venerdì 15 giugno 2012
[diario]: semplicemente fotografico
sabato 2 giugno 2012
[Alta_Infedeltà]: i migliori locali notturni: Magnolia di Milano
oggi per vostra incredibile gioia torna una delle vostre rubriche preferite (ok lo sono tutte lo so....#credici).
La rubrica che vi serve per vivere o sopravvivere nella capitale del divertimento italiano: Milano.
E quindi bando alle ciance, bando di concorso e bando(lero) stanco, ecco a voi la mitica: [Alta_Infedeltà]: i migliori locali notturni: Magnolia di Milano.
il Magnolia è un ridente (specialmente dopo il terzo cuba-libre) circolo arci (arci= tessera da 10 euro all'ingresso una volta l'anno) che si trova alle porte dell'aeroporto di milano (quello vero non quello che si trova a 40 kilometri e la gente chiama "malpensa"), ma per: avere maggiori info; sapere se si rimorchia o meno; sapere se alcol è decente; sapere se la musica si può ballare; sapere cosa dire sulla vita notturna di milano quando passate tutta la vita in ufficio e non uscite mai; ecco a voi la celebre (sempre #credici) scheda tecnica:
Dove: allora siete maggiorenni tecnologicamente quindi provate ad usare google e spaccate poco gli x-men a questo blog. In generale però l'atmosfera è da festa di campus. tanta erba, poco cemento, immerso in un parco pieno di zanzare che odiano l'autan. Di parcheggio ne trovate a catene, quindi anche se arrivate tardi poche storie ed entrate lo stesso.
Musica: qui il genere cambia a manetta. io ci ho vissuto un concerto dei modena city rambles (ok ok sono classe-76 quindi mi piacciono i gruppi con poco stile e molta melodia), una serata cartoon anni 80, una serata ma che palle questa musica, una serata che va beh lasciamo stare era una palla e basta. In generale il clima musicale è allegro, il ritmo sempre ballabile specialmente dopo il terzo cuba.
Gnokka: l'evoluzione del centrosociale. qui le ragazze hanno un vago sapore di sinistra, sia nello stile abbigliamento, sia nell'approccio. quindi di base si parte dal sorriso, il resto è comodità. In estate per fortuna regna la canotta bianca per le ragazze, quindi i maschietti godono di discreti spettacoli. Ah ovviamente tutte le ragazze presenti vivono nella costante adorazione degli anni 70 (musica e vestiti) e di sex and city (voi siete tutti stronzi ma non rinuncio allo smalto limited edition).
Hombre: in media alti, con l'aria scazzata, poco inclini al ballo se non la pizzica e dotati di barba. insomma il classico fascinoso che ha lasciato la palestra per leggere Charles Michael Palahniuk e Saviano. Hanno tutti un bell'iphone in tasca, e sono sempre felici di bere una birra dichiarandosi contro. Ma fidatevi care fanciulle, questi al primo sorriso ci cascano, e ovviamente dopo il primo bacio ci cascate voi.
Alcol: niente di esaltante. C'è folla e come in tutti i locali in cui c'è folla la gente non spacca il ghiaccio per il mojito ma usa i cubetti interi. Ora io da fissato alcolico vivo la questione con evidente difficoltà, ma ovviamente dopo il primo giro sarete in pista e tutto lo stile ed il giudizio saranno abbandonati al bancone per godervi una bella serata.
Scenografia: un bel parco, del buon cemento gestito alla membro di cane, e tanta folla che salta allegra. Ora ovviamente ci sono anche le zanzare, ma quella è storia a parte, e già vi abbiamo avvertito autan in borsa sempre. PS: se siete maschi lasciate a casa l'iphone che se per 3 ore non controllate le notifiche di FB non muore nessuno, invece se non avete l'autan siete da ricovero a fine serata.
Smoking-room: è all'aperto quindi potete farvi un pacchetto di malboro light senza problemi in sole tre ore, e come bonus di superamento livello non vi puzzeranno neanche i vestiti.
Allegria: signori e signori qui è pura vida loca. Quando la musica sale oltre i livelli di guardia se siete nel tred giusto tutto è sorrisi e salti. La gente si vuole divertire e magari dimenticarsi dell'assicurazione che scade o dell'affitto in arretrato. quindi alzate pure il volume e dimenticatevi lo stile e il lusso, qui si balla e lo si fa seriamente.
