Ora non vi resta che mollare gli ormeggi, tirare su l'adrenalina, calarsi un bel long island di preparazione, alzare il volume della vostra allegria e facendo un bel dito medio a poltronisti buttarvi nella nightlife più folle.
mercoledì 18 luglio 2012
[Alta Infedelta]: i migliori locali notturni: BlackHole
Ora non vi resta che mollare gli ormeggi, tirare su l'adrenalina, calarsi un bel long island di preparazione, alzare il volume della vostra allegria e facendo un bel dito medio a poltronisti buttarvi nella nightlife più folle.
martedì 10 aprile 2012
[diario]: ritorno a Napoli, ovvero come tornare a casa e vivere felici anche senza l'uso di stupefacenti chimici
Gentili Tutti,
sono le 12.18 di un lunedì in albis napoletano mentre mi appresto a scrivere questo nuovo post.
La vita frenetica delle mie ultime giornate mi ha trasportato in un’unica soluzione di continuità dalla costa azzurra francese ai lidi napoletani in cui sono nato.
Sono tornato a casa, come si direbbe nell’incipit di un film stile Muccino, ma per quanto possa suonare retorico e scontato è semplicemente la verità.
Erano due anni che non tornavo a casa mia, e la sensazione che ho provato è stata davvero… mhmmm.. come posso dire…. aliena.
Ma partiamo dall’inizio, partiamo dal viaggio di ritorno.
Se nel viaggiare c’è sempre qualcosa di catartico, in questo mio viaggio di ritorno il catartico è stata la variante di valico che separa bologna da firenze.
La variante di per sé nella mia mente di automobilista tardivo, era una delle parole “tecniche” che si ascoltava nelle soporifere telecronache della formula 1.
Ebbene questa fantomatica parola, ora per me ha assunto un significato che rivaleggia in terrore con “salerno-reggiocalabria”.
La mente dell’uomo può partorire oscuri incubi: la seconda guerra mondiale, i campi di sterminio, i gulag, la guerra del vietnam, le maratone notturne di fox retrò con una stagione di riptide, i sequel de “dal tramonto all’alba” e ovviamente l’inafferrabile variante del valico.
Superato questa insana perturbazione autostradale, la strada è stata liscia, lunga e piena di pessimo caffè fino al mio arrivo a Napoli.
Lì ad attendermi all’insana ora delle tre del mattino c’era un mio amico storico (in compagnia di loschi nuovi figuri, tra cui un tronista mancato che è diventato il mio nuovo VERO MITOTM) con in sfondo una versione porno della mia città natale.
Ora capiamoci, io ci ho speso 25 anni della mia vita a napoli, e quindi presumo di conoscerla bene, anzi così bene che spengo il navigatore, ma mie cari 42 lettori, napoli negli ultimi dieci anni, ma che dico negli ultimi due anni, è divenuta la colonia di una regina aliena, che però ATTENZIONE ATTENZIONE non partorisce schifoidi alieni ma: GNOKKA!
Ragazzi, quando parlo di gnokka, intendo fanciulle con taglia 44/42, con minimo una terza, more con capelli stirati, trucco semplice, sorriso durbans, occhi innocenti, minigonna, tacco dodici, culo da opera scultorea, e sigaretta nella mano sinistra.
Ora sono perfettamente conscio che nessuna di queste ragazze abbia chiaro il valore della run di Warren Ellis su Thunderbolts, o di quanto sia stata fondamentale per la storia della musica la figura di Ian Curtis, o della differenza tra una Gibson SG Goddess e una Gibson Firebird, o del perché il 5 aprile 1994 sia una data che ricordo ogni anno, ma sapete come siamo noi maschi, fondamentalmente poco attenti a tutto quello che non sia una gnokka, e di solito più una ragazza è gnokka meno ascoltiamo quello di cui parla.
Chiusa questa bella parentesi porno, torniamo al mio viaggio a casa, dopo aver preso coscienza che c’è “tanta roba” e “tanto bene” (come dicono a milano), m’immergo nel mio personale dejavù e rientro in casa dei miei genitori dopo due anni d’ingiustificata assenza.
La sensazione di partenza è stranissima, tutto è familiare ma allo stesso tempo distante.
