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martedì 17 luglio 2012

[Classe-76]: i migliori orgasmi della nostra vita


Gentili Tutti,

emergendo dagli oceani del tempo, eccomi pronto e deciso a raccontarvi una nuova storia del terrore, una storia che non è adatta ai deboli di cuore, una storia che vi farà tornare a bagnare il letto, una storia vera e terribile, una storia decisamente peggiore di un torture porn con protagonisti berlusconi, sara tommasi, diego armando maradona, peppino de filippo, compae secundo, fender il cane di kyashan, tigro e tom selek!

Una storia che vi racconterà il nuovo episodio di [Classe-76]: i migliori orgasmi della nostra vita

Allora partiamo con ordine (dall'altra parte come se chiama sto blog!):

Quello-di: Harry ti presento Sally

Allora Sally è al tavolo di una certa tavola calda (non conta dove sia), ha ordinato qualcosa (non importa cosa sia), ha un vestito tanto anni 80 (ma proprio-tanto-too-much ma non conta neanche questo), la tavola calda è colma di avventori (quanto mi piace usare queste parole da vecchio traduttore palloso e stantio), e davanti a lei c'è sua comicità Harry.
Ad un certo punto Harry da bravo maschio dice qualcosa sul saper riconoscere gli orgasmi finti...

Apriti cielo, non l'avesse mai detto!!!!

Sally, offesa come solo una donna sa offendersi all'improvviso mentre parlate di altro, da una lezione al mundo intiero: Simulazione d'orgasmo "live".
Scena da applausi.
Se non conoscete il film filate sul mulo e scalciate.
Se non ricordate la scena andate di tubo,
Se non capite il senso della scena... FATE PIÙ SESSO!


Quello-di: Fantozzi in Paradiso

Allora il film vi viene consigliato quanto una martellata nelle parti basse mentre un gatto attaccato con le unghie alle (già citate) parti basse vi sta facendo un lezione del progetto nettuno alle 5 del mattino dopo una serata al concerto di gigi d'alessio!

Insomma è "una cagata pazzesca"!

Ma c'e' una scena che se siete della classe-76 e dintorni ampi non potete non conoscere: quella del sesso tra sua cessitudine la Sig. na Silvani ed il buon vecchio sfigato Fantozzi. Tra rotture metaforiche di dighe ed urla, come non impressionare un 13 enne alle prese con le sue prime lezioni sul fai da te... E poi non so da voi ma da me alle medie se non guardavi i film di fantozzi eri trattato da portatore sano di ebola-lebbra-mononucleosi-scabbia-scarlattina-sesta-malattia-esantematica-tbc, quindi sapere tutti i film a memoria era un Must. 
Al minuto 13.00 del presente link trovate la scena appena cita.. a voi l'ardua sentenza!



Quella-di: 9 SETTIMANE E 1/2

Allora quando avevo l'eta di 13/14/15/ormoni-al-massimo anni a casa mia era vietato ogni riferimento sessuale, ma del tipo che mia madre strappava le foto di donnine leggermente scolacciate dalle pagine di.. (Rullo di tamburi..) Famiglia Cristiana!

Va beh... Comunque in quei duri (ehehehe) anni girava un film che era come una leggenda tra noi adolescenti allupa... studiosi: 9 SETTIMANE E 1/2

Cioe' io ne avro' visto solo le clip promozionali su canale 5 in quanto da me era il NEMICO numero 1! Ma fortunatamente la Foliero (w la F... oliero) ripresentò il film nel ciclo i "bellissimi di retequattro" ... E cosi vidi questa sporcellissima scena. La Kim Basinger si masturba da sola raggiungendo l'orgasmo guardando diapositive di quadri.
La scena e' da annali del cinema (porno)... Il film... Beh fatevi un piacere se qualcuno dovesse obbligarvi alla visione... Cavatevi gli occhi. A scanso di dubbi ecco sul tupo la scena. 

Lumiere abbi pieta di loro...



