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lunedì 27 gennaio 2014

[Quelli_che_Youtube_e_grazie_per_tutto_il_pesce]: I migliori

Gentili tutti,

vi vedo completamente annoiati, che in un momento di pausa dalla frenesia della vita domestica invocate e rivolgete preghiere al signore del surf Google affinché vi doni una pagina interessante da leggere o qualche bella sequenza filmica da riguardare su Youporn Youtube per ingannare il tempo (e fondamentalmente non lavorare ed accumulare ritardi con panni sporchi).

Insomma quando siete messi così



E visto che vi penso ecco qualche saggio stupido consiglio!

Come avrete capito, una delle mie passione preferite in questo periodo è GTAV Last of US FarCry3 youporn PS3 Youtube. 

Youtube è un compagno di cazzeggio ottimo, non sporca, non chiama, non fa scenate di gelosia ed è sempre diverso e segue sempre i nostri gusti, insomma è praticamente come l'autoerotismo, con la differenza sullo sporcare.

Certo la prima volta che mi sono relazionato con questa piattaforma di streaming pirata mi sono ritrovato in questa situazione:



Ora io sono decisamente vittima degli youtuber, pur non essendo io una teenager infoiata e grassa che non sogna altro di apparire in un reality insieme agli 1D (provate ad usare google...) nutro una dipendenza da alcuni canali youtube, ma facciamo partire una bella sigla e vediamo quali sono:

[per completa coerenza si è scelta come sigla questa toghissima (#anni80!) canzone.... ]




Daniele Doesn't Matter

Ora che siamo tutti carichi #credici iniziamo alla grande proprio con Daniele Doesn't Matter (se cliccate sul nome arrivate al suo canale youtube... #seisuinternetleggiilmanuale!!!).


Cosa dire di Daniele? è la sagra della parrucca con tanta aria da vampiro! In sostanza se volete staccare la mente dal reale e ridere con acida ironia della realtà che vi circonda, infilate le cuffie e uccidetevi di una maratona dei suoi video. Ovviamente la dipendenza è una controindicazione grave. In ultima analisi (#quantomisentocritico) Daniele, vuole farvi ridere e ci riesce quasi sempre. Alcuni dei suoi video, forse per ragioni anagrafiche legate al mio essere [Classe-76] non mi coinvolgono, non mi ingaggiano emotivamente, ma sarà un problema mio, magari se avete 10/20 anni meno di me li troverete semplicemente devastanti. Un plauso va a lui, sopra ogni altra cosa, perchè è un produttore serio. I suoi video escono puntuali sempre, e fidatevi per uno youtuber la puntualità è una ragazza che non si portano mai a letto! Bravo Daniele!.. e GrabryAnna Spacca!

La mia reazione durante la visione di un video:



video consigliato: 20 Cose Che Ti Distraggono

Yotobi

Il genio, semplicemente il genio. Yotobi è un ragazzo come tanti e nerd come me, che ama il cinema, gode nel guardare brutti film e nel ridere delle sequenze più tristi di questi film con gli amici, la grande differenza è che questi amici sono un 1 milione di spettatori [attenzione uso di una parole #anni80!] su Youtube! I video di yotobi vi faranno morire dalle risate (a patto che non siate fan di Moccia, e non pensiate che il grande fratello sia programma dall'alto valore culturale!).
Karim, questo il vero nome dello youtuber Yotobi, è un grande appassionato di cinema, fumetti, videogiochi e serie tv e si vede. Costruisce i suoi video con cura, e se ci sono ovvie pecche tecniche la sua capacità di riprodurre sul video i meccanismi di ingaggio di una serie tv sono straordinari e precisi. 
Se anche voi vi siete arrabbiati una sola volta per attori cane (#AlbertoTomba in Alex L'Ariente, senti le orecchie fischiare??!?!), se amate la serie Boris e sognate il grande cinema, fatevi prendere da Yotobi, fidatevi una risata allunga la felicità! Grande Yotobi e giochiamo tutti a softair!

La mia reazione durante la visione di un video:



video stra-consigliato: RECENSIONE FILM - Soft Air 

L'angolo di Farenz

Cioè fatemi capire non volete buttare soldi per i videogiochi? non si possono più scaricare videogiochi pirata per la PS3 o PS4? non vi vendono più a 5 euro i dvd pirata per strada dei giochi per la play? come faccio a sapere se un gioco è bello? Facile facile come risposta: Farenz! Farenz è il guru assoluto dei videogames... se un videogioco è brutto fidatevi che Farenz lo dirà, e non andrà per il sottile nel dirlo. Lui delle multinazionali dei videogiochi se ne frega di brutto, e riesce ad incarnare con le sue urla la rabbia che si prova ad aver speso dei soldi male, e abbiate fiducia le urla di Farenz le ricorderete per sempre! Fidatevi.. e comunque è Mer*a che cag* M*rda!!!

