come sapete sono così indie che Twitter già era per sfigati, adesso è da redattori sì, ma redattori dell'Espresso (neanche di Panorama? No, no proprio dell’Espresso!) ]grazie a Lo Stato Sociale per la bellissima citazione].
Se invece non lo sapete Twitter è ormai sulle bocche di tutti sugli smartphone di tutti, quindi mi sono chiesto nel mondo immaginario dei nostri amati Eroi dei fumetti cosa sta accadendo su twitter?
Ecco a voi la mia fantasiosa (sigh!) risposta:
1 - proclami da vero leader (con commenti)
2 - ringraziamenti pubblici per la vittoria alle elezioni U.S.A. (il 7 novembre 2012 un certo Mr. Obama ha twittato il medesimo messaggio nella nostra realtà)
3 - perle di saggezza da uomini di lunga esperienza (con commenti)
colgo l'attimo di una pausa pranzo e provo a tradurre in parole (e polaroid) i miei pensieri degli ultimi giorni.
Ehi?? smettete di festeggiare? Un momento! Calmi Calmi!
No aspettate! uff... non sarà una lunga sequenza di foto di Long Island e Pornografia di Vario Genere, che voi ci vogliate credere o no, miei gentili lettori ho pensato ad altro, ho pensato ad una SFIDA.
[da adesso in poi ogni volta che leggete la parola SFIDA potete mettere in play nella playlist della vostra immaginazione la musica di Street Fighter II Turbo]
Qualche giorno fa avevo postato la mia opinione sui siti di fumetto (che trovate qui), nei miei deliri avevo dato e giudizi e sentenze neanche fossi stato uno degli Eterni del Buon Vecchio Kirby, di conseguenza il mondo del fumetto aveva reagito con sorrisi by tweeter e la mia vita aveva ricominciato a trascorrere serenamente.
Poi ad un tratto, mentre mi ero ritirato a pescare pesci con Jack O' Neill nel suo laghetto dietro casa, nell'alto del cielo scorgo un Mettereordineincasa-segnale! Qualcuno mi cercarcava, o peggio ancora qualcuno mi sfidava: erano i tipi de: LoSpazioBianco.it
Questi impavidi redattori, mi chiedevano tramite Tweeter come mai non avessi speso parole sul loro sito.
E così è nata la SFIDA!
Ho passato bene quattro giorni della mia vita a scrivere mentalmente questo post, per provare a spiegare perché Sasha Grey ha perso il posto di regina del Porno in favore di Asa Akira non leggo il sito lospaziobianco.it
Partiamo da un assunto del tutto personale: lospaziobianco.it non è un sito d'informazione sul fumetto (e suoi derivati nella nerd sfera) ma una webzine che riprende impostazione e obbiettivi delle pro-zine (professional magazine) di fine anni 90, e che prova, con piglio critico, a fare una disanima del fumetto contemporaneo e non, usando solide basi di critica ed un grande conoscenza del media fumetto (si state sbavando vi vedo!!! avete cercato Asa Akira su Google, nel dubbio vi lascio un link in cui ci sono anche parole).
Ora fatte le debite presentazioni, e visto che avete capito chi sono gli sfidanti (ah siete nuovi del blog e volete sapere chi sono io? CAZZIMMA non ve lo dico... ok va beh... leggete qui e se proprio avete tempo da perdere giocate a GTAV leggete anche qui).
Ci siamo siete pronti? Partiamo:
Per spiegare le motivazioni per cui non leggo lospaziobianco.it userò alcuni punti chiave con cui ho analizzato il sito nei giorni scorsi, scusatemi se non sembrerò coerente ma nei giorni scorsi ho: bevuto, cullato le mie nipotine neonate, bevuto alcolici, imparato dalla mia meravigliosa metà che il sugo pieno d'olio non si mette nel microonde, giocato Last of US, chiacchierato amabilmente del più e del meno nel mio salone nuovo scoprendo le gioie della vita borghese milanese a dispetto nelle serate di devasto a botte di long island nei locali rock milanesi, sorriso per la gioia della vita felice che ho, abbracciato mia madre, bevuto alcolici, preparato un gateau con burro, salame fritto e olio di frittura, sognato fumando sulla finestra di casa mia, fatta inscrizione agli alcolisti anonimi bevuto vino. [la redazione si è riservata di censurare alcune parti di questo testo].
Grafica: non va beh ma quel header con il ragazzino (bellissimo omaggio! nessuno lo nega) con capello sdraiato attira visitatori quanto una foto dell'ex-ministro brunetta mentre copula con Skeletor dei Masters of Universe!
Facciamo qualcosa di più dinamico, qualcosa di più stilizzato, non dico di metterci delle TETTE, ma almeno una soluzione di sintesi. Dai ragazzi, su che siete bravi.
Impaginazione: dispersione. Ecco come mi sento di giudicare il layout. I colori sono anche buoni, e si vede che avete provato a dare un tratto d'unione e coerenza al tutto, ma il testo si disperde. Meglio dare meno segnali visivi e più concentrati. Guardate che lo dico per voi, avete tanti articoli interessanti da leggere, ma sparsi così non date una fruizione rapida al visitatore, e le persone rischiano di perdersi perdendo il punto focale del sito. Cioè news e recensioni insieme in homepage? nessun tratto grafico che li distingue?
Naaa se continuate così il passo successivo è il layout del #maleassoluto: FdA!!!!
Contenuti: allora qui la situazione è la medesima in cui versavo io al liceo: il ragazzo si impegna ma i risultati non ci sono. Voglio essere sincero un sito di fumetto PER ME è un sito che ha una sezione NEWS che viene aggiornata ogni giorno, con almeno TRE NEWS relative al soggetto del sito. Gli approfondimenti sono tra i migliori e riescono a battere anche quelli di fumettologica.it del Buon Vecchio Stefanelli, ma gli approfondimenti appaiono sul sito con maggiore frequenza del News.
Ragazzi potete fare di meglio, davvero avete le fonti giuste, scrivete in un italiano ottimo, ma non date coerenza di comunicazione secondo ME. Inoltre voi siete in Italia, date più spazio al fumetto popolare italiano con rumors e informazioni lampo raccolte alle fiere o nei corridoi.
SEO: non pervenuti, ma siete un fan-site e ci sta benissimo! le cose si fanno per passione e non per seguire le leggi di mercato. Quindi questo non è un problema.
Ora per me questi sono i punti chiave che mi spingono a non leggere lospaziobianco.it a parte le rubriche di Coratelli. Il buon vecchio Carlo ha le news sempre fresche e molto spesso in anticipo rispetto a siti più blasonati. In assoluto comunque coratelli è un must per il sito.
Detto questo, cari Ettore & Co se siete curiosi di sapere come immagino io una (r)evoluzione de lo spaziobianco.it clikkate sull'immagine in basso e scoprirete un piccolo gioco che mi ha portato via tre ore, ma che mi sono sentito di fare, per non far si che le mie parole appaiano solo come sterili critiche senza fondamento (non sono un grafico quindi scusate): questo è il mio omaggio ai sacrifici che da anni fate comunque per tenere vivo lospaziobianco.it.
avete delle grandi potenzialità, e se vi critico è solo per spingervi più in alto.