Quella-di-Porky's

Ok ok qui si entra nel cult, anzi nello stra-cult. Porky's è uno di quei film che fanno gruppo ed identificazione tra noi classe-76 e dintorni vari, ne citiamo le frasi, ne imitiamo gli attori... Insomma se non hai mai visto porky's non ci capisci.
Ed in porky's c'è una scena di sesso da annali del cinema (porno). 
Una coppietta che fa sesso in uno spogliatoglio: Lei ulula tipo lupa-mannara che neanche le stessero facendo vedere a ripetizione 9 SETTIMANE E 1/2, lui.. Bohhhh.. Cmq nella palestra vicina tutti ascoltano le urla epiche di
lei.
Il tasso di sensualità è pari a -273,15 gradi ma a 13/14/15/ormoni-al-massimo anni... Era il massimo del porno in attesa del mega-porno di telecapri notturno.
Per i non nerd, e per non i classe-76 ecco il link.



Ah per la cronaca la lei di porky's è la samantha di sex and city. Si lo so, lo so, quella serie tv è uno di quei telefilm che fanno gruppo ed identificazione tra le donne classe-76  e dintorni vari, ne citiano le frasi, ne imitiamo le attrici... Insomma se non hai mai visto sex and city non le capisci... ma forse essendo noi maschi e stronzi non le capiremo mai

Ok ragazzi penso che sia fatta una certa ed io hjo una vita, una piscina, una palestra, dei fumetti e una chitarra da intrattenere mentre lavoro come se non ci fosse un domani, quindi lasciatemi tornare al mio blackberry, e buona vita a voi che come me siete nati Classe-76 ed avete ancora voglia di Mettere Ordine in Casa.

mercoledì 27 giugno 2012

[Classe-76]: I migliori Computer della vostra vita

Gentili Tutti,

siete emozionati? siete felici che un caldo opprimente sia la caratteristica distintiva di questo giugno 2012?
Vedo la vostra gioia rigare i vostri volti in forma di sudore, e le vostre mani sudate cercare con ansia di tenere accesa l'aria condizionata in ufficio in ogni attimo della vostra vita.... e per questo decido di regalarvi una nuova insperata, inusuale, integerrima, integrale (con farina tipo 00) puntata della vostra amatissima rubrica: [Classe-76].

di cosa parliamo oggi? ma non vi sembra ovvio? del tratto distintivo che ha unito generazioni di quasi trentenni (ma anche di super-trentenni): I migliori Computer della vostra vita.

allora iniziamo alla grande ed iniziamo con stile, o per meglio ire iniziamo dalle basi:



Era una calda estate, di quelle che a napoli l'aria sembra scottarti il viso e l'asfalto bruciati le suole delle scarpe. Io vivevo la mia vita in emozione sospesa tra cotte impossibili e repliche di Ken Il Guerriero sulle tv locali. Insomma ero nel pieno dei miei 15 anni. Un giorno mia madre e mio padre, si dirigono alla volta dell'Euromercato, e con Santa Pazienza, aspettano dalle 06 del mattino alle 15 del pomeriggio (dopo sono rimasti soli in quanto S. Pazienza è andava via per noia) in una 127 bianca station wagon per poter comprare un po' di spesa a prezzi stracciati-che-così-bassi-sopravvivi-alla-crisi e lui, il mio personale Monolite nero: il Commodore 64. Era una scatola (o uno scatolo come diciamo giù a Napoli per parità di sesso) alta un metro, profonda un 40 centimetri, e con dentro un tesoro informatico senza prezzo, o meglio da un prezzo che è costato fin troppe cambiali a mio padre.
Ora mio padre è un tipo pragmatico, di quelli che poche parole e filare a lavoro. Insomma uno di quelli che sacrifica TUTTO, per i figli, anche l'auto nuova per un pezzo di computer al suo bimbo più grande.
Ora detto questo, io le responsabilità le ho capite fin da subito, e così ho giocato per ore al commodore per rendere felice mio padre (#credici), cioè non proprio ore a giocare... ore ad aspettare che la cassetta si caricasse, e la schermata carioca-arcobaleno finisse.