Anzi diciamo pure emotivamente distante.
Tutto ha una patina d’usura e di vecchio. Le mie cose, i miei fumetti sono ancora lì, immobili come cattedrali nel deserto che testimoniano l’esistenza di un avanzata civiltà del passato caduta ormai in disgrazia.
Ma ben presto non ci sono solo gli oggetti a darmi la percezione di passato remoto che ritorna in versione zombie, ma anche le urla dei miei familiari.
Le urla, ecco una caratteristica distintiva della mia famiglia. Alcuni hanno le foto tradizionali sotto l’albero a Natale, altri i piatti unici con ricette segrete, altri ancora le vacanze tipo ed i ristoranti prenotati da sempre, ecco nella mia famiglia abbiamo anche noi il nostro rito speciale: URLARE.
Urlare sempre, e attenzione non urlare per comunicare tra di noi, ma urlare incazzati e amareggiati per qualsiasi, ed intendo qualsiasi cosa si abbia bisogno di comunicare. Ma facciamo un esempio in modo che tutti possiate godere di questo meraviglioso rito:
- (figlio 35 anni): ciao mamma esco un attimo, ci vediamo dopo per la Messa di mezzanotte. (tono pacato e normale)
- (madre 60 anni): uh Gesù Signore abbi pietà di noi tutti!!! Ma che diavolo stai facendo!!! Ma dove hai la testa??? Ma sì nu ver drogat!!! Noooooo Signore Pietà Accirm (uccidimi, ndt) mo’ mo’ (in questo preciso istante, ndt). (tono di mario merola che urla sparando a caso sulla folla)
- (figlio 35 anni): in che senso??? Ma cosa? (tono pacato e normale)
- (madre 60 anni): stai uscendo senza nu giubbott’!! ma si pazz!! Ma tu m stai ran na coller’ (tu mi stai provocando inauditi dolori intestinali improvvisi ed inspiegabili, ndt). (tono di mario merola che urla e piange sparando a caso sulla folla)
- (figlio 35 anni): Mamma ma è piena primavera! E poi non fa freddo, e poi dai sto bene così (tono lasciami andare che iniziano a girarmi)
- (madre 60 anni): ma che sti ricenn’ u Gesù perdonalo perdonalo, mai avrei pensato ad una collera così grande!!! Pietà Pietà per tutto il mondo! Agg fatt nu figl Scem (ho dato alla luce prole con diverse capacità d’apprendimento e per questo me ne dolgo, ndt)!!!
- (figlio 35 anni): e mo’ bast!!!! Io vado via, ok??? Ciaooo Mamma, io vado! Chiaro? Vado??!!! (tono guardami non sono invisibile)
Il dialogo è ovviamente andato avanti per altri 45 minuti, ma io avevo già abbandonato il luogo con ampio anticipo.
Ora mentre lasciavo la casetta dei miei genitori smaltendo la rabbia della litigata immotivata, m’immergevo nel parco che circonda il condominio dove sono vissuto per venti anni, ho acceso una paglia, mi sono seduto a guardare il nulla e ho lasciato che i fantasmi dei miei io passati affollassero il mondo. Mi sono rivisto ventenne innamorato perso di una ragazza colpevole solo di essere dolce con tutti e quindi anche con me, mi sono rivisto dodicenne in bici mentre sognavo di essere più veloce di Hurricane Polimar e di Ken Falco, mi sono rivisto 32 enne felice con compagna-fidanzata pronto per il matrimonio della sorella, mi sono rivisto 35 enne che ha smesso di fumare abbastanza ma che forse non smette di colpevolizzarsi per le scelte sbagliate da tipico maschio.
Alla fine i fantasmi sono come le giustificazioni li abbiamo davanti solo perché noi maschi siamo più bravi a rincorrere i ricordi dei periodi in cui eravamo ancora più irresponsabili, ma solo con meno sensi di colpa.
Ora il mio ritorno a casa prende il sapore delle pastiere e del casatiello, il limoncello diventa simile all’acqua ed io chiudo gli occhi e sono ormai nel viaggio di ritorno a Milano.