Come diceva qualcuno che ammiriamo entrambi: excelsior!
pallidi nei vostri completi invernali ed incuranti del cibo che pressa senza sosta le vostre pance in occasione delle festività natalizie, eccovi pronti per un nuovo festoso episodio della rubrica (quanto fa rivista la parola rubrica? brrr) [Classe-76]!!!
Il soggetto di oggi saranno le merendine.
Certo dire "merendina" oggi in internet richiama subito alla mente due immagini fortissimighissime:
ovvero il cantore della nostra adolescenza/infanzia: Zerocalcare ed i suoi celebri PlumCake!
la Girella ovvero il simbolo di una generazione che avuto i natali (cioè quando aspettavano Babbo Natale!!) sul finire degli anni 70...
quindi sgambato il c(r)ampo dal queste due immagini, lanciatevi con me in una free fall nel viale dei ricordi!!!
allora partiamo dall'inizio. Gli storici della merandina fanno risalire tutto al celebre mottino, ma lasciatemi dire che io questo Mottino non lo ricordo, quindi con la consueta democrazia che mi distingue ci passo avanti e non approfondisco.
La prima merendina che ricodo aver visto circolare sul tavolo della colazione era il buondì! e devo dire la verità mi ha sempre fatto schifo! o meglio era buona solo la parte iperzucchereso, il resto era asciutto come un Pandoro senza burro & nutella!
Subito dopo questa grande morte dell'appetito, c'era un classico cioccolattoso che mi piaceva soprattutto per l'ingente presenza di cioccolata nella ricetta! ovvero stiamo parlando del celebre: tegolino!
Ovviamente la fame vien mangiando (#maiscriverepostculinariinpausapranzo) e parlando di ottima cioccolata non posso non citare la mia adorata Crostatina. Mi sembra scontato ricordare a tutti voi, che è sempre esistita solo & soltanto la crostatina al cioccolato e mai ad altri gusti (men che meno marmellata!)
Ma ben presto queste delizie da forno avrebbero lasciato la mia tavola della colazione in favore di nuove grandi scoperte tecnologiche: i saccottini! Ho sempre sognato di trovare un saccottino in cui il dosaggio del cioccolato fosse stato sbagliato... e l'abbondanza fosse caduta sulla mia tavola.... ovviamente è rimasto un sogno.
I saccottini, furono un vaso di pandora. Dopo averli provati iniziò la grande epopea dei flauti. I flauti divennero una forma di droga legalizzata. Si narrano leggende di bambini o adolescenti ritrovati morti in casa con flauti inseriti in ogni dove. Il flauto al latte poi aveva in sè una forma di dipendenza che Walter White sta ancora provando a cucinare con i suoi cristalli!
bene detto questo resta ovviamente la mia merendina preferita, quella che mi dava il sapore ai pomeriggi noiosi d'estate a casa solo con mia nonna e la televisione...
Ora facendo un degno dito medio ai conservanti ed ai blasonati brand che continuo ad acquistare, lasciatemi sorridere nel ricordo di quanto era buono il pane con il pomodoro, l'olio ed il sale di mia nonna.
Gentili lettori, siamo al termine il Galaxy Samsung Express è al capolinea, si scende: correte a casa che avete da mettere in ordine, io per oggi l'ho fatto nei ricordi.
con il presente post ho piacere di annunciare l'arrivo del Natale il ritorno della vostra amata rubrica [Youporn]: Sasha grey legge il suo numero di cell a tutti [Totò, Peppino e... la malafemmina]: Napoli e ...
Oggi parleremo di un annoso problema che affligge da anni il nord Italia: La polenta.
Alcuni di voi sono sicuro conosceranno questo male che sta distruggendo il tessuto sociale della nostra amata nazione.
Ora io non sono un razzista, ho una certa avversione forte per gli amanti della musica di Gigi D'Alessio convinti, ma non li considero male, anzi per molti di loro provo un sincero affetto.
Negli ultimi tempi però ho sviluppato una certa allergia alla Polenta.
Per capire come, perchè, quando e chi potete fermarmi per strada e chiedere, se invece siete interessati a comprende quante figure di redhotchilipeppers posso prender in un solo giorno continuate a leggere senza timore alcuno.
Alcuni anni fa appena giunto a milano, fui invitato ad un pranzo di lavoro.
Ora i pranzi di lavoro solitamente sono dei momenti lieti con cui cazzeggiare con colleghi e fornitori prima di immergersi in nuovi meeting.
Certo nei pranzi di lavoro vive e vige un perbenismo che non vuole brutte figure, e quindi noi bravi ragazzi [Classe-76] sappiamo di non poter avere il:
di non poter ordinare cibi particolarmente pesanti, di non dover parlare di politica o di calcio, e soprattutto di dover mantenere una finta allegria davanti ad ogni situazione.
OGNI SITUAZIONE!
Quando dico ogni situazione intendo proprio OGNI SITUAZIONE!
Solitamente nell'internetto come nella vita d'azienda OGNI SITUAZIONE! si traduce in questo grande capolavoro de maleeeeeassoluttooo e mortecivileeee cinematografico trash dal titolo:
Ora immaginate un tipico ragazzo Napoletano come me, che finalmente trova nel pranzo un momento di felicità tra le mille insalate mangiate di corsa davanti allo schermo del computer, come reagisce davanti ad immagine come quella sopra!!!
Allora diciamo che sono a tavola con dei fornitori importanti, diciamo che devo fare bella figura e diciamo che nella mia vita non ho mai mangiato la polenta.
Aprò il menù ed i miei occhi si deliziano leggendo: spaghetti a cozze, lasagne, pasta al forno, na bella matriciana, na cacio e pepe, due tortellini burro e salvia, ma pure due spaghetti aglio olio e peperoncino... Sto sbavando... la mia salivazione è fuori controllo... sono felicie come un bambino alla vigilia di Natale in attesa del Castello di Greyskull... quando ecco arrivare un vociare confuso dai miei commensali, che si ripetono felici tra loro:
- Ma si dai prendiamo tutti una bella polenta!
- Una gran bel vassoio di Polenta!
- Con sto freddo ci sta proprio bene!
L'entusiasmo serpeggia, vedo la gioia negli occhi dei fornitori, e non voglio escludermi facendo l'asociale quindi mi unisco al coro entusiasta (#credici) pur non avendo mai mangiato polenta in vita mia e sapendo solo che la polenta è fatta di farina, così pensando agli gnokki, dico:
- Ma si una bella Polenta Calda!
e tutti ripetono in coro:
- Polenta per tutti! Anzi Polenta e (Per-)Sei!
Il clamore festante attira l'astuto cameriere che nel suo abito scuro da fascista in ferie o da becchino in apprendistato (ma perché a Milano tutti i camerieri si vestono di nero?!?).
A quel punto l'allegro gruppo di fornitori si placa, il cameriere mi chiedo cosa voglio ed io dico:
- Per primo un bel piatto di spaghetti ai frutti di mare e per secondo... Polenta e (Per-)Sei!
Nel recitare queste parole il cameriere si blocca esterrefatto, i miei commensali si fermano con folgorati, gli altri tavoli smettono di mangiare e si gelano guardadomi, le auto fuori dal locale frenano di botto, i cani ed i gatti iniziano copulare in tante piccole gangbang, il presidente del consiglio italiano blocca i lavori delle camere per chiedere il silenzio...