Ok avanti il prossimo, che sul primo ho già perso lacrime in abbondanza. Ormai siamo grandi, ormai siamo fighi, ormai siamo al 3.86. Signori miei, qui dove il MsDos era la regola, ed i giochi un sogno, io mi gasavo solo scrivendo il comando "dir/w". All'apparire di una qualsiasi scritta, o del WordStar, io mi emozionavo e già mi vedevo come il nuovo grande protagonista di Tron. Questo reperto archeologico stella del progresso cesso di computer, mi era stato regalato da uno zio, dopo averlo dismesso dal proprio ufficio. A casa mia sarà rimasto acceso tre giorni, poi i giochi non funzionavano e sono tornato al commodore 64!



Ok gente qui siamo nell'era windows, quella seria, quella in cui non c'erano confini alla nostra voglia di esplorare.... cioè va beh... diciamo che ci potevi chattare, giocare a solitario, vedere i divx, ma soprattutto usare excel, word e powerpoint! insomma benvenuti nell'era del pc che viaggia a 56k, e si usa solo per lavoro o università. Una vera e sincera palla. Tuttavia però è stato anche il computer su cui ho giocato (rigorosamente con cd falsi duplicati dal master originale con tanto di licenza), due capi saldi dei videogiochi: Resident Evil 2 e Final Fantasy IIX VIII.



Ok ok, ora voliamo basso e arriviamo all'epoca che portatili. Primo o poi tutti nella nostra vita abbiamo pensato di essere dei "fuori-sede", e così oltre ad avere una camera da arredare con i poster più stupidi che si potevamo comprare, oltre a tenere la musica sempre a troppo alto volume, oltre ad avere un posto dove fare l'amore con La RagaZza della vita, ci siamo procurati un pc portatile da sbatter un po' dove volevamo in casa, magari collegato alle casse per chattare dove ci pareva. che fine ha fatto? consumato a furia di botte in terra.



Ed ora siamo alla generazione Mac. prima o poi ci arriviamo tutti, grafici e non, scrittori (ma a che GiudaBallerino serve un word su Mac ad uno scrittore se è uguale ad un word su PC??!!!) e non, chatter e non, stillosi e non, scimmie neonate con disfunzioni rettili e non. Insomma, fa figo, fa moda, e poi è uno status symbol, quindi dai che così mi sento più Sex and City (per lei) con un mac, dai che mi sento più figo (cioè che riesco a farmi delle ragazze a cui piace Sex and City) (per lui). Il resto è bella grafica, animazioni divertenti, ed un excel uguale a sempre.


Ok anche oggi siamo tornati a cavalcare sulle verdi (acide) praterie dei ricordi. Spero che anche la vostra discesa liberà nel mondo del computer abbia sbattuto poche volte contro il temibile "ctrl+alt+canc", e che abbiate riservato un bel ricordo a tutti i computer che vi hanno accompagnato.
a loro modo, con le vecchie foto, con i vecchi files, sono un pezzo imprescindibile nel percorso che compiamo ogni giorno quando proviamo a mettere ordine nei nostri ricordi, o forse in casa, come faccio io.

martedì 19 giugno 2012

[diario]: nubi di ieri sul nostro domani odierno per buona pace dei black rebel motorcycle club

Gentili Tutti,

youtube sta dando diffusione ai black rebel motorcycle club con la loro indimenticabile Beat The Devil's Tattoo, mentre io mi apresto a dare vista ad un nuovo post in diretta dalla capitale del regno unito.

Lo sapete tutti voi miei 42 lettori, io amo Londra, non so per quale perversa ragione io la veda e la frequenti poco, ma forse semplicemente questa città, fa la fine di tutte le cose a cui tengo veramente, ovvero poca attenzione e scarse manifestazioni d'affetto.