Voto: 7+ (il ragazzo s'impegna e qualche volta merita l'ottimo, ma bisogna seguire la media e quindi un 7+ con tanta speranza)
Controindicazioni: Zanzare. Ragazzi e ragazze, qui la zanzara rimorchia più di un palestrato con bel viso e camicia a quadri in uno show di maria de filippi. quindi avvisati e mezzo salvati (autan dovrebbe versare al blogger una cifra per questo spot).
Se ci andate: volete divertirvi, semplicemente. Poche menate, poche storie. Qui ci si rilassa, se si vuole ci si siede sull'erba e ci si racconta delle nostre settimane, altrimenti paglia tra le dita e sorridete con gli amici al centro della pista.
TriderG7: riposa sul fondo dell'idroscalo nell'attesa di emulare l'emersione di Maginga.
Cosa da fare assolutamente: sedervi sul prato dopo aver bevuto e fissare il cielo mentre lasciate sfumare in bianco la musica e vi dimenticate lo stress la vita e tutto il resto..
Consigliato: di corsa e in estate (in inverno cercate altro nella stessa rubrica)
Ingresso: 10 euro per la tessera (annuale e valida in tutti i circoli arci) più 7 euro per superalcolico.
Se ci andate: pregate che qualcuno nella console mettà una canzone dei subsonica, sono adeguati e perfetti.
Età: dai 18 ai 40 (ma giusto perchè io ne ho 36).
martedì 29 maggio 2012
[diario]: di nerd, di serie e di Bilbao
il sole volge al tramonto sulla città di Bilbao, mentre io scelgo di accompagnare le ultime mail lavorative con una riflessione da blog.
L'aria qui sembra brillare nei riflessi di un sole che s'impegna ad illuminarmi la città nella mia prima visita. Come sempre quando arrivo in una nuova città, i miei sguardi non sono puntati alle strade e/o ai monumenti ma alle anime che popolano la città.
Gli sguardi di chi vive un martedi lavorativo sono sorridenti nella capitale basca, mentre io cerco di sentirmi a casa in una città che non ho mai visitato prima.
Il viaggio nell'aereo che mi ha condotto qui, mi ha trascinato come sempre in riflessioni da blackberry spento, che di solito si traducono in ore di profondo sonno, ma che questa volta hanno avuto come tema il mio rapporto con le serie tv.
Ovviamente amo la televisione (e ci credo con il lavoro che faccio sarebbe impossibile il contrario), ma ultimamente sto vivendo una sana fascinazione per una serie tv specifica: Game of Thrones.
La serie alla sua seconda stagione, per i tipi della HBO, è tratta da i romanzi del buon vecchio zio George Raymond Richard Martin. la serie è un concentrato di emozioni nerd portate all'orgasmo: cavalieri valorosi ma perdenti, viscidi truffatori che passano per salvatori, ingiustizie, sani momenti di sesso senza alcuna motivazione narrativa apparente, insomma praticamente una soap opera solo mascherata da epica medievale.
Come questo si sposi con una riflessione insonne da viaggio in aereo è al di fuori delle mie capacità psichiche, ma sapete spesso penso che la mia mente sia un vascello senza ancora che naviga leggero sui problemi quotidiani lasciandosi trasportare dalle correnti delle emozioni per approdare brevemente in porti inusuali ed esotici.
La televisione nella mia camera rimanda tragiche immagini dell'Italia da terremoto, voci in spagnolo accentano i nomi di città che vivono nella periferia allargatissima della mia Bologna, mentre i miei occhi si colmano di stupide ed inutili lacrime mentre io mi sento inutile quanto un capitan america con lo scudo caduto davanti al crollo delle torri gemelle nello spiderman di J. Michael Straczynski.
La serata sembra diventare tristemente pallida seguendo le mie emozioni, mentre da vero nerd fondo le tragedie reali alle parole fantastiche di uno scrittore recitando a mente un glorioso: winter is coming.
a volte noi nerd codifichiamo la nostra vita con le frasi rubate dalle nostre letture o visioni, a volte come oggi.
Ed io senza dare un filo logico al tutto mi ritrovo a pensare con citazioni....
forse è questo il senso del mio postare odierno trovare un punto fermo e mettere ordine in casa nelle mie citazioni.