Io vedendo le reazioni penso di:
1 - aver detto per sbaglio "Klaatu barada nikto" risvegliando così i morti dal loro sonno;
2 - aver raccontato il finale di Lost a tutti per sbaglio;
3 - aver espresso apprezzamenti di natura sessuale su di una bambola di plastica con cui giocano le bambine da generazioni per errore.
A salvarmi dalla situazione ci pensa uno dei commensali, dicendo:
- enzo, ma non ti sembra un po' troppo sia il primo che la polenta?
La frase mi lascia basito, ma considerando la passione dei nordici per le diete non mi spaventa e come un navigato uomo di mare, rispondo:
- Ma sì lasciamo stare il primo;
A quel punto il pianeta terra ricomincia a girare e tutto riprende come sempre...
I commensali prendo la situazione in pungo e parlando con il cameriere becchino e fascista (poverino tutte le sfortune!) chiedono:
- Facciamo Polenta e (Per-)Sei!
Il cameriere felice raccoglie l'ordinazione e va via.
Ed io nella mia mente mi domando, ma se siamo in quattro perché abbiamo ordinato Polenta per SEI????
Essendo un pranzo di lavoro non faccio osservazioni strane e resto felice in attesa di questa famosa polenta che mai avevo assaggiato nei miei 33 anni di vita.
Dopo poco vado al bagno e quando torno trovo al mio posto questo piatto:
Alla vista di tale nefandezza nella mia mente si formano varie idee:
1 - hanno sbagliato ordinazione io sono un umano e non mangio cibo Klingon!
2 - è uno scherzo!
3 - ma cos'è quell'animale sul purè!
4 - datemi dei frutti di mare e degli spaghetti alla chitarra!
5 - Mamma ti prego salvami non voglio vivere qui!
6 - uccidere Trevor!
7 - uccidere Michael!
8 - fare una follia e salvare entrambi! (pur di non mangiare il piatto)
Ovviamente cerco di contenere il mio sdegno.... e chiedo cautamente:
- ma-cos'è-sta-cosa-nel-piatto?
E a quel punto, solo a quel punto uno degli allegri commensali mi dice:
- Polenta e Osei!
la mia risposta è diretta come una pallottola di Tex Willer:
- Avevo capito (Per-)Sei non OSEI!!! cosa sarebbero degli OSEEII?
Nel recitare queste parole i commensali si bloccano esterrefatti, gli altri tavoli smettono di mangiare e si danno a scene d'isteria da RIOT, le auto fuori dal locale iniziano copulare in tante piccole gangbang, i cani ed i gatti bloccano i lavori delle camere per chiedere il silenzio, il presidente del consiglio italiano continua la sua partita a GTA V essendo arrivato alla sequenza con le prostitute
Io vedendo le reazioni penso di:
1 - aver detto per sbaglio "il finale di Lost è una GiudaBallerinata" risvegliando così i morti dal loro sonno;
2 - aver raccontato il finale dei Promessi Sposi a tutti per sbaglio, senza rendermi conto che mi stavo confondendo con un porno visto la sera prima;
3 - aver espresso apprezzamenti di natura sessuale su di un bambolotto di plastica da nome Ciccio...
A quel punto mi spiegano che Osei vuol dire
E che la polenta non è farina normale, ma farina di MAIS!! Cioè MAIS?!?!
Ma stiamo scherzando!!!??!!?!?!
Un essere umano non può mangiare queste cose!
Ovviamente il pranzo finì poco dopo... in quanto fuori richiamato per una questione urgente (#credici) in ufficio consolandomi con una bella insalatina davanti al monitor...
Ok gente anche per oggi abbiamo finito... mi raccomando provate a mettereordineincasa... io ci sto riuscendo!
sono da poco passate le due di pomeriggio quando collasso sul letto della mia casetta rossa e blu sul naviglio.
Tra le mani ho un fumetto, parla di Milano, di arti marziali, di polizia d'intrighi, il titolo: LongWei.
Volete sapere di cosa parla? siete curiosi di sapere chi sono gli autori? volete sapere dove trovarlo? Bene siete su internet, usatelo. Basta andare "G-O-O-G-L-E" e cercare la chiave di ricerca "L-O-N-G-W-E-I". Ok, ok, siete ancora qui a leggere, quindi o siete dei debosciati come me, oppure #boh, comunque ecco un link agile: Longwei.
Allora partiamo dal perché mi piace questo fumetto: una valanga di motivi.
Provo a riassumerli, in una bellissima (certo come no! #modestia) classifica, che chiamerò per comodità: 3 Motivi per Longwei!!! (Quasimodo lancia lo stacchetto-stile-lucignolo-dei-poveri e non ti lamentare della mia fantasia!)
Pronti per un bel viaggio sull'ottovolante delle mie motivazioni:
Terzo Posto: i catenielli di Vincenzo G. Partiamo dall'assunto che vengo da un paese immerso nella nebbia in provincia di Napoli, e che la mia adolescenza non è un Ballo-di-fine-anno-all-americana o le limonate in una decappottabile sul promontorio della città, la mia adolescenza non è neanche discoteche e canne, ma semplicemente è giri in auto a raccontarsi la vita ed i sogni senza ragazze ridendo del quotidiano, vivendo la felicità in una fiat uno di seconda mano. E la felicità era ed è Vincenzo G., un mito di ragazzo, con le sue espressioni da cartone animate ed il suo piglio da rockstar di Fronte del Porto (#brandocrepadinvidia). Tra le sue passione c'era Bruce Lee, tuta gialla senza Uma e tanti urletti senza Goku. Lee, per me, era prima di tutto Kato in Green Hornet, e poi il protagonista dei film che piacevano a mio padre e a Vincenzo G. E proprio il buon vecchio Vincenzo G. nominava a nastro il termine "catenielli". Negli anni ho scoperto pian piano tutti i film doppiati (#male) di Bruce Lee, ma ogni volta che vedo qualcuno fare arti marziali non poso fare a meno di pensare a Vincenzo G., alla nebbia del mio paese e a quanto tutto sembri incantato nel libro della memoria dimenticata. tutto questo come s'incastra con LongWei? Nel fumetto ci sono "catenielli" a nastro!!!
Secondo Posto: La coerenza produttiva per me è tutto. Non guardo altro a volte. Scrivere bene è qualcosa che con impegno puoi fare benissimo nel tuo studio di casa, disegnare bene è qualcosa che puoi fare anche in una casa a lago mentre fuori piove, ma organizzare una continuità narrativa e produttiva in un prodotto seriale è qualcosa di pazzesco! Parlo per esperienza, e vi posso assicurare che realizzare qualcosa che sia puntuale nelle uscite al pubblico e coerente sempre sia per narrazione che per qualità è come lanciare un shuttle nello spazio (ci sarà un motivo se hanno smesso!!!). In Longwei tutto è perfettamente armonico e preciso, i personaggi si evolvono, restano coerenti e saltano a piedi uniti i buchi narrativi. Tutto sembra scorrere in una direzione senza che nulla cada nel vuoto. E per questo caro Cajelli ti meriti un cartello di chiusura con dissolvenza insieme a Joss Whedon, il buon vecchio Chris Carter, e l'onnipresente J.J. Abrams.
Primo Posto: I parco disegnatori. Le matite che danno forma alle parole degli sceneggiatori sono tra le più efficaci del panorama italiano e hanno il dono di rendere le scene d'azione in forma molto dinamica, quindi una bella menzione d'onore a Luca Genovese, Gianluca Maconi, Luca Bertelè, Francesco Mortarino che fino a questo momento (ho letto il numero 4) stanno introducendo al pubblico italiano un nuovo genere di fumetto popolare: il fumetto d'arti marziali! Trovare le dimaniche sperimentali di questi disegnatori in un albo in stile Bonelli: #spaccaabestia!