La mia reazione durante la visione di un video:


video stra-consigliato: Caro Farenz, ti scrivo... 5

Michele Righini


Michele è un personaggio particolare. Non è uno youtuber classico, lui non accende la webcam e inizia a riversare in video la sua comicità, per lui youtube è un canale tv in cui mandare in onda le proprie produzioni. Le sue serie tv variano dal pariodistico alla webseries, passando per il commento alla realtà. Tutto questo però non fa la differenza, nelle serie di michele c'è una primordiale conoscenza del mondo della produzione, ma c'è un grandissimo personaggio: lui stesso. Il mondo che racconta michele non è un mondo nerd, di videogiochi, fumetti e cinema. Il suo mondo è quello "altro", quello pieno di figa, serate in discoteca, auto tamarre, sesso senza filtro, sigarette, alcol e follia totale! Ed il suo personaggio ha la verve romagnola tipica in versione 20XX.
E poi diciamo quanto Michele dice A BBBBBestia anche se sei in ufficio... ridi come un deficiente!

La mia reazione durante la visione di un video:

video stra-consigliato: IO ODIO HARLEM SHAKE

The Jackal

Ok attimo di pausa. Se siete in ufficio, se siete a casa, se state giocando a GTAV, se state bevendo un long island, se state rimorchiando: Pause Still! Tutti in piedi. Qui c'è da essere seri, qui c'è da fare emozioni. Poche seghe, poche parole: Bellissimi. 
The Jackal è un gruppo di ragazzi capeggiati da Francesco Capaldo, Simone Russo e Ciro Capriello, che realizzano video parodia di grandi film e/o grandi serie tv e/o grandi videogiochi e/o grandi cazzat* e/o quellochevipareavoi e/o quellochepiacealoro.
Perchè sono così bravi? Perchè prendono tutti i luoghi comuni odierni e li reinterpretano utilizzando tutti i canoni che ci sono stati inculcati dalla tv fin dall'infanzia a noi [Classe-76], e lo fanno con una qualità tecnica che supera in alcuni casi quella delle produzioni tv "made in Italy".
Già questo motivo varrebbe la spesa di 10 minuti del vostro fan-cazzeggiamento guardando i loro video. Ma non è solo questo motivo per cui sono i miei youtuber favorite! Il motivo è la città in cui fanno tutto questo: Napoli. La mia Napoli.
Fare a Napoli video per dare forma ai propri sogni è più difficile che in mille altre città. A Napoli avere un lavoro è un atto di grazia che qualcuno ti concede, e già a sputare sangue 12 ore al giorno non bastano per dire "grazie" al tuo capo, che è meglio se chiami padrone e via andare! Io a Napoli, ci sono nato, io a Napoli ci sono cresciuto, e purtroppo io da Napoli sono andato via. Per diventare un professionista della TV e della produzione di fiction sono DOVUTO andare Via: via dai miei amici, via dalla parmigiana di melanzane, dalla mozzarella di bufala, dalla calca di persone a San Gregorio Armeno per il Natale, dal lungo mare di via Caracciolo senza traffico, da officina 99, dal sole che ti fa sentire tiepido anche in inverno, da mia Mamma che quando si incazza o sorride mi fa stare bene, da mio fratello e dalle sue strambe teorie impossibile che mi fanno sentire importante, da mio padre e dal suo Napoli sempre e comunque la domenica, dal Cammino Neocatecumenale e della Buon Pastore di Fuorigrotta, dalla mia comunità, dalla pizza con la mozzarella buona ovunque, da Vincenzo G. e le nostre serate a fare nulla per 10 anni, da Tonino e Tummase M. che hanno serenità di amici veri, da Francesco e DoppiaM. e dai loro bimbi che non ho mai visto, da Francesco e Micione... da quello che per 25 anni è stato il mondo ed il mio affetto. Ho dovuto rinunciare a tutto questo per inseguire il sogno della TV e loro no, quindi cari The Jackal siete speciali, voi che siete rimasti fatela grande la mia Napoli, fatela brillare che un giorno ci voglio portare i miei figli e dire: Hollywood Suca!

La mia reazione durante la visione di un video:


video stra-consigliato:  gay ingenui AL MARE

Ok diciamo che per ora abbiamo finito, torno a fare nulla lavorare intensamente, tuttavia potrebbe sorgervi una domanda quale video io preferisca su youtube.

La risposta è semplice questo: Napoli in 4k

Se vi interessa sapere perchè è semplice: l'ho visto una una mattina in cui sono arrivato in ufficio un po' troppo presto, perso come sempre nella mia giacca e cravatta d'ordinanza, con un completo a righe gessate che mi fa poco nerd ma molto manager, l'ho visto una mattina mentre rileggevo una sceneggiatura, dopo aver scritto impossibili mail e sentito mia madre al telefono, dopo aver baciato la mia ragazza prima di uscire di casa e dopo aver comprato il Dylan Dog nuovo in edicola, dopo aver parcheggiato la mia bella giulietta fiammante, dopo aver usato il mio nuovo samsung, dopo insomma... ho visto il video e ho pianto... con le mani in faccia ho pianto.