Sarà che gli uomini a 36 anni ormai nell'affetto ci credono poco, o meglio ci credono troppo poco per poter pensare che ne possa nascere ancora.

I 36 anni portano tanto cinismo e realismo nella vita un single, ma per fortuna io ne avevo fatto già scorta in passato, ma non per questo ho perso il mio sorriso, anzi forse questo è uno dei periodi della mia vita che mi sta venendo su meglio e per questo sorrido quasi sempre.

anzi mettiamola giù semplice, ci sono giorni come questo in cui sono davvero felice.

Ora il medesimo gruppo di cui prima sta dando vita in soudtrack a Red Eyes And Tears, pezzo che brilla per una melodia distorta che ha i giusti richiami anni 70, anche se forse unicamente per merito del chitarrista che traccia la differenza con il resto del mondo nei suoi assoli.

Alla mia sinistra brilla sotto il sole tiepido di Londra un panorama senza fiato di Kensington Gardens, uno dei migliori parchi in cui ho mai corso o passeggiato nella mia vita.

Il verde del parco, sembra dare armonia al paesaggio, e dare colore alla mia giornata mentre mi appresto a guardare l'alba delle luci notturne della città, e per restare in tema lascio correre il gruppo di cui sopra con l'ottima As sure as the sun.

A 36 magari la vita ha il sapore di un lavoro che va bene, di una relazione con la tua famiglia d'origine risolta dalla rabbia giovanile (solo se non ci passi più di tre giorni insieme però), e di un giusta distanza emotiva dalle meechiate sull'amore e dal sesso usa e getta.

Paradossalmente a noi Nerd classe-76 è capitato di passare l'adolescenza tra cotte impossibili e sesso soltanto in vidiocassetta, prima di arrivare al sesso usa e getta e all'amore in dvd (possibilmente tipo qualche episodio di Sex and City, che almeno ti dai un tono e impari qualcosa di figo da dire sulle donne quando sei in pausa caffè).

Un assurdo passaggio di punti di vista, che spesso passa attraverso un Amore, in cui ci lasci dei cocci di una bomboniera a forma di cuore, su cui ci sono le tue impronte digitali a perenne ricordo che l'unico sospettato per certe rotture se proprio o solo tu.

ebbene si perchè noi nerd classe-76 siamo bravissimi a romperci i sogni amorosi da soli, specialmente...

Sarà che abbiamo letto troppe storie d'amore nei nostri fumetti? sarà che abbiamo cantato troppe storie d'amore nelle nostre canzoni rock?

Bah i metto ordine nella camera d'albergo e lascio a voi capire le risposte.... o se proprio volete leggete la polaroid qui sotto.




giovedì 24 maggio 2012

[diario]: essere nei 36 a Milano... e come dire single


Gentili Tutti,


Il sole compone il mosaico di una primavera Tardiva mentre il fresco del

mattino distribuisce allegria come uno spacciatore di metafetamine poco
interessato ai soldi.



Essere single all'alba dei 36 anni a milano, sembra essere una moda. Qui i

single vengono rispettati solo nella misura del sesso, ovvero se parli di
sesso ti giudicano un malato accettabile, ma se non parli di sesso, allora
appena componi con le labbra la parola s-i-n-g-l-e parte una pacca sulla
spalla ed un sonoro: ahhhhh ti piace scopare in giro eh?!!!



All'udire questa frase parte un coro greco formato da una parte di single, e

dall'altra di relazionati.



La prima parte esclama in stile glee, ehhhhh siiiiii (pensando alla casa

in disordine, alle cene fredde consumate sul divano e alle birre vuote che
fanno il 90% delle immondizie); la seconda parte esclama in stile
polifonico: che ricordi (pensando alle serate con amici il cui il
rimorchio massimo era prossimo allo zero assoluto e che si traduceva in
due soluzioni distinte:



1 - uomini: un sonoro due di pikke appena incrociati in discoteca;



2 - donne: un sonoro due di pikke dopo una notte di sesso a casa di lui.)



