oggi canale 5 non lo guardo per sbaglio e di sicuro non faccio le corse per arrivare a casa prima e non perdermi neanche un eps della mia serie tv preferita. Beh comunque oggi il logo è questo (i grafici lo chiamerebbero logo con tratto di sintesi... io di va beh ma i tempi cambiano)




ma un tempo era questa la luminosa che adornava il canale della famiglia:




e poi... le tute!
Le tute per fare ginnastica. che anni fa fare ginnastica non era un modo per assomigliare ad un tronista di maria de filippi, ma era l'abbigliamento per passare un ora a cazzeggiare fumando paglie all'aperto durante il liceo.
ebbene oggi questo marchio ci segue in palestra (e in qualche canzone rap... magari con vicino delle belle collanine d'oro) ed in piscina


ma anni fa il logo era molto più vicino alle tematiche di Maria (non la defilippi):



ed ora concludiamo con uno dei miei loghi preferiti. Uno di quei loghi per cui oggi faccio il lavoro che faccio, la chiave per aprire la tana del mio bianconiglio.
E' da questo logo che ho iniziato a sognare, ed è per questo logo che il giovedì è il mio giorno preferito



ma prima dei film al cinema, prima dei giocattoli, prima dei videogiochi, questo logo era ben altro.
Semplice nel suo splendore, elaborato in questa innevata milano, ecco a voi, l'unico e solo:



Ok ragazzi si è fatta l'ora giusta per andare in ipersonno.
Io ho percorso il viale dei ricordi con voi.
Ho pianto, ho toccato la ferita che da bravo stronzo mi porto dentro.
Ma a modo mio ho provato fare ancora una volta qualcosa di sensato con il mondo di ricordi che ho nella testa, ho provato a Mettere Ordine In Casa.

e ora tornate alle vostre vite, mentre io mi lascio bagnare il viso dalla neve di Milano......












[diario]: d'amore di neve e di altre sciocchezze

Gentili Tutti,

Buon Natale!
A milano e' arrivata la neve, ed io personalmente mi sento nell'eps "speciale Natale" del serial tv della mia vita.

Milano coperta di bianco, e' un gioiello, specialmente per chi come me ha passato tanti anni sotto il sole, nella citta' in cui se piove e' gia' troppo e subito c'e' chi si lamenta (ma a napoli lamentarsi e' un must sempre quindi non fa testo).

Beh insomma, io di sole ne ho visto tanto ed ad un certo punto volevo vedere il mondo, il mondo in ogni sua diversità, ed e' per questo che la neve mi affascina ancora nel suo essere così diversa dal sole, ed anche il cielo grigio mi piace, mi fa sentire adulto.

Quando guardo il cielo grigio cemento (per dirla come il vecchio Alex D.) e sento profumo di neve, quando m'incanto durante un meeting aziendale a fissare una finestra su cui si proietta il più grande spettacolo dopo il big bang: la neve, allora sorrido. Sorrido pensando che non sono a Napoli, che quella bellissima unica citta' e' lontana, e questo vuol dire che ho trovato un lavoro in una citta' nuova, che ho seguito i miei sogni, che ho viaggiato, che ho una casa da solo, che mi mantego da solo, che i miei sogni mi pagano lo stipendo.

E questo gentili 42 lettori forse vuol dire che un pochino i miei sogni li ho realizzati.

Bene, ora potrete capire perche' se durante una nevicata mi incrociate sul tram 2, sulla linea verde, su di un taxi o di corsa sulla strada, guardandomi noterete che ho il volto rigato da alcuni fiocchi di neve sciolto, mentre come un bambino fisso sorridente il bianco.

Tra emozioni ed altro, tra troppa neve che mi bagna il viso, vi saluto tutti, miei compagni di viaggio in questa impresa di Mettere Ordine in Casa mia.

PS: ecco la vita fuori dal mio ufficio ieri sera: