mercoledì 1 agosto 2012

[diario]: addio e grazie di niente

Gentili Tutti,

sono nella cucina della mia casetta di milano, le pareti rosse e blu fanno da scenografia mentre io cerco di intraprendere un viaggio allucinante sul viale del tramonto dei ricordi da nerd per trovare le parole giuste e commentare la morte di John Doe.

Chi è John Doe? per i ben pensanti un fumetto, che più o meno tutti i mesi, da più di 9 anni accompagna i miei viaggi in edicola, le mie giornate, la mia vita... insomma John Doe è stato un compagno di viaggio per me.

Ma ora che da bravo blogger ho dato le regole d'ingaggio e le informazioni necessarie per capire di cosa si sta parlando lasciatemi iniziare una storia, una storia che inizia tanto tempo fa in una galassia lontana lontana...

Primo Tratto 

Dissolvenza in bianco.

C'è molta gente, insomma quasi una folla.
Sono accalcato vicino ad altri ragazzi muniti di zainetto e camicia a quadri, mentre faccio la fila in maniera involontaria per avvicinarmi ad uno stand dove un grasso uomo con pochi capelli firma e vende poster di un personaggio dei fumetti che non conosco.
Sono ad una fiera di fumetti, ho 26 anni, una quasi laurea in lettere moderne ed uno splendido futuro da disoccupato.
Aspetto paziente il mio turno, la puzza di scarpe da ginnastica è talmente forte che fa da colonna sonora al momento, ho uno zaino squallidetto comprato da mia madre in un mercatino di periferia, ho circa 10 euro in tasca, e ci debbo arrivare a sabato ed è solo domenica.
Indosso una camicia a quadri eredità di mio cugino, un jeans di uguale provenienza ed ovviamente un paio di scarpe da ginnastica.
Leggo fumetti da circa 10 anni, e ovviamente sogno di lavorare nel mondo dei fumetti, purtroppo però non so disegnare ne tanto meno sceneggiare, il che, come dire avvalora la frase di cui sopra, secondo la quale ho uno splendido futuro da disoccupato.
Le ragazze sono per me sono fantascienza quanto la promessa del sempre splendido futuro da disoccupato, ed il mio massimo di relazione è una cotta non ricambiata che dura da mille anni. Insomma sono un gran bravo ragazzo che crede nell'amore eterno e passa i pomeriggi in lacrime pensando ai bastardi di cui s'innamorano le ragazze da cui prende dei ciclici 2 di pikke. 
Internet ha il sapore dei 56k e l'ombra di una bolletta telefonica da incubo che evocherà il demone oscuro che vive dormiente dentro mia madre.
Vivo a Quarto, paesino meravigliosamente squallido della provincia napoletana, dove il più grande viaggio sono 15 fermate di metropolitana extraurbana senza biglietto per arrivare all'università.
Ho un asma di classe C, un inalatore in borsa per salvarmi la vita (e per non tradire lo stereotipo del nerd) ed una memoria di corse e ricoveri in ospedale che fanno di me il miglior conoscitore del servizio sanitario locale (che a Napoli è tutto un dire!).
Intanto la fila è avanzata, sono davanti al grasso uomo con pochi capelli che firma e vende poster di un personaggio dei fumetti che non conosco.
Sono emozionato, mi sembra di essere ad un colloquio di lavoro per un posto come direttore della Marvel Comics Mondo, il tipo grasso di cui sopra mi chiede cosa prendo in accento romano, io farfuglio qualcosa che sembra la parola "poster" e "autografo", lui mi guarda con aria svogliata ed annoiata e dice qualcosa che suona più o meno come "3 euro". Io preparo le monete per il saggio baratto ed aggiungo qualcosa del tipo "lavorare fumetti" con la stessa intonazione con cui E.T. dice "telefono casa".
Il tipo resta svogliato, resta grasso e resta ovviamente calvo, ma aggiunge una frase da storia del cinema "ah va beh! allora sei del settore, per te sono 2 euro!".
Io sono felice, e mi ripeto tipo mantra "mi ha rivolto la parola, un esperto e grande professionista del settore fumetti mi ha rivolto la parola". e così mosso dal coraggio del mantra aggiungo: si vorrei lavorare nel settore dei fumetti, ... non è che lei potrebbe... consigli...mi....
Ma non finisco la frase che sono spinto via dalla folla, faccio in tempo solo ad ascoltare il grasso e calvo grande professionista che ripete con aria svogliata al ragazzo che era dietro di me la frase:  "ah va beh! allora sei del settore, per te sono 2 euro!".
Era il giugno del 2002 e da li a poco avrei scoperto che il poster era di un nuovo fumetto dal titolo: John Doe.
Mi piace pensare che in quel momento io abbia sorriso guardando il disegno di Carnevale sul poster, e mi sia sentito felice.