Mia madre è al telefono, è commossa come sempre, dice che dovrei tornare più spesso, ed io posando il telefono penso che in fondo è freddo e ho fatto bene a prendere il giubotto, alla fine mi sa che tornerò più spesso, anche perchè ho scoperto che anche casa dei miei ha bisogno di essere messa in ordine.
martedì 31 gennaio 2012
[Alta Infedelta]: i migliori locali notturni: Exquisite Shu Café Milano
mi sveglio presto ed esco tardi di casa. Oggi milano e' meravigliosamente fredda ed il vociare di una quarta elementare riscalda il tram numero 2 mentre J. Lennon fa da colonna sonora dal mio blackberry.
Amo le mattine, sono il momento più bello delle giornate: il mondo sembra essere carico di promesse, ed il fresco mi comunica una sensazione di pulito che mi tiene in pace con i fantasmi della notte.
Oggi torna la rubrica più amata da voi 42 lettori del blog: [Alta Infedelta]: i migliori locali notturni, e questa volta ci occuperemo di sputta... ehm... recensiere con oggettiva attenzione il noto locale Exquisite Shu Café di Milano.
Dove: come sempre andate di mela+c/mela+v e googolate in pace. Nello specifico, in un angolo di strada dove trovare parcheggio sarà come finire uno dei capitoli di final fantasy (palloso e stressante).
Musica: bah guarda neanche male, il deejay resident si fa dei gran viaggi (di classe 5, sezione C, a Parigi, per l'ultimo anno prima del diploma, che magari si limona).
Gnokka: fighetta. La peggior specie, ovvero proprio quella della peggior specie. Qui anche dire un ciao è considerato assurdo ed impossibile, ed anche un po' cafone. Qui le ragazze non vengono per divertirsi e scaricare lo stress di una week, qui vengono solo per tirarsela.
Hombre: dei modelli scappati di casa. ci trovate il classico modello, con la camica comunque e sempre, la gelatina da regola e muscoli in evidenza, perchè alla fine-passo-una-vita-in-palestra-che-almeno-si-veda.
Alcol: non se può affrontare! 10 euro un cokteeeil!!! Ma dico, cioe' almeno bendati il volto prima di farmi sta rapina.
Scenografia: disco fighetta e piccola. Una sala con megabancone, ed un sala con un minibancone e pochissimo spazio per ballare.
Smoking-room: guarda lasciamo stare, si esce fuori, ci si muore di freddo e ti becchi anche un bel tatuaggio, che il pomeriggio dopo quando ti alzi alle 15 per fare colazione e ti guardi il polso con il tatuaggio in inchiostro, ti domani come hai fatto a spendere così tanti soldi per divertirti così poco.
Allegria: Se siete in gruppo misto hombre plus gnokka, allora andate! si entra gratis e si balla con musica decente. Se siete single, prego circolare che non c'è niente da guardare.
Voto: 5+ (se proprio non trovate tutto chiuso, almeno vedete le pheeghee di legno)
Controindicazioni: pheeghee di legno e i Modelli con la camica comunque e sempre, la gelatina da regola e muscoli in evidenza, perche' alla fine-passo-una-vita-in-palestra-che-almeno-si-veda.
Se ci andate: o siete in compagnia o non avete letto questa recensione
TriderG7: a casa che di uscire non ne ha voglia, e poi sta finendo Skyrim
Cosa da fare assolutamente: non prendere da bere mai!
Consigliato: cioè siete in comitiva, avete rimorchiato bene e volete fare la serata in comitiva ballando? Ok è il locale giusto per voi!
Ingresso: se non siete in coppia andateci per le 22. Ma soprattutto se non siete in coppia perchè ci state andando?
Se ci andate: lasciate il giubotto in auto, che al guardaroba vi chiedono di lasciare un rene, e poi dopo nessuno scrive sullo specchino con il rossetto indicazioni di benvenuto in note e celebri malattie veneree
Età: giovane andate (tipo 19 o tanto carcere)
Ecco la classica polaroid del bancone (quello grande):

ok, finito anche per oggi e grazie al conte di Montenegro che mi ha dato un help per aggiungere la categoria kantiana età.
almeno oggi ho messo in ordine tra i ricordi delle mie serate milanesi, e quindi ancora una volta ho provato a Mettere Ordine In Casa.