Per ora abbiamo chiuso, dite la Vostra e correte felici ordinatori di case.
un lento e malfunzionate tram notturno mi accompagna verso casa nella notte milanese.
Come spesso accade l'orario d'ufficio mi permette di godere del panorama notturno di milano, che scivola come un museo visitato in velocita, nei finestrini sporchi che mi circondano.
Pochi avventori, colorano con me la carrozza, mentre io cerco di lasciare scivolare i miei pensieri sulla tastiera del mio blackberry.
Sono giorni che preparo nel registratore magnetico del vecchio Alex D. tra i miei pensieri questo post, ho speso del tempo (giocando male) al photoshop per cercare di dare una risposta ad una domanda assurda che da tempo mi ronzava in testa, persistente come una zanzara in estate mentre riposiamo.
La domada era "cosa sarebbe successo se": fossi stato un blogger di successo? O un celebre diriginte radiofonico? O uno sceneggiatore di grande talento? o un talentuoso cineasta giovane ma affermato?
Vi sembrerà assurda come domanda vero? Beh, cosa vi aspettavate da questo blog un post sull'insostenibile leggerezza dell'essere o una critica alla ragion pratica di Kant? Se cercate un blog potete andare sulla barra degli indirizzi e scrivere www.huffingtonpost.com (e vi farebbe anche bene!!).
Sono un nerd, in giacca e cravatta dal lunedì al venerdì, ma pur sempre un nerd, e questa domanda da decenni assilla le strambe menti di noi nerd.
Le celebri case editrici di supereroi, come la Marvel e la DC pubblicano da anni, miliardi di pagine a fumetti sull'argomento, e la narrativa di genere affola gli scaffali di tutto il mondo con romanzi che raccontano di secondo guerre mondiali vinte dai nazisti (brrrr.. Philip K. Dick abbi pietà di me) o di dinosauri sopravvissuti fino ai giorni nostri (Doctor Who abbia anche tu pietà di me sommo Time Lord)!
E così anch'io mi sono immaginato un bel "What If" (termine tecnico che serve ad identificare tale genere di storie) su si me.
Ma ora basta scrivere, come un redattore precisino della fungia (come insegna il sommo Doc) e andiamo a cominciare questa assurda, improbabile, inutile parata carnevalesca di "realta' parallele"!!!
Ora fate conto che stia partendo una sigla tipo "Fringe incontra X-Files" e iniziamo dalla prima realta assurda ed improbabile:
[N.B.: clikkate sulle immagini ingrandendole e se vi va - sfaticati & sciallati- leggete anche i miei falsi post]
Terra - 1
La mia carriera è costellata di videogames, e sono un ubernerd dei robotoni japponesi, gli universi fumettistici non hanno segreti per me ed ho una spiccata sensibilita nel raccontare la generazione degli attuali (ultra) trentenni, con uno stile di scrittura che coooli e prende nomi. Porto solitamente una coppola a mo' di tuta da supereroe, l'internetto è popolato da miei fan, e sono anche il capitano della più grande squadra di calcio dell'italico stivale.
Chi sono? Ehehehe daiiii l'avete capito...
Ma a scanso d'equivoci ecco la pagina REALE e vera, ed ecco ora la versione "alternativa".
Terra - 2
Ma ora non allontaniamoci troppo dagli universi d'inchiostro e passiamo ad una vera e propria rockstar del fumetto (si va beh avete gia' capito tutti, mi sento come il fesso che racconta una barzellettà che tutti già conoscono...): sono l'innovatore del fumetto italiano, lo Sclavi degli anni 2000, l'Alan Moore italiano, sono lo Sherlock (quello con il sommo Benedict Cumberbatch) contemporaneo che con il suo piglio critico, racconta il suo punto di vista su ognidove, sono il giornalista d'assalto che indaga e ragiona sempre anche andando contro, ma soprattutto sono un grande autore e sceneggiatore... (Si va beh basta che poi sembro una groupie) anche se conoscete tutti il suo nome, ecco il suo blog d'eccellenza, e a seguire la mia impossibile versione alternativa.
Terra - 3
Ed ora saltando di palazzo in palazzo con il solo aiuto delle mie ragnatele, eccoci giungere al cinema e al mondo dell'animazione (mhmmm... questa realta' non e' poi cosi alternativa daiiiii). Questa volta sono un ragazzone crescito a pane e celluloide, la mia curiosita' ed la spiccata sensibilita emozionale (e daglie con sta "spiccata" forse dovrei ascoltare di meno Elio e le Storie Tese e di più Lo Stato Sociale) mi hanno reso capace d'entrare nel mondo della celluloide, della pubblicità, dell'animazione (digitale e non) riuscendo ad impormi come professionista e neo-romantico. Chi sono? Beh miei cari 42 lettori, ecco la pagina REALE, e a seguire ingloriosamente (bastarda) la mia pagina falsa.
Terra - 4
In questa realta' parallela sono davvero il prototipo del bravo ragazzo: vincente, salutista, onesto, affascinante e dannatamente famoso. Dirigo con successo le migliori radio private italiane, e sto facendo brillare un "giovane" canale tv, ma sono famoso soprattutto per raccontare all'UDS (l'uomo della strada) l'Italia ogni mattina dal microfono della osmoticamente-celebre Radio Deejay (one nation, one station -of course-).
Ogni mattina da Milano ad Amalfi(grazie al mixer di Alex Farolfi) diffondo la mia cordiale voce accompagnandomi con l'instancabile amico Nicola, regalando serenità, compagnia e riflessioni sulla corsa a milioni di radio ascoltatori. Chi sono? Daiiiiiiii... E' iper-warp-facile. Per osmosi sono il vostro Pasquale, qui il suo puntuale blog ufficiale, e qui la mia inverosimile pagine falsa.
Terra - 5
Ed ora l'ultimo salto, forse il più aridito, ma anche il più sfrontato. e di sicuro il più emozionante.
Sono un ragazzo (?!?!) di una Napoli che assomiglia ad una Taranto, fumo troppo, corro troppo poco ed ascolto venerando fin troppo i Pink Floyd e la musica indie.
Parlo di sesso, spesso, quasi quanto ognuno di noi, ma senza le barriere di un inutile timidezza sociale, ho un senso artistico che brilla nel mio scrivere storie di neo-realismo milanese, e ho la capacità di condensare in frasi i sogni, i dolori, le emozioni che una generazione intera sta vivendo tra aperitivi, delusioni, risate ed amici.
Sono un meraviglioso specchio, che riesce a raccontare senza inutili metafore, le emozioni che viviamo ogni giorno. Ho davanti a me un futuro radioso di scrittrice ed un animo da bimba incazzata che sta per rivoluzionare il mondo davvero, senza "ma" e senza "domani".
Le donne mi amano e gli uomini mi ammirano, e tutto il resto a va a ritmo di musica indie.
Questo è il blog meravigliosamente reale, e questa è la mia versione falsa come una cover band degli Afterhours.
Ok, ragazzi, il treno è arrivato al capolinea. Qui si scende il viaggio nelle realtà alternative è finito, ed è tempo di dire tanti grazie.