Secondo tratto

Dissolvenza in bianco.


C'è molta gente, insomma è decisamente una folla.
Sono ciondolante ed annoiato nei pressi dell'edicola grande della stazione di Bologna Centrale, sto aspettando un treno, vado a Roma, sono in attesa del mio Frecciarossa e fumo distrattamente una Camel Light.
Sono a Bologna da quasi due anni, ho 30 anni, una laurea in lettere moderne e sono un impiegato nel settore marketing-consulenza-ed-ufficio-stampa di una mediamente-nota casa editrice di fumetti bolognese.
Aspetto paziente il mio treno, la puzza di ferro da binario insieme allo smog fa da contorno alla mia vita, ho una 24 ore in pelle abbastanza usata da sembrare vecchia di 20 anni che mi porto dietro dal giorno della laurea, cioè da quando mi fu regalata da mia madre, come premio per aver preso un bel 110 e tanta discoccupazione quattro anni prima, ho circa 30 euro in tasca, e ci debbo arrivare fino a sabato ed è solo giovedì, ma ho tanto bisogno di comprare fumetti.
Indosso una camicia a righe di due taglie più grandi, una cravatta da venditore d'auto americano, un completo gessato regalo di amici di famiglia, che neanche ricordavano la mia taglia ed ovviamente un paio di scarpe da ginnastica Hogan false (perchè mi sento ribelle a portarle sotto il completo e perchè non ho altre scarpe al momento).
Leggo fumetti da circa 16 anni, e ovviamente ho inseguito il mio sogno di lavorare nel mondo dei fumetti, purtroppo però non so disegnare ne tanto meno sceneggiare, il che, come dire avvalora la frase di cui sopra, secondo la quale sono impiegato nel settore marketing-consulenza-ed-ufficio-stampa di una mediamente-nota casa editrice di fumetti bolognese .
Le ragazze sono per me sono un sogno che si è realizzato, ho la mia prima relazione importante, amo una ragazza come non mai, le cotte sono un ricordo che non conservo più, e quando dormo con lei, sono felice come neanche un film o un romanzo potrebbero raccontare. Insomma sono un gran bravo ragazzo che crede nell'amore eterno e passa le domeniche pomeriggio in casa a scambiarsi la vita e l'esperienza tra sorrisi e sogni, e spesso alzo un dito medio pensando ai bastardi di cui s'innamoravano le ragazze da cui prendevo i ciclici 2 di pikke, sapendo cosa si stavano perdendo rinunciando all'amore eterno. 
Internet ha il sapore di emule e torrent, mentre l'ombra di una bolletta telefonica è sparita, visto che ho da poco avuto anche un blackberry aziendale.
Vivo a Bologna, città incredibilmente meravigliosa che sembra essere la capitale del mondo, dove il più grande viaggio è Tokyo dall'aereoporto Marconi per arrivare a fare affari con kodansha, shueshia e perdersi tra le meraviglie nerdistiche di akiabara.
Ho un asma di classe C, tre inalatori in borsa per salvarmi spesso la vita (e per non tradire lo stereotipo del nerd) ed una memoria di corse e ricoveri in ospedale che fanno di me il miglior conoscitore del servizio sanitario locale (che a Bologna dire perfetto è poco!).
Scorro lo scaffale dei fumetti dell'edicola di cui sopra in fame chimica di letture nuove, e scorgo una copertina surrealista con il titolo: Nella gabbia
Era l'ottobre del 2008 e da li a poco avrei riscoperto che ancora pubblicavano il fumetto dal titolo: John Doe.
Mi piace pensare che in quel momento io abbia sorriso guardando il disegno di Carnevale sulla copertina, e mi sia sentito felice di aver ritrovato un fumetto che non leggevo da 13 numeri.