E poi ci sono gli aperitivi e le birre in piedi (o al massimo seduti alle

colonne di San Lorenzo).



A milano l'aperitivo e' il luogo di fuga per il single con la volonta' di

poca casa e la voglia di soffrire meno per la storia importante da poco
finita.



Se parlate con un single milanese, capirete anche voi che l'ape(ritivo) e'

il mezzo di riempimento per gli amputati da relazione.



I single si riempiono la vita di aperitivi, e ogni sera con un gruppo

diverso: gli amici tutti a coppie che ti chiedono "come-va-?" (come se ci
fosse un indice di borsa per le relazioni); gli amici tutti single che ti 
chiedono "con-chi-scopi-?" (come se poi se tu avessi voglia di guardare 
qualcosa mentre hai solo la testa nelle puntate precedenti; gli amici della
palestra che "chiedono-ma-chela-paghi-a-fare-l'iscrizione-se-poi-non-vieni-mai-?
(e a seguire la domanda "con-chi-scopi-in-palestra-?)....
Insomma sono aperitivi e domande, intervallati da commenti sulle serie tv,
sulla musica "ggiovanne", sulla musica anni-90 (e va beh sulla musica in generale).

Insomma la vita del single, è tutta girata sul termine "scopare".... ovviamente 
l'unica persona che ti chiedi quando ti sposi è la mamma... e lì la risposta
è sempre la stessa... e come sempre la risposta è nelle puntate precedenti.

Ok oggi abbiamo provato come sempre a far ordine nonostante il caldo,
perchè anche sudando bisogna Mettere Ordine in Casa.

ah e ovviamente tutti leggono Frédéric Beigbeder ed ascoltano i Pink Floyd.


e quindi:







venerdì 13 aprile 2012

[diario]: Parigi val bene una maturità

Gentili tutti,

il caldo sole del mattino descrive un inusuale primavera per la capitale francese oggi.
Il traffico del mattino sembra scemare e rallentare mentre io mi perdo dietro la vetrata acquario di un macdonald.

Sono a Parigi, ovviamente per lavoro, e ovviamente con tanta voglia di postare e di lasciare tracce delle mie emozioni sul mio amato blog.

Il blog diventa sempre di più durante i miei viaggi un registratore magnetico di emozioni, un meraviglioso combinato di tecnologia futuribile e tasti digitati di corsa e con troppa forza, come retaggio della vecchia macchina da scrivere che amavo in casa mia a 13 anni.

Il tepore della primavera deve essersi fermato a Parigi perché il mio cappotto da pieno inverno ieri notte a Milano non ne aveva memoria alcuna.

Sono partito alle 5 del mattino da casa, ho fatto in fretta ma non troppo, noi single abbiamo il vantaggio di poterci prendere tutto il tempo e spesso tutto il ritardo che vogliamo per alzarci dal letto o insabbiarci nel tempore del bagno, persi in stupidi pensieri filosofici.

Amo le mattine milanese, hanno il sapore della ferrarelle fresca nell'arsura dell'estate napoletana, sono frizzanti ma non troppo, nel senso che ti risvegliano ma non ti gonfiano. Milano alle 5 del mattino non t'invade di rumori e traffico, tutto e più tranquillo, e ti godi il bello della città mentre il taxi ti porta a fare un giro turistico che consiglieresti a tutti i detrattori del capoluogo lombardo.

Al mio fianco ho un caffè caldo, di quelli americani, di quelli che noi italiani raccontiamo peste e corna, ma che fidatevi sono i migliori compagni possibili nelle giornate di scrittura solitaria.

Sorseggio il caffè e m'interrompo per le mail che piovono sul mio blackberry nuovo o per ammirare qualche splendida fanciulla francese.

Partiamo da un assunto, io amo Piccadilly Circus, ma al momento si trova a Londra e quindi potrò rivedere la mia amata solo domenica sera, e quindi cerco di consolarmi con altro.