Non capite il perchè? lasciate stare e cambiate blog.


martedì 17 luglio 2012

[Classe-76]: i migliori orgasmi della nostra vita


Gentili Tutti,

emergendo dagli oceani del tempo, eccomi pronto e deciso a raccontarvi una nuova storia del terrore, una storia che non è adatta ai deboli di cuore, una storia che vi farà tornare a bagnare il letto, una storia vera e terribile, una storia decisamente peggiore di un torture porn con protagonisti berlusconi, sara tommasi, diego armando maradona, peppino de filippo, compae secundo, fender il cane di kyashan, tigro e tom selek!

Una storia che vi racconterà il nuovo episodio di [Classe-76]: i migliori orgasmi della nostra vita

Allora partiamo con ordine (dall'altra parte come se chiama sto blog!):

Quello-di: Harry ti presento Sally

Allora Sally è al tavolo di una certa tavola calda (non conta dove sia), ha ordinato qualcosa (non importa cosa sia), ha un vestito tanto anni 80 (ma proprio-tanto-too-much ma non conta neanche questo), la tavola calda è colma di avventori (quanto mi piace usare queste parole da vecchio traduttore palloso e stantio), e davanti a lei c'è sua comicità Harry.
Ad un certo punto Harry da bravo maschio dice qualcosa sul saper riconoscere gli orgasmi finti...

Apriti cielo, non l'avesse mai detto!!!!

Sally, offesa come solo una donna sa offendersi all'improvviso mentre parlate di altro, da una lezione al mundo intiero: Simulazione d'orgasmo "live".
Scena da applausi.
Se non conoscete il film filate sul mulo e scalciate.
Se non ricordate la scena andate di tubo,
Se non capite il senso della scena... FATE PIÙ SESSO!


Quello-di: Fantozzi in Paradiso

Allora il film vi viene consigliato quanto una martellata nelle parti basse mentre un gatto attaccato con le unghie alle (già citate) parti basse vi sta facendo un lezione del progetto nettuno alle 5 del mattino dopo una serata al concerto di gigi d'alessio!

Insomma è "una cagata pazzesca"!

Ma c'e' una scena che se siete della classe-76 e dintorni ampi non potete non conoscere: quella del sesso tra sua cessitudine la Sig. na Silvani ed il buon vecchio sfigato Fantozzi. Tra rotture metaforiche di dighe ed urla, come non impressionare un 13 enne alle prese con le sue prime lezioni sul fai da te... E poi non so da voi ma da me alle medie se non guardavi i film di fantozzi eri trattato da portatore sano di ebola-lebbra-mononucleosi-scabbia-scarlattina-sesta-malattia-esantematica-tbc, quindi sapere tutti i film a memoria era un Must. 
Al minuto 13.00 del presente link trovate la scena appena cita.. a voi l'ardua sentenza!



Quella-di: 9 SETTIMANE E 1/2

Allora quando avevo l'eta di 13/14/15/ormoni-al-massimo anni a casa mia era vietato ogni riferimento sessuale, ma del tipo che mia madre strappava le foto di donnine leggermente scolacciate dalle pagine di.. (Rullo di tamburi..) Famiglia Cristiana!

Va beh... Comunque in quei duri (ehehehe) anni girava un film che era come una leggenda tra noi adolescenti allupa... studiosi: 9 SETTIMANE E 1/2

Cioe' io ne avro' visto solo le clip promozionali su canale 5 in quanto da me era il NEMICO numero 1! Ma fortunatamente la Foliero (w la F... oliero) ripresentò il film nel ciclo i "bellissimi di retequattro" ... E cosi vidi questa sporcellissima scena. La Kim Basinger si masturba da sola raggiungendo l'orgasmo guardando diapositive di quadri.
La scena e' da annali del cinema (porno)... Il film... Beh fatevi un piacere se qualcuno dovesse obbligarvi alla visione... Cavatevi gli occhi. A scanso di dubbi ecco sul tupo la scena

Lumiere abbi pieta di loro...



Quella-di-Porky's

Ok ok qui si entra nel cult, anzi nello stra-cult. Porky's è uno di quei film che fanno gruppo ed identificazione tra noi classe-76 e dintorni vari, ne citiamo le frasi, ne imitiamo gli attori... Insomma se non hai mai visto porky's non ci capisci.
Ed in porky's c'è una scena di sesso da annali del cinema (porno). 
Una coppietta che fa sesso in uno spogliatoglio: Lei ulula tipo lupa-mannara che neanche le stessero facendo vedere a ripetizione 9 SETTIMANE E 1/2, lui.. Bohhhh.. Cmq nella palestra vicina tutti ascoltano le urla epiche di
lei.
Il tasso di sensualità è pari a -273,15 gradi ma a 13/14/15/ormoni-al-massimo anni... Era il massimo del porno in attesa del mega-porno di telecapri notturno.
Per i non nerd, e per non i classe-76 ecco il link.