Grazie ai miei blogger preferiti e ai loro blog: L'Antro Atomico del Dr. Manhattan, Dalla Parte di Asso, Il blog di Linus, memoriediunavagina.
Nell'irrealtà di un mondo fatto d'internet, loro sanno essermi accanto senza conoscermi, ignorandomi meravigliosamente ma trovando sempre una parola giusta per me, accompagnandomi nei miei voli di corsa da ventiquattr'ore a tracolla, nei risvegli in hangover alla domenica mattina, nelle stanze d'albergo di mezza europa, nel disordine della mia casa milanese, nelle domeniniche pomeriggio da pianto e solitudine, negli abbracci persi e in quelli che so di stare per perdere, nelle mie bugie, nelle mie risate, o molto più semplicemente nella Mia Vita.
La mia vita la miglior realtà che possa esistere, quella in cui ho questi blog da leggere.
Ma ora l'ora se fatta tarda, la cravatta stringe e un tram intero deve ascoltarmi parlare di quanto amo questa vita ed il mio lavoro mentre chiamo mia madre.
E' tempo di salutarci, è tempo di provare a fare Ordine in Casa.
puntuale come tutti gli anni le vacanze sono finite. So che molti di voi ora versano in situazioni drammatiche ripensando ai bei giorni andati, e proprio per questo, al fine di aggravare il vostro già difficile stato, ho scelto di lanciarmi in un resoconto semi serio delle mie vacanze estive, quindi preparatevi ad un giro di giostra senza cinture di sicurezza, in cui la morale sarà ingrediente margine di un cocktail a base di rum e fiesta.
Quando ci sia accinge a raccontare i resoconti di una vacanza tra amici, il rischio è di scrivere qualcosa di criptico che venga compreso e capito solo dai partecipanti, per questo sceglierò di dare il giusto spazio ai partecipanti che sono stati con me... (ma quanto sono buono!?!?!?!).
Ma Ora prima di lanciarci in questo giro mortale.... ho un colpo di tosse... perché tossisco da settimane... beh cosa aspettate il racconto sta per iniziare
Primo colpo d tosse
(il giorno dell'addio a Majorca)
il cielo di Palma de Majorca si tinge di grigio mentre scrivo queste rapide righe in attesa che si concluda la mia ultima giornata di ferie.
Sono con tre amici attorno ad un tavolino di finto legno sulla veranda di un hotel a cazzeggiare scroccando la connessione wifi, abbiamo l'aria stanca, ci sono veloci racconti di fine vacanza ma intervallati da lunghi silenzi raccontano il debito di sonno che abbiamo.
Io intanto digito sul mio fido MacBook questo post, sapendo che tra non poco sarò nuovamente interrotto da qualche pingone. Scrivere il blog in vacanza fosse anche l'ultimo giorno, non penso sia fattibile quindi chiudo lo schermo mi godo una delle mie ultime paglie, mentre ozio espirando fumo verso il cielo spagnolo.
Prima sigaretta (appena spenta)
(il giorno del mio arrivo a Majorca)
Siamo in quattro, siamo appena fuori dall'aereoporto di Palma, ed io sto ascoltando in sottofondo la sigla dell'A-Team (che voi per comodità potete ascoltare qui).
Con me ci sono ovviamente:
Il Colonnello John "Hannibal" Smith, alias il Pastore, un uomo dall'imponente statura (sfiora il metro e novantacinque), che con un taglio da moicano ma brizzolato sale e pepe (come direbbe la buonanima del buongusto) rappresenta la nostra guida morale. E' nel fiore dei suoi anni, è più giovane di me ma riesce a scorreggiare meglio di chiunque altro abbia mai conosciuto. Se fosse un capo tribù indiano avrebbe sicuramente il nome di Culo Tonante!
Il Sergente Bosco Albert "P. E./Pessimo Elemento Baracus", che noi comunemente chiamiamo Lupo. Un uomo, un mito, la sua capacità di relazione con il mondo si può definire come una miscela (esplosiva) tra Gastu il Berserk (dell'omonimo - nonfiniràMai - manga) e Marty McFly della saga mai troppo osannata di Ritorno al Futuro. Ovviamente se fosse un capò tribù indiano (si va beh nativo americano avete capito) sarebbe The Wolf!
Il Tenente Templeton "Sberla" Peck, alias As-You-Wish-My-Lord (oh si legge tutto attaccato, e se fate storie sul fatto che sia un soprannome troppo lungo.... beh giudaballerini-vostri). Il suo soprannome giunge dalla sua innata passione maniacale per lo stare sdraiato a letto circa 16 ore giocando a ripetizione ad un videogames per iphone che ha il brutto vizio di ripetere a catena la frase: As-You-Wish-My-Lord. Se fosse un capo tribù indiano darebbe, Toro sdraiato.
Ed infine (squilli di trombe, tromboni e soprattutto pernacchie) ci sono io, alias Capitano H. M. Murdock. Del gruppo ovviamente sono il matto urlante, e per urlante s'intende che ogni tre secondi sono a gridare frasi del tipo "Pompo nelle casse", "Fiesta" o "Pura Vida Loca"! Sono il matto, l'assurdo, quello che fareste finta di non conoscere ma che vorreste al vostro fianco in ogni festa, sono lo spirito (ovviamente alcolico) di ogni sbronza, e sono la risata assurda e fuori luogo che non ha il benchè minimo contatto con la realtà. Se fossi un capo tribù, sarei... beh sarei... ovviamente... ma quale capo e capo io sarei lo scemo del villaggio e basta.
Camminiamo in parallelo tutti e quattro; la vita sembra andare a rallenty e noi indossiamo gli occhiali da sole come neanche Horatio Caine in CSI Miami.
Mi sembra quasi di distinguere i titoli di testa mentre avanziamo ognuno con il suo assurdo passo sul viale dell'aereoporto.
Trentaseiesima Sigaretta
E' un oggetto semplice, nulla di complesso, forse tra le prime invenzioni dell'uomo, eppure ora mi appare uno strumento dal potere incredibile: il secchiello. Siamo su di un tavolino fuori dal nostro Hotel, siamo seduti a cerchio attorno al secchiello, neanche fossimo alla Tavola Rotonda in attesa di un Alcolico Re Artù, al posto delle spade abbiamo delle cannucce, lunghe ventordicimila kilometri, insomma più lunghe del mai-fatto ponte calabria-sicilia, sul tavolo c'è una musica sparata da un cellulare che urla O Sole Mio, ma nessuno ascolta la Musica, perchè le cannucce sono infilate nel secchiello e nel secchiello ci sono:
1 litro di Fanta al Limone
2 Litri di Ron (che non è il sangue del poco noto cantante ma il vero nome del Rum)
4 Fegati spappolati
81452,3652/45,235896 cubetti di ghiaccio (che senza qui si muore)
4 anime in cerca di buon senso
4 sanità mentali
I ragazzi in circolo stanno cantando a suquarciagola O Sole mio, palma ringrazia, sono le 23, 30 e forse qualcuno vorrebbe anche dormire. Pia illusione, quello dei quattro ragazzi è solo l'inno d'apertura di una serata alcolicamente apocalittica.
Sessantaduesima sigaretta
Siamo sulla spiaggia, siamo sempre i soliti quattro e siamo quasi sobri. C'è il sole in cielo, e già questo è un miracolo in quanto di solito prima delle 20 uscire dall'albergo è un reato, come testimoniano le nostre false abbronzature.