L'altro in questione sono le ragazze di Parigi.

Le ragazze di Parigi sono diverse, hanno le converse ai piedi, hanno sempre i jeans scoloriti ed un po stracciati e decisamente poco aderenti, portano maglioni colorati (tipo d'arancione) hanno i capelli a caschetto e hanno un filo di lipgloss sempre, ma soprattutto sono sensuali nel loro fregarsene del mondo.

Hanno un sguardo disincantato, di quelli che non riesci mai ad incrociare, sono perse nei loro i-cosi, sempre con le cuffie a giro, e quel broncio senza sorriso di chi dalla vita non si aspetta un matrimonio e dei figli ma solo una tazza di caffe caldo ed un invito per fare un estate di concerti in giro per l'europa su un camioncino della Volskwagen.

M'incanto nel guardarle, e le immagini che ne evoco sono di risate, di prati verdi, di serate nei negozi di vinili, di ore a provare al basso le melodie di Guy Prat, di sesso semplice senza giochi o menate da repressi italiani, tutto semplice ed ovvio ma incredibilmente coinvolgente.

Ma tutto svanisce quando volto lo sguardo dalle converse di lei alla vetrina che ho difronte, mi rivedo nel mio cappotto che ha dimenticato la primavera milanese, nel mio completo grigio classico e nella mia cravatta stretta, assomiglio ad un manager lontano mille anni luce dalle ragazze in converse, ma alla fine mi sorrido uguale, sorrido a me stesso, guardo il blackberry e ringrazio Dio del mondo bellissimo in cui vivo.

Tutto il resto sfuma in bianco mentre io comprendo che quando viaggio riesco meglio a Mettere Ordine in Casa




venerdì 30 marzo 2012

[diario]: filosofia da maschio

Gentili Tutti,

sono le 8 e 12 minuti di un bellissimo sabato mattina mentre mi appresto a scrivere un nuovo post.

Ho le gambe incrociate ed il mac sul letto, mentre sbircio mi godo la finestra aperta su di una piccola stradina di Cannes.

Da tempo il mio gran bel lavoro (#isognisirealizzano) mi ha regalato la possibilità di vivere un mese all'anno della mia vita in questa cementifica bella finta città della costa azzurra.

In sottofondo lascio scorrere una canzone dei radiohead mentre mi lamento con me stesso di quanto riesco ad essere disordinato in una camera d'albergo in cui sono entrato da soli due giorni.
Il disordine è come un segugio ti segue in ogni attimo, in ogni luogo, di segue in auto e ti si piomba in qualsiasi casa tu vada. Penso di poter essere definito senza dubbio un portatore (poco sano) di disordine.

Ora sono immerso in un gran bel letto matrimoniale bianco, che è circondato a sua volta da una camera bianca, in cui c'è persino un televisore bianco, ed io mi sento sempre più sporco e desideroso di diventare un graffiato o almeno di metter su un poster di Casablanca, che nel bianco ho sempre paura di affogare.

Nelle stradine che coronano il lungo mare di cannes, vive una pletora infinita di ristoranti, tutti carini, tutti che sembrano essere spuntati da una cartolina turistica finta ma tutti con una cucina inequivocabilmente buona. Certo questi mangia rane ovviamente non conoscono il concetto di pasta, ma sono bravissimi nel cucinare i crostacei.

E proprio in una cena meravigliosamente in bilico tra amicizia e lavoro, che mi sono ritrovato con una domanda che mi ha spedito "nel paese delle mille ed una filosofie", paese che noi maschi di solito visitiamo al mattino presto e che di solito prende forma tra il bagno e la camera da letto ogni volta che ci alziamo con poca voglia di sesso mattutino e zero desiderio di puntualità.

I maschi dopo i trenta finiscono per diventare filosofici al mattino, in realtà non è che noi si faccia questa scelta con consapevolezza, ma semplicemente perché resta la più facile da fare per perdere tempo.