Ah per la cronaca la lei di porky's è la samantha di sex and city. Si lo so, lo so, quella serie tv è uno di quei telefilm che fanno gruppo ed identificazione tra le donne classe-76  e dintorni vari, ne citiano le frasi, ne imitiamo le attrici... Insomma se non hai mai visto sex and city non le capisci... ma forse essendo noi maschi e stronzi non le capiremo mai

Ok ragazzi penso che sia fatta una certa ed io hjo una vita, una piscina, una palestra, dei fumetti e una chitarra da intrattenere mentre lavoro come se non ci fosse un domani, quindi lasciatemi tornare al mio blackberry, e buona vita a voi che come me siete nati Classe-76 ed avete ancora voglia di Mettere Ordine in Casa.

martedì 10 aprile 2012

[diario]: ritorno a Napoli, ovvero come tornare a casa e vivere felici anche senza l'uso di stupefacenti chimici

Gentili Tutti,

sono le 12.18 di un lunedì in albis napoletano mentre mi appresto a scrivere questo nuovo post.

La vita frenetica delle mie ultime giornate mi ha trasportato in un’unica soluzione di continuità dalla costa azzurra francese ai lidi napoletani in cui sono nato.

Sono tornato a casa, come si direbbe nell’incipit di un film stile Muccino, ma per quanto possa suonare retorico e scontato è semplicemente la verità.

Erano due anni che non tornavo a casa mia, e la sensazione che ho provato è stata davvero… mhmmm.. come posso dire…. aliena.

Ma partiamo dall’inizio, partiamo dal viaggio di ritorno.

Se nel viaggiare c’è sempre qualcosa di catartico, in questo mio viaggio di ritorno il catartico è stata la variante di valico che separa bologna da firenze.

La variante di per sé nella mia mente di automobilista tardivo, era una delle parole “tecniche” che si ascoltava nelle soporifere telecronache della formula 1.

Ebbene questa fantomatica parola, ora per me ha assunto un significato che rivaleggia in terrore con “salerno-reggiocalabria”.





La mente dell’uomo può partorire oscuri incubi: la seconda guerra mondiale, i campi di sterminio, i gulag, la guerra del vietnam, le maratone notturne di fox retrò con una stagione di riptide, i sequel de “dal tramonto all’alba” e ovviamente l’inafferrabile variante del valico.

Superato questa insana perturbazione autostradale, la strada è stata liscia, lunga e piena di pessimo caffè fino al mio arrivo a Napoli.

Lì ad attendermi all’insana ora delle tre del mattino c’era un mio amico storico (in compagnia di loschi nuovi figuri, tra cui un tronista mancato che è diventato il mio nuovo VERO MITOTM) con in sfondo una versione porno della mia città natale.

Ora capiamoci, io ci ho speso 25 anni della mia vita a napoli, e quindi presumo di conoscerla bene, anzi così bene che spengo il navigatore, ma mie cari 42 lettori, napoli negli ultimi dieci anni, ma che dico negli ultimi due anni, è divenuta la colonia di una regina aliena, che però ATTENZIONE ATTENZIONE non partorisce schifoidi alieni ma: GNOKKA!


Ragazzi, quando parlo di gnokka, intendo fanciulle con taglia 44/42, con minimo una terza, more con capelli stirati, trucco semplice, sorriso durbans, occhi innocenti, minigonna, tacco dodici, culo da opera scultorea, e sigaretta nella mano sinistra.

Ora sono perfettamente conscio che nessuna di queste ragazze abbia chiaro il valore della run di Warren Ellis su Thunderbolts, o di quanto sia stata fondamentale per la storia della musica la figura di Ian Curtis, o della differenza tra una Gibson SG Goddess e una Gibson Firebird, o del perché il 5 aprile 1994 sia una data che ricordo ogni anno, ma sapete come siamo noi maschi, fondamentalmente poco attenti a tutto quello che non sia una gnokka, e di solito più una ragazza è gnokka meno ascoltiamo quello di cui parla.

Chiusa questa bella parentesi porno, torniamo al mio viaggio a casa, dopo aver preso coscienza che c’è “tanta roba” e “tanto bene” (come dicono a milano), m’immergo nel mio personale dejavù e rientro in casa dei miei genitori dopo due anni d’ingiustificata assenza.

La sensazione di partenza è stranissima, tutto è familiare ma allo stesso tempo distante.

Anzi diciamo pure emotivamente distante.

Tutto ha una patina d’usura e di vecchio. Le mie cose, i miei fumetti sono ancora lì, immobili come cattedrali nel deserto che testimoniano l’esistenza di un avanzata civiltà del passato caduta ormai in disgrazia.

Ma ben presto non ci sono solo gli oggetti a darmi la percezione di passato remoto che ritorna in versione zombie, ma anche le urla dei miei familiari.