Abbiamo un materassino, cazzeggiamo, nuotiamo, e ci prendiamo poco sul serio. Ogni frase è un dialogo scritto male da un battutista alcolizzato e con la pancetta di una sit-com nordamericana degli anni ottanta. Se mi concentro ascolto anche le risate in sotto fondo.
La sera prima io ho rubato sotto l'effetto di circa due litri di rum circa 4 drink a non so chì, il pastore ha avuto l'ingrato compito di salvarmi dalla folla urlante con forconi e palette.
Le sere sono tutte cosi, alcol, risate, balli in quattro, che neanche fossimo sposati tra di noi ed ancora risate. Prendiamo in giro chiunque, anche il mare se ci passiamo troppo vicino, ogni cestino delle immondizie è un cesto da basket nei playoff del campionato USA, ed ogni oggetto una palla da mandare in cesto con tre passi.
Non pensiamo a niente se non a far casino!
Il DeeJay ci ama, ovvio che sia così, siamo sempre i primi ad urlare ad ogni canzone che cambia, e poco ci frega se non conosciamo le parole o una musica tedesca, l'importante è urlare, spegnere il cervello, esserci e fare Fiesta.
Siamo quattro cazzoni, ed il resto è una telecamera virtuale che ci inquadra dall'alto, una bella panoramica a salire, mentre la musica va a scemare, noi finiamo in un fermo immagine mentre balliamo braccia al cielo, ed una voce narrante fuori campo dice qualcosa del tipo: ed eravamo felici semplicemente felici.
Settantatreisima sigaretta
Siamo sfatti, siamo senza voce e con poco sangue nelle vene. Stiamo ancora sul nostro portico d'albergo a guardare il grande acquario chiamato Palma. accanto a noi si palesa il nostro miglior amico, un uomo un mito: SLAVO-BRAVAGENTE.
Lui è il vero Boss del quartiere, lui può essere ovunque e in qualsiasi momento, veste sempre allo stesso modo manco fosse Dylan Dog o SpiderMan, ha sempre delle ciabatte ai piedi, ma riesce ad essere silenzioso come un ninja assassino.
Il sorriso gli è stato negato da madre natura, ed il suo uno modo di fare è un cenno del capo con il quale comunica ogni sua necessità o ordine al mondo che lo circonda.
vi posso assicurare che una sera in cui fuori dal nostro albergo c'è stato un incidente d'auto, anche se era l'inopportuna ora delle 5 del mattino, la polizia spagnola si è consultata con slavo bravagente prima di concludere le indagini con un arresto fulmineo.
Ogni vacanza ha il suo motto, ogni viaggio ha il suo modo di dire, ogni gruppo elege il suo mito, per noi quattro SLAVO-BRAVAGENTE, fu il nostro.
Se siste curiosi di capire il nostro tormentone guardate questo video a Loop per 90 volte....
Sono davanti allo specchio del mio bagno di casa mia a Milano.
Le sigarette hanno fatto male (ma va?!?!?!? sul serio e chi l'avrebbe mai detto?!?!?! il mago Fox?!?!?!? l'oroscopo dell'Internazionale?!?!?!), e la pioggia estiva al rientro anche peggio.
Sul comodino c'è un braccialetto, è il braccialetto che ci siamo regalati tutti e quattro il primo giorno, un modo per fare squadra, un modo per bullarci, un modo per sentirci forti in branco, un modo per spendere i soldi in modo coglione (che tutto in alcol non ne vale la pena daiii.... #credici).
Sono solo in casa, ho ripreso la mia vita, i miei sogni, le mie cravatte, la mia barba tutti i giorni, Deejay chiama Itala appena sveglio, le risate in ufficio, le mail fino a tardi e gli aperitivi a 10 euro. Le mie mancanze croniche, gli errori che non riesco ad accettare di aver commesso, il mio essere puntuale, bastardo ed emotivo, il mio leggere fumetti ed il mio sognare per ogni viaggio in tram lungo il naviglio.
Eppure se chiudo gli occhi non posso fare a meno di sentire ancora le coglionate di tre amici, che hanno lasciato le vite in frigorifero per 11 giorni per passare una vita-11-giorni insieme. e alla fine se mi guardo allo specchio capisco che sto fermentando e sorridendo.
Squilla il telefono, è mia madre, tossisce anche lei, e mi chide piano a respiri interrotti com'è andata la vacanza, la sua prima domanda è sempre la stessa, da quando avevo 14 anni e tornavo a casa dopo una serata con gli amici: cosa avete fatto?
Ed io penso in sequenza veloce con stacchi frenetici: al bagno alle 4 del mattino, al secchiello bevuto di corsa, alla pizza da schifo alle 6 del mattino, al Pastore che si compiace del prosciutto locale, al Lupo che esulta per aver centrato ad occhi chiusi un cestino ad un metro di distanza all'una di notte ubriaco e con una bottiglia di Jack Daniela (di plastica!!!) un cestino nel pieno della folla da lungomare, al As-You-Wish-My-Lord che simula (?!?!?) la morte per asfissia al contatto con il mio piede, alla gente che ci guarda schifata mentre balliamo come un gruppo di lapdancers fallite, agli anni in cui con quei ragazzi ci ho diviso la vita in via del chiu a Bologna, alle giornate con soldi zero, alle corse in ospedale a Bologna per il pronto soccorso se stavo male, alle cene da cinque euro ma con sempre troppo cibo e troppa fame, alle bottiglie bevute di nascosto prima di entrare nei locali per non pagare i drink troppo costosi, alla mia festa d'addio quando sono andato a vivere a Milano, e alla fine rispondo a mia Madre:
Ma alla fine tutto si chiude, la dissolvenza arriva, e l'episodio sta per finire... E così cari amici ho provato anche in estate a Mettere Ordine in Casa.
FINE
TITOLI DI CODA
SCENA AGGIUNTIVA:
le 16 di un caldo pomeriggio a Palma, io sono immerso nella lettura dei Vendicatori, il mio compagno di stanza a giocare ad uno videogioco per iphone, ci fermiamo ogni tanto per ricordarci quanto amiamo la Minkia, o per ricordare all'altro quanto goda con determinate pratiche contro-Natura con persone del nostro stesso sesso.
Ad un certo punto sentiamo qualcuno bussare con fermezza alla porta, non è il Pastore che viene a scorreggiare in camera, o Lupo che ci racconta delle sue prodezze atletiche, è.... Michael Douglas?!?!?!?!
e vestito in giacca e cravatta, e ha in mano un OSCAR!!!!!!!!!
sono nella cucina della mia casetta di milano, le pareti rosse e blu fanno da scenografia mentre io cerco di intraprendere un viaggio allucinante sul viale del tramonto dei ricordi da nerd per trovare le parole giuste e commentare la morte di John Doe.
Chi è John Doe? per i ben pensanti un fumetto, che più o meno tutti i mesi, da più di 9 anni accompagna i miei viaggi in edicola, le mie giornate, la mia vita... insomma John Doe è stato un compagno di viaggio per me.
Ma ora che da bravo blogger ho dato le regole d'ingaggio e le informazioni necessarie per capire di cosa si sta parlando lasciatemi iniziare una storia, una storia che inizia tanto tempo fa in una galassia lontana lontana...