Ovviamente il tutto finisce appena usciamo di casa e incontriamo il primo culo o il primo paio di ette in bella camminata, da quel momento in poi pensiamo solo e soltanto a: phega!

Cioè alt, non fatevi strane idee, in realtà pensiamo alla phega anche quando siamo "nel paese delle mille ed una filosofie", solo che in quei momenti pensiamo alla phega come un essere vivente e non solo come un oggetto gemente nelle nostre fantasie da erezione del mattino.

In quei momenti, ci domandiamo in che direzione stiamo andando e in quale cavolo di stazione ci porterà sto treno che tutti chiamano vita.

Io ieri sera mi sono chiesto quanto mancherà al giorno in cui avrò una famiglia.
Ora a voi sembrerà stupido ed ovvio, ma sapete anche a noi maschi accade di avere un orologio biologico, che differenza di quello delle donne, è regolato male, funziona male e di cui non dovreste mai fidarvi.

Ora se aspettate da questo post una bella risposta, ovvero quando un uomo inizia a volersi costruire una famiglia, beh lasciatemi dire che non lo so, ne voglio una, di questo sono sicuro, ma cavolo sono stronzo e gli stronzi finiscono sempre per rovinare tutto e rovinare una famiglia è una gran responsabilità quindi ci penserò bene prima di decidere dove fermarmi (o fingere di essermi fermato).


Ora cari miei 42 lettori scappo fuori, ho una vita che mi attende e come ogni bravo uomo saprò arrivarci in ritardo e distratto, voi intanto provate a Mettere in Ordine Casa vostra che io la mia l'ho lasciata a milano.

sabato 24 marzo 2012

[diario]: al meglio a 35 anni

Gentili Tutti,

il mare di rapallo celebra lo sfondo di una vista che mi regala il miglior sorriso di oggi.
Ci sono giorni in cui ti domandi perché mettano dei maxi-schermi in certe camere d’albergo se dalla finestra c’è un panorama che ti toglie il fiato e t’incolla senza stancarti più di episodio dell’ultima stagione di Games of Throne.

Se Igor fa il suo dovere a seguire dovreste trovare una bella polaroid che ripropone la magica visuale:


Ora penso che voi miei 42 lettori sappiate bene, quanto io sia totalmente innamorato del mio lavoro (#isognisirealizzano), ma ci sono giorni come questo in cui lavorando mi sento come quando in un letto ad una pizza la vostra Lei vi parla mentre ha la testa sul vostro incavo-petto-spalla, e voi fate un dio medio alla rotazione terrestre e allo scrorre del tempo, e vi sentire come Terence in Candy Candy, solo più basso, rock e bassista alcolizzato.

Passando a questioni più serie mi lascio andare ad una scrittura da finto autore, accendo il flusso di coscienza, e mi godo il macbook lasciato in solitario sul tavolino essenziale del balconcino della camera d’albergo di cui sopra, che silenziosamente trasforma in un file word i pensieri di questi giorni.

In questi giorni il mio amato lavoro mi ha portato a Rapallo, ridente cittadina di mare che incornicia quel gran pezzo (dell’ubalda tutta nuda e tutta calda) della costiera Lingure che da quattro anni ho imparato a conoscere bene (cioè senza l’uso del navigatore gps). Ora se voi come me siete nati in una bella città di mare, ma il lavoro vi ha condotto a vivere in una gran bella città ma decisamente deficitaria di mare, potrete intuire quanto io abbia la sensazione di casa stando in silenzio a godermi il profumo di mare. Una sensazione che porta con se un bel bastimento carico di ricordi e pensieri filosofici.

Quando si hanno 35 anni, e le autostrade d’Italia sono finite per diventare le tangenziali della città che chiamate italia, iniziate ad avere questi attacchi da scrittura compulsiva ogni volta che finite per ritrovarvi in silenzio a fissare un mare che ricorda casa.