Le urla, ecco una caratteristica distintiva della mia famiglia. Alcuni hanno le foto tradizionali sotto l’albero a Natale, altri i piatti unici con ricette segrete, altri ancora le vacanze tipo ed i ristoranti prenotati da sempre, ecco nella mia famiglia abbiamo anche noi il nostro rito speciale: URLARE.

Urlare sempre, e attenzione non urlare per comunicare tra di noi, ma urlare incazzati e amareggiati per qualsiasi, ed intendo qualsiasi cosa si abbia bisogno di comunicare. Ma facciamo un esempio in modo che tutti possiate godere di questo meraviglioso rito:


- (figlio 35 anni): ciao mamma esco un attimo, ci vediamo dopo per la Messa di mezzanotte. (tono pacato e normale)

- (madre 60 anni): uh Gesù Signore abbi pietà di noi tutti!!! Ma che diavolo stai facendo!!! Ma dove hai la testa??? Ma sì nu ver drogat!!! Noooooo Signore Pietà Accirm (uccidimi, ndt) mo’ mo’ (in questo preciso istante, ndt). (tono di mario merola che urla sparando a caso sulla folla)

- (figlio 35 anni): in che senso??? Ma cosa? (tono pacato e normale)

- (madre 60 anni): stai uscendo senza nu giubbott’!! ma si pazz!! Ma tu m stai ran na coller’ (tu mi stai provocando inauditi dolori intestinali improvvisi ed inspiegabili, ndt). (tono di mario merola che urla e piange sparando a caso sulla folla)

- (figlio 35 anni): Mamma ma è piena primavera! E poi non fa freddo, e poi dai sto bene così (tono lasciami andare che iniziano a girarmi)

- (madre 60 anni): ma che sti ricenn’ u Gesù perdonalo perdonalo, mai avrei pensato ad una collera così grande!!! Pietà Pietà per tutto il mondo! Agg fatt nu figl Scem (ho dato alla luce prole con diverse capacità d’apprendimento e per questo me ne dolgo, ndt)!!!

- (figlio 35 anni): e mo’ bast!!!! Io vado via, ok??? Ciaooo Mamma, io vado! Chiaro? Vado??!!! (tono guardami non sono invisibile)


Il dialogo è ovviamente andato avanti per altri 45 minuti, ma io avevo già abbandonato il luogo con ampio anticipo.


Ora mentre lasciavo la casetta dei miei genitori smaltendo la rabbia della litigata immotivata, m’immergevo nel parco che circonda il condominio dove sono vissuto per venti anni, ho acceso una paglia, mi sono seduto a guardare il nulla e ho lasciato che i fantasmi dei miei io passati affollassero il mondo. Mi sono rivisto ventenne innamorato perso di una ragazza colpevole solo di essere dolce con tutti e quindi anche con me, mi sono rivisto dodicenne in bici mentre sognavo di essere più veloce di Hurricane Polimar e di Ken Falco, mi sono rivisto 32 enne felice con compagna-fidanzata pronto per il matrimonio della sorella, mi sono rivisto 35 enne che ha smesso di fumare abbastanza ma che forse non smette di colpevolizzarsi per le scelte sbagliate da tipico maschio.

Alla fine i fantasmi sono come le giustificazioni li abbiamo davanti solo perché noi maschi siamo più bravi a rincorrere i ricordi dei periodi in cui eravamo ancora più irresponsabili, ma solo con meno sensi di colpa.

Ora il mio ritorno a casa prende il sapore delle pastiere e del casatiello, il limoncello diventa simile all’acqua ed io chiudo gli occhi e sono ormai nel viaggio di ritorno a Milano.

Mia madre è al telefono, è commossa come sempre, dice che dovrei tornare più spesso, ed io posando il telefono penso che in fondo è freddo e ho fatto bene a prendere il giubotto, alla fine mi sa che tornerò più spesso, anche perchè ho scoperto che anche casa dei miei ha bisogno di essere messa in ordine.

domenica 18 marzo 2012

[Classe-76]: Le migliori città della nostra vita

Gentili Tutti,

manca poco alle 22 di una domenica sera di un marzo che regala primavera alla città di Milano.

C’è un soundtrack improvvisato che si diffonde nella mia solitaria casetta rossa e blu, attualmente la vecchia sigla della serie tv CinCin regala un’atmosfera pulita e nostalgica al videoclip della mia vita, mentre cerco di mettere Ordine ai miei pensieri per dare il via ad un nuovo straordinario episodio di [Classe-76]. Il tema di questo nuovo strampalato nerdistico e nostalgico episodio sarà (tenetevi forte perché questa rivelazione non vi cambierà per niente la giornata): Le migliori città della nostra vita.

Ok, perché parlare di città in un episodio della rubrica che prova a raccontare il mare di luoghi comuni in cui siamo cresciuti noi trentenni contemporanei è presto detto. Ci sono luoghi che sono diventati leggende nella nostra adolescenza e che a prescindere se siano poi divenute nostre nuove dimore o meno, sono rimaste ferme-congelate nei ricordi del nostro passato.