Chi con le canzoni, chi con le citazioni dei film, chi con i versi delle poesie, forse ognuno di noi trova la sua espressione, o il suo vestito, nelle parole di altri.
alla fine siamo tutti nerd di qualcosa, ed io spero sempre di più di esserlo della vita.
with great power comes great responsibility. this is my gift my curse. who am i...
I'm V.
giovedì 24 maggio 2012
[diario]: essere nei 36 a Milano... e come dire single
e quindi:
venerdì 18 maggio 2012
[Classe-76]: Le migliori canzoni trash della nostra vita (cioè della nostra vita fino a quando non abbiamo iniziato ad usare emule)
venerdì 13 aprile 2012
[diario]: Parigi val bene una maturità
martedì 10 aprile 2012
[diario]: ritorno a Napoli, ovvero come tornare a casa e vivere felici anche senza l'uso di stupefacenti chimici
Gentili Tutti,
sono le 12.18 di un lunedì in albis napoletano mentre mi appresto a scrivere questo nuovo post.
La vita frenetica delle mie ultime giornate mi ha trasportato in un’unica soluzione di continuità dalla costa azzurra francese ai lidi napoletani in cui sono nato.
Sono tornato a casa, come si direbbe nell’incipit di un film stile Muccino, ma per quanto possa suonare retorico e scontato è semplicemente la verità.
Erano due anni che non tornavo a casa mia, e la sensazione che ho provato è stata davvero… mhmmm.. come posso dire…. aliena.
Ma partiamo dall’inizio, partiamo dal viaggio di ritorno.
Se nel viaggiare c’è sempre qualcosa di catartico, in questo mio viaggio di ritorno il catartico è stata la variante di valico che separa bologna da firenze.
La variante di per sé nella mia mente di automobilista tardivo, era una delle parole “tecniche” che si ascoltava nelle soporifere telecronache della formula 1.
Ebbene questa fantomatica parola, ora per me ha assunto un significato che rivaleggia in terrore con “salerno-reggiocalabria”.
La mente dell’uomo può partorire oscuri incubi: la seconda guerra mondiale, i campi di sterminio, i gulag, la guerra del vietnam, le maratone notturne di fox retrò con una stagione di riptide, i sequel de “dal tramonto all’alba” e ovviamente l’inafferrabile variante del valico.
Superato questa insana perturbazione autostradale, la strada è stata liscia, lunga e piena di pessimo caffè fino al mio arrivo a Napoli.
Lì ad attendermi all’insana ora delle tre del mattino c’era un mio amico storico (in compagnia di loschi nuovi figuri, tra cui un tronista mancato che è diventato il mio nuovo VERO MITOTM) con in sfondo una versione porno della mia città natale.
Ora capiamoci, io ci ho speso 25 anni della mia vita a napoli, e quindi presumo di conoscerla bene, anzi così bene che spengo il navigatore, ma mie cari 42 lettori, napoli negli ultimi dieci anni, ma che dico negli ultimi due anni, è divenuta la colonia di una regina aliena, che però ATTENZIONE ATTENZIONE non partorisce schifoidi alieni ma: GNOKKA!
Ragazzi, quando parlo di gnokka, intendo fanciulle con taglia 44/42, con minimo una terza, more con capelli stirati, trucco semplice, sorriso durbans, occhi innocenti, minigonna, tacco dodici, culo da opera scultorea, e sigaretta nella mano sinistra.
Ora sono perfettamente conscio che nessuna di queste ragazze abbia chiaro il valore della run di Warren Ellis su Thunderbolts, o di quanto sia stata fondamentale per la storia della musica la figura di Ian Curtis, o della differenza tra una Gibson SG Goddess e una Gibson Firebird, o del perché il 5 aprile 1994 sia una data che ricordo ogni anno, ma sapete come siamo noi maschi, fondamentalmente poco attenti a tutto quello che non sia una gnokka, e di solito più una ragazza è gnokka meno ascoltiamo quello di cui parla.
Chiusa questa bella parentesi porno, torniamo al mio viaggio a casa, dopo aver preso coscienza che c’è “tanta roba” e “tanto bene” (come dicono a milano), m’immergo nel mio personale dejavù e rientro in casa dei miei genitori dopo due anni d’ingiustificata assenza.
La sensazione di partenza è stranissima, tutto è familiare ma allo stesso tempo distante.
Anzi diciamo pure emotivamente distante.