Primo Tratto
Dissolvenza in bianco.
C'è molta gente, insomma quasi una folla.
Sono accalcato vicino ad altri ragazzi muniti di zainetto e camicia a quadri, mentre faccio la fila in maniera involontaria per avvicinarmi ad uno stand dove un grasso uomo con pochi capelli firma e vende poster di un personaggio dei fumetti che non conosco.
Sono ad una fiera di fumetti, ho 26 anni, una quasi laurea in lettere moderne ed uno splendido futuro da disoccupato.
Aspetto paziente il mio turno, la puzza di scarpe da ginnastica è talmente forte che fa da colonna sonora al momento, ho uno zaino squallidetto comprato da mia madre in un mercatino di periferia, ho circa 10 euro in tasca, e ci debbo arrivare a sabato ed è solo domenica.
Indosso una camicia a quadri eredità di mio cugino, un jeans di uguale provenienza ed ovviamente un paio di scarpe da ginnastica.
Leggo fumetti da circa 10 anni, e ovviamente sogno di lavorare nel mondo dei fumetti, purtroppo però non so disegnare ne tanto meno sceneggiare, il che, come dire avvalora la frase di cui sopra, secondo la quale ho uno splendido futuro da disoccupato.
Le ragazze sono per me sono fantascienza quanto la promessa del sempre splendido futuro da disoccupato, ed il mio massimo di relazione è una cotta non ricambiata che dura da mille anni. Insomma sono un gran bravo ragazzo che crede nell'amore eterno e passa i pomeriggi in lacrime pensando ai bastardi di cui s'innamorano le ragazze da cui prende dei ciclici 2 di pikke.
Internet ha il sapore dei 56k e l'ombra di una bolletta telefonica da incubo che evocherà il demone oscuro che vive dormiente dentro mia madre.
Vivo a Quarto, paesino meravigliosamente squallido della provincia napoletana, dove il più grande viaggio sono 15 fermate di metropolitana extraurbana senza biglietto per arrivare all'università.
Ho un asma di classe C, un inalatore in borsa per salvarmi la vita (e per non tradire lo stereotipo del nerd) ed una memoria di corse e ricoveri in ospedale che fanno di me il miglior conoscitore del servizio sanitario locale (che a Napoli è tutto un dire!).
Intanto la fila è avanzata, sono davanti al grasso uomo con pochi capelli che firma e vende poster di un personaggio dei fumetti che non conosco.
Sono emozionato, mi sembra di essere ad un colloquio di lavoro per un posto come direttore della Marvel Comics Mondo, il tipo grasso di cui sopra mi chiede cosa prendo in accento romano, io farfuglio qualcosa che sembra la parola "poster" e "autografo", lui mi guarda con aria svogliata ed annoiata e dice qualcosa che suona più o meno come "3 euro". Io preparo le monete per il saggio baratto ed aggiungo qualcosa del tipo "lavorare fumetti" con la stessa intonazione con cui E.T. dice "telefono casa".
Il tipo resta svogliato, resta grasso e resta ovviamente calvo, ma aggiunge una frase da storia del cinema "ah va beh! allora sei del settore, per te sono 2 euro!".
Io sono felice, e mi ripeto tipo mantra "mi ha rivolto la parola, un esperto e grande professionista del settore fumetti mi ha rivolto la parola". e così mosso dal coraggio del mantra aggiungo: si vorrei lavorare nel settoredei fumetti, ... non è che lei potrebbe... consigli...mi....
Ma non finisco la frase che sono spinto via dalla folla, faccio in tempo solo ad ascoltare il grasso e calvo grande professionista che ripete con aria svogliata al ragazzo che era dietro di me la frase: "ah va beh! allora sei del settore, per te sono 2 euro!".
Era il giugno del 2002 e da li a poco avrei scoperto che il poster era di un nuovo fumetto dal titolo: John Doe.
Mi piace pensare che in quel momento io abbia sorriso guardando il disegno di Carnevale sul poster, e mi sia sentito felice.
Secondo tratto
Dissolvenza in bianco.
C'è molta gente, insomma è decisamente una folla.
Sono ciondolante ed annoiato nei pressi dell'edicola grande della stazione di Bologna Centrale, sto aspettando un treno, vado a Roma, sono in attesa del mio Frecciarossa e fumo distrattamente una Camel Light.
Sono a Bologna da quasi due anni, ho 30 anni, una laurea in lettere moderne e sono un impiegato nel settore marketing-consulenza-ed-ufficio-stampa di una mediamente-nota casa editrice di fumetti bolognese.
Aspetto paziente il mio treno, la puzza di ferro da binario insieme allo smog fa da contorno alla mia vita, ho una 24 ore in pelle abbastanza usata da sembrare vecchia di 20 anni che mi porto dietro dal giorno della laurea, cioè da quando mi fu regalata da mia madre, come premio per aver preso un bel 110 e tanta discoccupazione quattro anni prima, ho circa 30 euro in tasca, e ci debbo arrivare fino a sabato ed è solo giovedì, ma ho tanto bisogno di comprare fumetti.
Indosso una camicia a righe di due taglie più grandi, una cravatta da venditore d'auto americano, un completo gessato regalo di amici di famiglia, che neanche ricordavano la mia taglia ed ovviamente un paio di scarpe da ginnastica Hogan false (perchè mi sento ribelle a portarle sotto il completo e perchè non ho altre scarpe al momento).
Leggo fumetti da circa 16 anni, e ovviamente ho inseguito il mio sogno di lavorare nel mondo dei fumetti, purtroppo però non so disegnare ne tanto meno sceneggiare, il che, come dire avvalora la frase di cui sopra, secondo la quale sono impiegato nel settore marketing-consulenza-ed-ufficio-stampa di una mediamente-nota casa editrice di fumetti bolognese .
Le ragazze sono per me sono un sogno che si è realizzato, ho la mia prima relazione importante, amo una ragazza come non mai, le cotte sono un ricordo che non conservo più, e quando dormo con lei, sono felice come neanche un film o un romanzo potrebbero raccontare. Insomma sono un gran bravo ragazzo che crede nell'amore eterno e passa le domeniche pomeriggio in casa a scambiarsi la vita e l'esperienza tra sorrisi e sogni, e spesso alzo un dito medio pensando ai bastardi di cui s'innamoravano le ragazze da cui prendevo i ciclici 2 di pikke, sapendo cosa si stavano perdendo rinunciando all'amore eterno.
Internet ha il sapore di emule e torrent, mentre l'ombra di una bolletta telefonica è sparita, visto che ho da poco avuto anche un blackberry aziendale.
Vivo a Bologna, città incredibilmente meravigliosa che sembra essere la capitale del mondo, dove il più grande viaggio è Tokyo dall'aereoporto Marconi per arrivare a fare affari con kodansha, shueshia e perdersi tra le meraviglie nerdistiche di akiabara.
Ho un asma di classe C, tre inalatori in borsa per salvarmi spesso la vita (e per non tradire lo stereotipo del nerd) ed una memoria di corse e ricoveri in ospedale che fanno di me il miglior conoscitore del servizio sanitario locale (che a Bologna dire perfetto è poco!).
Scorro lo scaffale dei fumetti dell'edicola di cui sopra in fame chimica di letture nuove, e scorgo una copertina surrealista con il titolo: Nella gabbia
Era l'ottobre del 2008 e da li a poco avrei riscoperto che ancora pubblicavano il fumetto dal titolo: John Doe.