Terzo tratto


Dissolvenza in bianco.


C'è molta gente, insomma è molto più di una folla.
Sono felice come se fossi in paradiso, sono nei pressi dello stand dell'Aurea, e sto guardando con aria incuriosita la gente che si annoia dietro il bancone, c'è anche il signore grasso e calvo di anni prima, solo che ora è meno grasso e più calvo, ed ha in braccio sua figlia; so benissimo il suo nome, conosco la sua bravura nello scrivere di pagliacci tristi, e ho una chiara idea di che ruolo ricopre nella casa editrice romana.
Sono a Lucca Comics and Games, ho 35 anni, una laurea in lettere moderne, un master e vari corsi d'inglese e sono un manager nel settore televisivo per l'infanzia di uno dei più grandi editori europei, mi occupo di gestire investimenti ed acquisti su serie a cartoni animati e telefilm .
Passeggio felice e con aria incuriosita per sondare quale numero mi manca, la puzza di scarpe da ginnastica satura l'aria di una tensostruttura enorme in Piazza Napoleone, ho uno zaino regalo della sony rimediato al party di lancio a Cannes della nuova serie a cartoni animati di Spiderman, ho una carta di credito visa in tasca, e ci debbo arrivare fino al 20XX data di naturale scadenza, ma ho tanto bisogno di comprare fumetti e debbo ricordarmi che a fine mese arriva l'affitto e l'assicurazione dell'auto quali numeri mi mancano.
Indosso una t-shirt nera di Benetton, un cardigan con capuccio (a memoria delle felpe con capuccio che amavo a16 anni) un jeans di calvin klein preso in sconto all'outlet di brescia,  e ovviamente un paio di scarpe da ginnastica Hogan originali (perchè mi sento alla moda a portarle sotto il jenas di marca e perchè non ho altre scarpe al momento, in quanto le Hogan hanno un prezzo da brivido).
Leggo fumetti da circa 20 anni, e ovviamente ho inseguito con sacrificio totale il mio sogno di lavorare nel mondo dei fumetti, purtroppo però non so disegnare ne tanto meno sceneggiare, il che, come dire avvalora la frase di cui sopra, secondo la quale sono un manager nel settore televisivo per l'infanzia e ho sviluppato un certo know-how per il mercato dell'animazione e delle serie tv, tanto da poter scegliere in quale fumetto c'è un'idea tale da farlo migrare nel media televisivo.
Le ragazze sono per me sono un sogno che si è realizzato e che ho perso quando ho lasciato finire da schifo la mia prima relazione importante della mia vita con L'unica RagaZzA, ovviamente l'amo come non mai, ma sto imparando che i maschi sono degli stronzi a prescindere, e quando mi rigiro nel letto matrimoniale vuoto, sono infelice come neanche un film o un romanzo potrebbero raccontare. Insomma sono un gran bastardo che crede nell'amore eterno e ad altre bugie che noi uomini siamo bravi a raccontare a tutti, anche a noi stessi, e spesso ripenso ai bastardi di cui s'innamoravano le ragazze da cui prendevo i ciclici 2 di pikke, sapendo bene cosa stavano vivendo. 
Internet ha il sapore di megavideo e l'ombra di emule è sparita sostituita dal termine streaming, visto che ho da poco avuto un abbonamento in fibra ottica.
Vivo a Milano, città incredibilmente grande e fredda, così diversa dalla Bologna in cui avevo lasciato la famiglia dei miei migliori amici con i quali avevo condiviso i precedenti 6 anni, ma a ben guardarla sembra essere la capitale del futuro, con le sue promesse e la sua velocità, dove il più grande viaggio è fare il pendolare tra Londra, Parigi e Cannes, con un ritmo che rasenta una settimana si e l'altra pure.
Ho un asma di classe C, sempre tre inalatori in borsa, una macchina per l'aereosol e troppe pillole di cortisone per salvarmi troppo spesso la vita (e per non tradire lo stereotipo del nerd) ed una memoria di corse e ricoveri in ospedale che fanno di me il miglior conoscitore del servizio sanitario locale (che a Milano dire perfetto è superficiale, specialmente se hai una buona assicurazione medica privata!).
Scorro il bancone dello stand dell'Aeura, facendo caso alle varie pubblicazioni, ragionando per Excel, cercando di capire i break-event-point delle pubblicazioni, esplorando rapidamente le prospettive di sviluppo e migrazione in altri media, per poi fermarmi da bravo nerd sui numeri che mi mancano del mio fumetto preferito.