Tutto ha una patina d’usura e di vecchio. Le mie cose, i miei fumetti sono ancora lì, immobili come cattedrali nel deserto che testimoniano l’esistenza di un avanzata civiltà del passato caduta ormai in disgrazia.
Ma ben presto non ci sono solo gli oggetti a darmi la percezione di passato remoto che ritorna in versione zombie, ma anche le urla dei miei familiari.
Le urla, ecco una caratteristica distintiva della mia famiglia. Alcuni hanno le foto tradizionali sotto l’albero a Natale, altri i piatti unici con ricette segrete, altri ancora le vacanze tipo ed i ristoranti prenotati da sempre, ecco nella mia famiglia abbiamo anche noi il nostro rito speciale: URLARE.
Urlare sempre, e attenzione non urlare per comunicare tra di noi, ma urlare incazzati e amareggiati per qualsiasi, ed intendo qualsiasi cosa si abbia bisogno di comunicare. Ma facciamo un esempio in modo che tutti possiate godere di questo meraviglioso rito:
- (figlio 35 anni): ciao mamma esco un attimo, ci vediamo dopo per la Messa di mezzanotte. (tono pacato e normale)
- (madre 60 anni): uh Gesù Signore abbi pietà di noi tutti!!! Ma che diavolo stai facendo!!! Ma dove hai la testa??? Ma sì nu ver drogat!!! Noooooo Signore Pietà Accirm (uccidimi, ndt) mo’ mo’ (in questo preciso istante, ndt). (tono di mario merola che urla sparando a caso sulla folla)
- (figlio 35 anni): in che senso??? Ma cosa? (tono pacato e normale)
- (madre 60 anni): stai uscendo senza nu giubbott’!! ma si pazz!! Ma tu m stai ran na coller’ (tu mi stai provocando inauditi dolori intestinali improvvisi ed inspiegabili, ndt). (tono di mario merola che urla e piange sparando a caso sulla folla)
- (figlio 35 anni): Mamma ma è piena primavera! E poi non fa freddo, e poi dai sto bene così (tono lasciami andare che iniziano a girarmi)
- (madre 60 anni): ma che sti ricenn’ u Gesù perdonalo perdonalo, mai avrei pensato ad una collera così grande!!! Pietà Pietà per tutto il mondo! Agg fatt nu figl Scem (ho dato alla luce prole con diverse capacità d’apprendimento e per questo me ne dolgo, ndt)!!!
- (figlio 35 anni): e mo’ bast!!!! Io vado via, ok??? Ciaooo Mamma, io vado! Chiaro? Vado??!!! (tono guardami non sono invisibile)
Il dialogo è ovviamente andato avanti per altri 45 minuti, ma io avevo già abbandonato il luogo con ampio anticipo.
Ora mentre lasciavo la casetta dei miei genitori smaltendo la rabbia della litigata immotivata, m’immergevo nel parco che circonda il condominio dove sono vissuto per venti anni, ho acceso una paglia, mi sono seduto a guardare il nulla e ho lasciato che i fantasmi dei miei io passati affollassero il mondo. Mi sono rivisto ventenne innamorato perso di una ragazza colpevole solo di essere dolce con tutti e quindi anche con me, mi sono rivisto dodicenne in bici mentre sognavo di essere più veloce di Hurricane Polimar e di Ken Falco, mi sono rivisto 32 enne felice con compagna-fidanzata pronto per il matrimonio della sorella, mi sono rivisto 35 enne che ha smesso di fumare abbastanza ma che forse non smette di colpevolizzarsi per le scelte sbagliate da tipico maschio.
Alla fine i fantasmi sono come le giustificazioni li abbiamo davanti solo perché noi maschi siamo più bravi a rincorrere i ricordi dei periodi in cui eravamo ancora più irresponsabili, ma solo con meno sensi di colpa.
Ora il mio ritorno a casa prende il sapore delle pastiere e del casatiello, il limoncello diventa simile all’acqua ed io chiudo gli occhi e sono ormai nel viaggio di ritorno a Milano.
Mia madre è al telefono, è commossa come sempre, dice che dovrei tornare più spesso, ed io posando il telefono penso che in fondo è freddo e ho fatto bene a prendere il giubotto, alla fine mi sa che tornerò più spesso, anche perchè ho scoperto che anche casa dei miei ha bisogno di essere messa in ordine.