Ora che ci siamo tolti il dente del perché , rompiamo gli indugi e facciamo partire il nostro personale viaggio nel tempo (igor mi raccomando le polaroid le voglio belle!!!)

Bologna




Ovviamente non potevo partire da altra città. Bologna si è guadagnata un posto nell’immaginario di noi trentenni in quanto è diventata scenografia dei nostri sogni universitari. Personalmente ho iniziato ad amare e idealizzare Bologna grazie al DAMS. Se avevi 18 anni negli anni 90 ed eri in fissa per i cartoni animati, i fumetti ed il cinema, il DAMS sembrava essere la Mecca dove dover andare a pregare per poter immaginare un futuro lavorativo nelle nostre passioni. Ho provato in tanti modi a convincere la mia famiglia a mandarmi fuori-sede al DAMS ma alla fine tutto aveva il sapore di una litigata ed i sogni del capoluogo dell’emilia-romagna vivevano solo nei racconti dei colleghi d’università che ci erano andati veramente. I portici, le case editrici di fumetti, le Feltrinelli ovunque, Jack Frusciante è uscito dal gruppo, gli MTV Day, i tortellini, le ragazze con l’accento marcato ed il sorriso in primo piano, questa era la mia Bologna , semplicemente impossibile e semplicemente reale.

NB: nota biografica per i curiosi: alla fine a Bologna ci ho speso 6 anni della mia vita, ci ho costruito:

1 - una Famiglia d’Amici;

2 - Il ricordo dell’Amore che ho rovinato;

3 – i sogni professionali

Roma

Se siete vissuti nel sud italia per un’adolescenza e mezza allora avete anche voi visto in Roma la linea di confine tra le gite scolastiche di terza liceo e i primi lavori. Roma era una Bologna in minore, o semplicemente una Bologna più raggiungibile. La nostra capitale mi si è scolpita nell’animo con il suo accento tirato e comico conosciuto prima da miliardi di film con Enrico Montesano e poi dal vivo, con calma senza fretta ma soprattutto con gli amici. Se bologna era la scenografia di musica, libri e fumetti, Roma era nell’immaginario la scenografia di mille film e mille pagine di libri di scuola. Eppure passeggiare per Prati, andare in auto verso l’alba a spiare i fori imperiali, fingersi stranieri sotto il colosseo o perdersi nel San Pietro visitata con i genitori nelle gite della parrocchia, non ha prezzo, ed ancora oggi quando di sera passo per campo dei fiori non posso fare a meno di fermarmi incantato dal vociare che rende unica la città immortale. Ma Roma era anche la prima fermata nel treno, rigorosamente Espresso, per la maturità per molti ventenni targati anni 90 con i suoi primi lavori ed il suo sapore di smog e storia.

Londra


La mia città, quella che amo, quella che sogno ancora oggi quando sono da solo con tanta voglia di musica , parchi e fumetti. Londra era la scusa giusta per diventare camerieri passati i ventanni, era la città di cui tutti ti raccontavano e che finivi per immaginare sempre meno bella di quello che sarà sempre. Ricordo il mio primo lavoro per l’agenzia di viaggi dello zio, la scoperta dei Cab, le prime birre, i pounds che suonano belli DELle sterline, il forbiden planet, il virgin store (pace all’anima sua) con la sua musica da ascoltare gratis per chi ancora viveva con le cassettine duplicate male di vasco e ligabue, Piccadilly Circus che ogni volta ti toglie il fiato per il freddo ed i mille colori, Hyde Park con il suo verde senza fine e quelle onde colorate che si chiamano scoiattoli (che prima erano per me solo Chip e Chop), i fumetti in lingua originale, i bollitori, i musical, e le ragazze bionde (miliardi di ragazze bionde, che poi cioè alla fine le bionde non ti sono mai piaciute, ma mai viste così tante come la prima volta che sei sceso a Piccadilly Circus) e poi… tanti poi… Se qualcuno di voi mi chiedesse, perché amo Londra, beh metterei su il White Album dei Beatles e poi… basta così.

Firenze


Che sarebbe come dire una bella barzelletta che magari fa ridere poco o niente ma che quando ha quell’accento lì, tutto aspirato e con tanta Cocacola, ci ridi fino a lacrimare, magari seduto per strada in mezzo alla cultura italiana bevendo Moretti e dividendoti una sigaretta con gli amici. Firenze ha un posto speciale nel cuore dei Classe-76 perché rappresenta l’arte ed i weekend. Andare a Firenze non vuol dire andarci a vivere o a passare una serata con gli amici, firenze è sempre un lungo weekend e non chiedetemi perché. I fiorenti ed i toscani in generale sono il sale del nostro Bel Paese, ci ho speso mesi della mia vita tra vacanze estive con i parenti, viaggi da colleghi che poi alla fine diventano amici. E alla fine Firenze resta questo una bella passeggiata nel centro, non la città delle serate folli ma quella dove scoprire l’arte tenendo sempre gli occhi puntati verso l’alto ed un sorriso in tasca sempre pronto.