Li raccolgo dal bancone, e li porgo al signore meno grasso e più calvo di cui sopra, lui li guarda con aria svogliata, fa capolino da dietro la figlia che l'abbraccia, mi degna di uno sguardo prossimo allo zero assoluto, e mi dice che sono 9 euro.
Io pago, qualche moneta memoria di resti di altri acquisti, e rifiuto una sportina di plastica, mentre con gioia stringo i fumetti tra le mani e poi saluto con un "complimenti signor B." a voce bassa.
Era il primo giorno del novembre 2011 e da li a poco sarei corso in un bar a bere una birra, fumare una sigaretta e leggere i tre numeri arretrati del fumetto dal titolo: John Doe.
Mi piace pensare che in quel momento io abbia sorriso guardando il disegno di De Cubellis sulle copertine, e mi sia sentito felice di non aver sentito il signore meno grasso e più calvo, pronunciare la frase "ah va beh! allora sei del settore, per te sono 2 euro!".



Quarto tratto

Dissolvenza in nero.

C'è molta gente, insomma è molto più una folla, sono 99 numeri e sono sparsi nelle mie librerie che sto provando a mettere in ordine, sono 99 numeri sparsi nella mia vita, e lasciatemi dire che quindi sono una folla.

John Doe, ha chiuso ed io non sono mai riuscito a ringraziare di persona Bartoli e Recchioni, so tanto delle loro vite, grazie alle sceneggiature che mi hanno fatto compagnia in questi 99 numeri (e al blog di recchioni).

So tanto o forse niente di loro, ma debbo ringraziarli perché tratto dopo tratto hanno "disegnato" un compagno di viaggio che mi ha fatto emozionare e sorridere per anni, e questo è davvero tanto per 98 pagine in bianco e nero ogni mese.
E se qualcuno di voi miei 42 lettori pensa che i fumetti siano solo un divertimento, un gioco, un passatempo per bambini o per adulti immaturi, insomma se pensate che siano un beato Niente...

Lasciatemi dire che grazie a quel Niente io ho costruito la mia professione, la mia vita, il mio futuro.

E per questo che rubando il titolo dell'ultimo numero di John Doe, mi permetto di dire che anche grazie a lui che oggi sono l'uomo che il mondo guarda ogni mattina in giacca e cravatta entrare in ufficio o prendere un aereo sempre sorridente.

Quindi lasciatemi dire: Grazie di Niente, John!



Ah, se non sapete come si disegna un grande fumetto non abbiate timore la risposta è semplice:

(con accento romanesco stile Romanzo Criminale). A Tratti.

PS: se poi volete sentire della buona musica guardate il video che feci anni fa su John Doe... ;) 







lunedì 23 luglio 2012

[Totò, Peppino e... la malafemmina]: Napoli e ... uniamo le nostre città nell'estasi suprema che è propria dell'idillio dell'amore

Gentili tutti,

milano sul finire di luglio ha deciso di regalare ai suoi cittadini uno scampolo di autunno. Ovviamente i cittadini hanno apprezzato, guadagnando così un giorno lontani dall'inferno che normalmente caratterizza l'estate lombarda.

L'aria condizionata nel mio ufficio per sviluppare la sostenibilità dei consumi non farmi mancare niente è comunque accesa, e sappiate che nel mio personale ufficio si può ritrovare un capitan america congelato tale è la temperatura standard a cui vivo.

Nel mezzo di questo gelo artico, che mi fa sognare il mio amato inverno (che sicuramente sta arrivando #iltronodispade), beandomi delle mie camicie-slim nuove comprate in saldo in Corso Buenos Aires da bravo trentaseienne single, ho deciso di inaugurare una grande favolosa pornografica moralista invertebrata ovovipera nuova rubrica, dal titolo enigmatico e radical chic: [Totò, Peppino e... la malafemmina]: Napoli e ... uniamo le nostre città nell'estasi suprema che è propria dell'idillio dell'amore.