In certi momenti guardate il vostro pacchetto di paglie, tirate un bel dito medio al rallenty, e vi godete il profumo di casa mentre indossate le vostre rayban d’ordinanza, e vi sentite il meglio di voi stessi, e allora non c’è specchio che tenga o copertina di Men's Health che si voglia, voi siete la miglior foto di voi stessi ed il resto conta quanto uno zero assoluto.

I 35 enni penso che abbiano abbastanza momenti “al meglio”, molto più dei 20enni o degli adolescenti in generale.

Vi sembrerà forse assurdo, ma penso che i miei coetanei mi possano capire perfettamente. Ora a beneficio dei non [Classe-76] proverò a scrivere al riguardo.

Quando abbiamo ventanni è probabile che noi generazione nerd, si sia cresciuti con troppi cartoni animati e troppo amore (#maitroppo) materno, e si sia finiti per essere sempre preda d’innamoramenti impossibili di ragazze troppo carine per il nostro livello, che ci facevano innamorare solo guardandoci (guardandoci ok una parola troppo grossa, diciamo guardando nella nostra direzione per sbaglio). E da quello sguardo partivamo in sogni impossibili che ci vedevano protagonisti assoluti di:
1 - passeggiate romantiche mano nella mano al tramonto sul lungo mare della vostra cittadina tutta cemento e poca storia;
2 - falò fatti di birre e coperte divise in due tra rumori di baci ed onde;
3 - dichiarazioni d’amore fatte sul muretto vicino alla scuola;
4 - cinema di periferia pieni in due a rivedere “ritorno al futuro – parte III”
5 – cassettine duplicate male con il fruscio dei gunsroses ascoltate in camera di lei mentre i genitori di lei passano piano vicino alla porta mentre tu le racconti perché ami così tanto quel cavolo di Jack Frusciante è uscito dal gruppo;

Ma alla fine la realtà finiva sempre (nelle migliori delle occasioni), con tu e la tua ragazza-dei-sogni che siete nei bagni del liceo durante un intervallo infinito tra odore di canne e pipì, e lei che ti racconta di come abbia baciato quello stronzo di V-B che sembra Kurt Cubain (de’ noi artri) durante la gita di quarta a parigi anche se lui è strafidanzato e alla fine però lei è innamorata e quindi che a te ti vede come un amico e che alla fine cioè non LE PIACI.

E allora da lì in poi tutto un vedersi brutto stile cesso e autostima sotto gli anfibi doctor martin o le adidas false, ed il massimo è ammazzarsi di fai-da-te su Video-Girl-Ai e DAILAN DOG (che a 16 anni lo chiamavo così) in bagno mentre tua madre ti chiede quando esci dal bagno.

E poi dissolvenza in bianco e finisci 15 anni dopo-dopo, che sei un fissato con i 40 minuti di corsa al sabato o la palestra se ti viene bene nel dopo ufficio, le ragazze sfilano in sequenza e le chiamate senza risposta si accumulano sul cellulare, il sesso e l’Amore l’hai bruciati nelle camere in affitto da fuori sede, e ora quello che sai di te-stesso è che se vai con una ragazza 10 secondi dopo vuoi solo che si teletrasporti via da casa tua perché in testa hai solo la voglia di amici e cubalibre.

Perché alla fine quello che sogni è solo la tua ex che hai trattato da stronzo o almeno così di dici per sentirti meno stronzo di quello che sei (che noi maschi a giustificarci siamo dei geni).

Eppure in alcuni momenti, quando questa storia ti resta scritta dentro (anche se non la leggi) finisci per compiacerti del distacco con cui vivi il mondo e guardandoti in un attimo in terza persona ti trovi “al meglio” perché alla fine con te stesso ci stai bene e le tue affermazioni le hai avute, e almeno una volta una ragazza ti ha fatto sentire in ordine con il mondo.

A quei momenti, quelli che volano via leggeri dedico questo diario, “al meglio”