Napoli


O ci siete nati o ci avete fatto l’università. Io entrambe in un colpo solo. E’ la città che mi accompagna, quella che mi tengo stretta al cuore, quella che avete amato dalle canzoni di Pino Daniele (se qualcuno qui ascolta quel tipo di nome Gigi siete pregati di andare su altri blog, GRAZIE), quella dei 99 posse sempre e comunque, quella degli Almamegretta, quella dei presepi e del mare che ti spezza il fiato ogni volta che lo ammiri da Posillipo, quella della pizza che a’cu’sì ta puo’ scurdà guagliò. Ecco questo è napoli, certo è molto altro, ma se ci passate chiamatemi, Napoli è l’unica città del mondo in cui non mi perdo mai, e vi farei vedere gli angoli più belli, quelli che vi entrano e bruciano per sempre. Si dice: Vedi Napoli e poi muori. Ma non ho mai capito cosa voglia dire… quindi fate voi miei 42 lettori, che siete più bravi di me.

Milano


E’ la città dell’essere grandi, dell’essere maturi, del lavoro, dei tram e del divertimento. Non ho mai amato milano, eppure giorno dopo giorno mi faccio conquistare da questa signora gentile. La città sembra essere uno shekerato di tutte le altre di cui abbiamo parlato prima, ma con un taglio in più. A milano, tutto sembra realizzabile, tutto sembra vero, e se guardi da vicino, se non ti fermi all’apparenza tutto è vero sul serio. Sembra impossibile eppure la città che meno avevo considerato nella mia vita, quella di cui senti sempre parlare ma che non vedi mai, quella che era troppo in alto con la sua Sergio Bonelli, la Mediaset, la Mondadori, gli uomini con capello e cappotto, quella della moda e di radio deejay, quella è la città in cui vivi bene, anzi vivi sempre meglio. Qui i sogni sono veri e poche chiacchiere.

Barcellona


Napoli in Do Maggiore. Una città in cui tutto è ampio e sembra portati al mare, la città delle tapas e delle ramblas, quella degli Skap e della lingua che è magica e sensuale sempre, dove i sorrisi non sono promesse e la libertà ha il sapore di un film di Almodovar. Una città che ti fa gridare: ci resto, fermate il mondo ci resto. Ma poi alla fine l’aereo riparte ma ti resta la voglia di tornarci, ma forse non di viverci, perché in fondo Barcellona è un estate, e nel bene o nel male l’estate finisce sempre.

E alla fine siamo giunti alle conclusioni finali miei cari 42 lettori, come sempre spero di non avervi perso dopo le prime tre righe, ma se pure fosse va bene così perché alla fine il primo lettore di questo blog sono io, e quello che scrivo serve prima di tutto a me e al mio percorso per cercare di Mettere Ordine in Casa.

Per la cronaca finiamo con una citazione, una volta dopo che io avevo già rovinato tutto, mentre viaggiavo per milano in notturna, più o meno all’altezza di uno dei mille semafori di cadorna, L’unica RagazZa mi ha detto una di quelle frasi per cui ogni tanto allungo ancora la mano sul sedile anteriore cercandola: le città sono belle per le persone che ci vivono e non per altro.

ed io per fortuna ho conosciuto tante belle città.

La playlist è finita, ora la mia casetta rossa e blu e piena solo del mio tichettare alla tastiera, adesso è tempo che vi chiudo la porta… ho da ricordare l'ultima città.

giovedì 1 marzo 2012

[diario]: viaggiare in tram, in metro, in bus o con la fantasia (e spesso senza biglietto)

Gentili Tutti,

benvenuti ad una nuova fantastica (#credici) puntata della rubrica [diario].

Come i miei amati 42 lettori sanno, questa rubrica è semplicemente un flusso di coscienza, libero e puro (se puro io? non sono più puro da quando avevo 13 anni, e ho scoperto ....), che coglie un trentacinquenne come me quando la voglia di tv sparisce e la necessità di condividere i pensieri straripa su di una tastiera.

Non so se capita spesso anche a voi, ma io quando sono in metro o in tram, immagino, sogno, indago.

I miei sguardi furtivi sono tutti per gli altri passeggeri, li analizzo come un novello e più stupido Sherlok (si quello del telefilm! i romanzi? eh???!), cercando d’immaginare le loro vite oltre quel viaggio, le loro vite oltre.

Ma fidatevi di me se vi dico che nel mio indagare non c’è malizia, ma pura e semplice curiosità. Sono curioso, per natura e amo imparare, e cerco in tutti quelli che incrocio nella mia vita di trovare uno spunto, una frazione che mi permetta di comprendere vite distanti e mai tangenti alla mia.

Oh, già vi vedo pronti davanti ai vostri schermi, a lamentarvi della mia ennesima filosofia da blogger , ma se avrete pazienza forse vi divertire con me in questo stupido viaggio nell’universo dei viaggiatori.