Allora questa rubrica tratterà dei miei deliri da eccesso di dietilamide-25 dell'acido lisergico del mio viaggiare in tante città diverse e delle differenze che si colgono o peggio si subiscono con profonda sorpresa, si insomma una piccola guida di sopravvivenza al mondo non-napoli.

Ma bado all'alcol ed i festeggiamenti, facciamo rientrare le ballerine semi nude ed i nani (a ui personalmente non do mai fuoco) nei camerini ed iniziamo questa prima puntata:

Napoli e Bologna, ovvero se conosci le sportine vivi senza figure di merda.

#StoriaVera

E' un pallido e caldo pomeriggio bolognese del 2004. Io sono rifugiato politico in un noto ostello per lavoratori sito in zona borgo panigale (che io per pura deficienza chiamavo borgo panighalliae), e sto provando a fare la spesa da solo (dopo 26 anni passati in fila ad attendere che mia madre comprasse tutto, così si ottimizzavano i tempi). Già lo shock di un supermercato è totale (acquistai solo pesto, tonno, pasta fresca, pane e melanzane sott'olio convinto che il sapone ed il dentrificio fossero frutti naturali della mensola del bagno) ma l'arrivo alle casse fu da trauma.
Ancora oggi mi servono triliardi di sedute di ipnosi regressiva per recuperare i ricordi pieni.
Comunque la fila era lunga, arrivo al mio turno, mi sento figo come non mai a fare la spesa da solo (neanche avessi rimorchiato Megan Fox con in mano una copia in perfetto stato di conservazione di Amazing Fantasy Vol. 1, n. 15) la cassiera passa con disinvoltura e noia (e un po' schifata) i miei prodotti, batte il tutto, io con aria da figo realizzato ammicco a lei e poi a tutta la fila per bullarmi della mia scoperta emancipazione dalla madre, la cassiera mi sorride, la fila mi sorride, anche la mastercard sta sorridendo, quando la cassiera, novella sfinge mi rivolge una domanda enigma:

- Le vuole le sportine?

L'imbarazzo mi brucia l'animo, sbarro gli occhi, sto per cadere, sto per perdere la mia emancipazione dalla madre, sto per perdere la mia Megan Fox con in mano una copia in perfetto stato di conservazione di Amazing Fantasy Vol. 1, n. 15, sto per perdere i sorrisi ammiccanti della fila, sto per perdere il sorriso ammiccante della cassiera e così stringo forte la mia mastercard, e forte del capitalismo di debbito, sfodero il mio miglior sorriso e dico:

- Certo, sono in offerta?

A quel punto il gelo blocca il supermercato, la fila si cristallizza nel guardarmi, le altre cassiere si cristallizzano nel guardarmi, tutti gli altri clienti (e lavoratori vari) si cristalizzano e mi guardano, ed io mi sento l'ultimo dei sette nani.
La commessa mi fissa con la fissità tipica del delfino curioso...
Il panico mi assale, cerco di elaborare in fretta, mi sento come il doctor who davanti ad un dalek, anzi peggio come un fantasma davanti ad uno zaino protonico, insomma come ... (si va beh l'avete capito che sono un nerd no, quindi andiamo avanti)...
Preso dal panico il mio cervello riesce solo ad elaborare una nobile frase, biascicata a bassa voce:


-  quanto costa una sportina?


A quel punto la cassierà posseduta dallo spirito di: (in ordine rigorosamente non alfabetico): 
il demone Pazuzu, 





l'entità demoniaca Zarathos






 Gozer, 








il Primo o The First, 





Máximo Francisco Repilado Muñoz aka Compay Segundo,  






Paco Peña, 






Maradona De Filippe, 






Quelo 






e l'ex-ministro Brunetta, 





urla in prossimità del micrfono delle casse per annunci vari:


- Hai chiesto quando costa una sportina?


Io rispondo colto dalla serenità tipica di chi sta per lasciare questo mondo:


- si.