Mi piace pensare che in quel momento io abbia sorriso guardando il disegno di Carnevale sulla copertina, e mi sia sentito felice di aver ritrovato un fumetto che non leggevo da 13 numeri.
Terzo tratto
Dissolvenza in bianco.
C'è molta gente, insomma è molto più di una folla.
Sono felice come se fossi in paradiso, sono nei pressi dello stand dell'Aurea, e sto guardando con aria incuriosita la gente che si annoia dietro il bancone, c'è anche il signore grasso e calvo di anni prima, solo che ora è meno grasso e più calvo, ed ha in braccio sua figlia; so benissimo il suo nome, conosco la sua bravura nello scrivere di pagliacci tristi, e ho una chiara idea di che ruolo ricopre nella casa editrice romana.
Sono a Lucca Comics and Games, ho 35 anni, una laurea in lettere moderne, un master e vari corsi d'inglese e sono un manager nel settore televisivo per l'infanzia di uno dei più grandi editori europei, mi occupo di gestire investimenti ed acquisti su serie a cartoni animati e telefilm .
Passeggio felice e con aria incuriosita per sondare quale numero mi manca, la puzza di scarpe da ginnastica satura l'aria di una tensostruttura enorme in Piazza Napoleone, ho uno zaino regalo della sony rimediato al party di lancio a Cannes della nuova serie a cartoni animati di Spiderman, ho una carta di credito visa in tasca, e ci debbo arrivare fino al 20XX data di naturale scadenza, ma ho tanto bisogno di comprare fumetti e debbo ricordarmi che a fine mese arriva l'affitto e l'assicurazione dell'auto quali numeri mi mancano.
Indosso una t-shirt nera di Benetton, un cardigan con capuccio (a memoria delle felpe con capuccio che amavo a16 anni) un jeans di calvin klein preso in sconto all'outlet di brescia, e ovviamente un paio di scarpe da ginnastica Hogan originali (perchè mi sento alla moda a portarle sotto il jenas di marca e perchè non ho altre scarpe al momento, in quanto le Hogan hanno un prezzo da brivido).
Leggo fumetti da circa 20 anni, e ovviamente ho inseguito con sacrificio totale il mio sogno di lavorare nel mondo dei fumetti, purtroppo però non so disegnare ne tanto meno sceneggiare, il che, come dire avvalora la frase di cui sopra, secondo la quale sono un manager nel settore televisivo per l'infanzia e ho sviluppato un certo know-how per il mercato dell'animazione e delle serie tv, tanto da poter scegliere in quale fumetto c'è un'idea tale da farlo migrare nel media televisivo.
Le ragazze sono per me sono un sogno che si è realizzato e che ho perso quando ho lasciato finire da schifo la mia prima relazione importante della mia vita con L'unica RagaZzA, ovviamente l'amo come non mai, ma sto imparando che i maschi sono degli stronzi a prescindere, e quando mi rigiro nel letto matrimoniale vuoto, sono infelice come neanche un film o un romanzo potrebbero raccontare. Insomma sono un gran bastardo che crede nell'amore eterno e ad altre bugie che noi uomini siamo bravi a raccontare a tutti, anche a noi stessi, e spesso ripenso ai bastardi di cui s'innamoravano le ragazze da cui prendevo i ciclici 2 di pikke, sapendo bene cosa stavano vivendo.
Internet ha il sapore di megavideo e l'ombra di emule è sparita sostituita dal termine streaming, visto che ho da poco avuto un abbonamento in fibra ottica.
Vivo a Milano, città incredibilmente grande e fredda, così diversa dalla Bologna in cui avevo lasciato la famiglia dei miei migliori amici con i quali avevo condiviso i precedenti 6 anni, ma a ben guardarla sembra essere la capitale del futuro, con le sue promesse e la sua velocità, dove il più grande viaggio è fare il pendolare tra Londra, Parigi e Cannes, con un ritmo che rasenta una settimana si e l'altra pure.
Ho un asma di classe C, sempre tre inalatori in borsa, una macchina per l'aereosol e troppe pillole di cortisone per salvarmi troppo spesso la vita (e per non tradire lo stereotipo del nerd) ed una memoria di corse e ricoveri in ospedale che fanno di me il miglior conoscitore del servizio sanitario locale (che a Milano dire perfetto è superficiale, specialmente se hai una buona assicurazione medica privata!).
Scorro il bancone dello stand dell'Aeura, facendo caso alle varie pubblicazioni, ragionando per Excel, cercando di capire i break-event-point delle pubblicazioni, esplorando rapidamente le prospettive di sviluppo e migrazione in altri media, per poi fermarmi da bravo nerd sui numeri che mi mancano del mio fumetto preferito.
Li raccolgo dal bancone, e li porgo al signore meno grasso e più calvo di cui sopra, lui li guarda con aria svogliata, fa capolino da dietro la figlia che l'abbraccia, mi degna di uno sguardo prossimo allo zero assoluto, e mi dice che sono 9 euro.
Io pago, qualche moneta memoria di resti di altri acquisti, e rifiuto una sportina di plastica, mentre con gioia stringo i fumetti tra le mani e poi saluto con un "complimenti signor B." a voce bassa.
Era il primo giorno del novembre 2011 e da li a poco sarei corso in un bar a bere una birra, fumare una sigaretta e leggere i tre numeri arretrati del fumetto dal titolo: John Doe.
Mi piace pensare che in quel momento io abbia sorriso guardando il disegno di De Cubellis sulle copertine, e mi sia sentito felice di non aver sentito il signore meno grasso e più calvo, pronunciare la frase "ah va beh! allora sei del settore, per te sono 2 euro!".
Quarto tratto
Dissolvenza in nero.
C'è molta gente, insomma è molto più una folla, sono 99 numeri e sono sparsi nelle mie librerie che sto provando a mettere in ordine, sono 99 numeri sparsi nella mia vita, e lasciatemi dire che quindi sono una folla.
John Doe, ha chiuso ed io non sono mai riuscito a ringraziare di persona Bartoli e Recchioni, so tanto delle loro vite, grazie alle sceneggiature che mi hanno fatto compagnia in questi 99 numeri (e al blog di recchioni).
So tanto o forse niente di loro, ma debbo ringraziarli perché tratto dopo tratto hanno "disegnato" un compagno di viaggio che mi ha fatto emozionare e sorridere per anni, e questo è davvero tanto per 98 pagine in bianco e nero ogni mese.
E se qualcuno di voi miei 42 lettori pensa che i fumetti siano solo un divertimento, un gioco, un passatempo per bambini o per adulti immaturi, insomma se pensate che siano un beato Niente...
Lasciatemi dire che grazie a quel Niente io ho costruito la mia professione, la mia vita, il mio futuro.
E per questo che rubando il titolo dell'ultimo numero di John Doe, mi permetto di dire che anche grazie a lui che oggi sono l'uomo che il mondo guarda ogni mattina in giacca e cravatta entrare in ufficio o prendere un aereo sempre sorridente.
Quindi lasciatemi dire: Grazie di Niente, John!
Ah, se non sapete come si disegna un grande fumetto non abbiate timore la risposta è semplice:
(con accento romanesco stile Romanzo Criminale). A Tratti.
PS: se poi volete sentire della buona musica guardate il video che feci anni fa su John Doe... ;)