Nella mia vita ho vissuto e lavorato in molte città, ma in ogni città ho trovato le medesime abitudini di viaggio.

Tipologie di viaggiatore:

1 – il disperso nella lettura. Che sia un quotidiano (ovviamente freepress) o un libro, il loro sguardo è sempre simile: sognante. Hanno l’aria di chi il viaggio lo ama e lo vive come un’isola felice dove regna il tempo di qualche pagina. Sono vestiti distrattamente, non hanno la fissa dell’abbinamento, e questo perché per loro uscire di casa è funzionale solo al poter leggere.

2 – il cellulare. Mediamente hanno circa 16 – 35 anni, e passano le loro brevi trasferte in metro o in tram con gli occhi puntati su uno schermo, mediamente I-coso, tra sms, email o whatapp , sorridono ciclicamente. Alla fine penso che il loro scrivere e leggere compulsivo ignorando il mondo e l’umanità che fa da cornice al loro viaggio, sia mirato unicamente al non sentirsi soli. Nel loro sporadico sorriso trovano la soddisfazione del tanto digitare. Che poi sorridano per una mail di lavoro, o per un sms di amici, amiche, mogli, mariti o amanti non ha valore, tutto è scritto e letto solo in funzione del sorriso.

3 – fissità tipica del gatto. Sono quelli che non sono in tram o metro ma in un mondo parallelo, in cui la loro vita è stata messa in “pause” sul grande dvd della vita per la durata del viaggio. Sono immobili, ghiacciati, senza espressione, sembrano dei manichini vestiti (di solito male) fuori stagione. Per loro il viaggio non conta, conta solo il loro pensare.

4 – impazienti. Agitati cronici, spesso studenti o manager, per loro il viaggio è una sofferenza, una tortura di cui farebbero volentieri a meno. Sono vestiti “allentati”, tutto è affanno nel loro essere, non stanno seduti e guardano il cellulare solo per distinguere l’orario. Vivono spesso in prossimità delle porte e leggono i nomi delle fermate anche se conoscono a memoria il tragitto.

5 – maniaci delle pulizie. Hanno un fazzoletto e si tengono alle aste anti-caduta (o come giudaballerino si chiamano) solo attraverso un fazzoletto di carta usa e getta. Sono infastiditi, non amano chi li circonda e considerano il resto dei viaggiatori un peso. Passerebbero le loro vite nelle loro immacolate auto, ma per via delle ZTL o del costo della benzina sono costretti ad abbassarsi ai mezzi pubblici.

6 – i gruppi. Che siano ragazzini o signori in gita, hanno tutto un sorriso stupito per ogni fermata. Non amano il viaggio ma amano il condividere il viaggio con gli amici o i colleghi. La loro caratteristica: spettegolano di tutto e di tutti. Se con discrezione li ascoltate potrete sapere più informazioni di una wikipidia verbale a luci rosse.

7 – i pazzi. Quelli a cui il destino ha giocato lo scherzo di guardare il mondo con troppa emotività. Sono incasinati, sporchi e attacca parole, il solo scrutarli farà nascere una conversazione con voi, che nella maggior parte dei casi continuerà anche quando voi sarete usciti dalla metro e loro diretti al capolinea.

8 – gli anziani. Semplicemente emozionati dalla paura del viaggio, che vi rivolgeranno la parola a qualsiasi costo, per sentirsi meno soli. A me ricordano i blogger, anche loro come me, sono spinti dalla necessità di esprimere il traffico che hanno dentro, con chiunque, nella speranza di sentirsi meno soli.

9 – Gli osservatori. Ehi calma, non ho detto quelli della serie tv Buffy, questi sono quelli che come me vi scrutano e provano ad immaginarvi. Vi guardano le scarpe, i vestiti, ma sono discreti e divertiti, insomma fondamentalmente curiosi.

Beh, questi sono i miei compagni di viaggio da quando tredicenne timido presi la metro da solo per la prima volta. Sono sempre diversi ma sempre uguali, cambiano nell’abbigliamento ma non nelle tipologie. E grazie a loro che ogni volta che salgo in un tram, in un autobus, in una metro, in un treno mi sento un pochino a casa.

A loro va il mio grazie, perché a loro modo anche loro, ci sono sempre stati.

Quando piangevo per L’unica RagazZa, quando chiudevo le telefonate con mia madre, quando incerto mi chiedevo cosa ne sarebbe stato di me al lavoro, quando distrattamente tremavo per un esame che non avevo studiato, o quando semplicemente ho trascorso un pezzo della mia vita con loro.

Grazie a tutti voi che non mi avete mai conosciuto.

Ah, se salite in un mezzo pubblico domani, guardatevi intorno, se un ragazzo vi sorride, non è un cretino che ci sta provando, ma forse sono io che vi sto dando un posto nella mia temporanea famiglia viaggiante.

well, siamo arrivati. Si scende, dai tutti in fila usciamo dalla mia mente, che anche per oggi ho provato a Mettere Ordine in Casa.