A quel punto nuovamente il gelo blocca il supermercato, la fila si cristallizza nuovamente nel guardarmi, le altre cassiere si cristallizzano nuovamente nel guardarmi, tutti gli altri clienti (e lavoratori vari) si cristallizzano nuovamente nel guardarmi, anche il mondo si cristallizza per guardarmi, autobus, aerei, dirigibili, asini volanti, tutti cristalizzati nel guardarmi, ed ecco che io mi sento come l'ultimo dei sette nani nella versione porno ma senza porno.
La cassiera (sempre posseduta dai demoni ben conosciuti prima) esclama sempre in prossimità del microfono:

- 2 centesimi d'euro ogni sportina.

Ok, ora io sono sinceramente sconvolto:

1 - per il prezzo basso (sono napoletano e quindi affascinato dai costi bassi);

2 - per il numero di demoni che posseggono la cassiera;

3 - mai parlare del fight club per la mia figura di merda che sta raggiungendo livelli universali;

E quindi esclamo con fare disinvolto e sbruffone, forte della mia mastercard:

- me ne dia OTTO!!

A quel punto il mondo cessa di esistere e l'universo tangente collassa su se stesso (crepa d'invidia Donnie Darko).

Io esco dal supermercato avendo acquistato:

- 1 scatoletta di pesto,
- 3 scatolette piccole di tonno,
- 250 gr. di pasta fresca,
- 300 gr. di pane,
- 1 vasetto piccolo di melanzane sott'olio

e OTTO dannatissime Sportine.... OVVERO BUSTE DI PLASTICA PER LA SPESA!!!

miei cari 42 lettori, giunto alla fine di questo primo episodio, vi lascio nel dubbio di cosa racconterò nel prossimo episodio, cercando tuttavia in non perdere mai la rotta e riuscire a Mettere Ordine in Casa.



mercoledì 18 luglio 2012

[Alta Infedelta]: i migliori locali notturni: BlackHole



Gentili Tutti,

mentre il sole di una nuova giornata lavorativa sta per condurre milano nel caldo apocalittico che distingue questa città dalla capitale dell'inferno, io sorridente ed armato di giacca e cravatta mi dirigo lietamente in ufficio sognando paradisi di aria condizionata.

Sullo strano limitare che distingue il sonno più atavico da una forma di ritardo cronico io cerco di trovare ordine nella mia disordinata playlist da blackberry mente e mi accingo a scrivere un nuovo drammatico capitolo di quella guida di sopravvivenza agli zombi, ai centri commerciali al sabato, alle ragazze in prossimità di negozi con salti oltre il 90%, manifestazioni con le cariche della polizia, vita notturna per orientarsi nella città di Milano, che ha il titolo (igor fai pure partire il tema di apertura di guerre stellari qui) [Alta Infedelta]: i migliori locali notturni: BlackHole

Dove: qui c'è il solito invito ad usare quello strano sito che si chiama google per avere indicazioni chiare sull'indirizzo fisico del locale. Se invece volete sapere dove si trova beh facile non lontano dal Goganga. accanto ad una mega costruzione in costruzione e su di un viale. Se volte parcheggiare, usate la fantasia. 

Musica: è la discoteca classica. Poche menate, poche storie. Le musiche tamarre, quelle sempre trendy ci sono, e ci stanno bene. se vai al black hole non vuoi altro e per questo non avrai altro. Le musiche orecchiate , quelle da cantare ubriachi sul cubo ci sono tutte, insomma è come una soundtrack di Fast & Fouruis, prevedibilmente tamarra ma gasante al punto giusto.

Gnokka: al 50% con la popolazione maschile o non propriamente etero. quindi una buona proporzione. tirata il giusto (gli abiti neri si sprecano) ma nessuna si prende troppo sul serio, qui si viene per divertirsi, quindi poche pive.

Hombre: allegri, non tutti etero, ma con il sorriso pronto e l'alcol facile. Insistenti sullo zero andante, e pettinati da tronisti il meno possibile, ma tutti in camicia che non guasta mai.

Alcol: bah cosa, dire... l'alcol di sempre senza infamia e senza lode. Se cercate gli omaggi al bancone del bar potete anche perdere ogni speranza quando entrate. Qui la cortesia è un optional puro. I baristi sono combattenti da strada, non cedono non mollano, non sorridono. Quindi armati di cash o al massimo bottiglie di gin nel portabagagli dell'auto parcheggiata fuori.

Scenografia: una discoteca classica, il nero domina, qualche cubo e due sale. Una con una leggera tendenza rock happy music in cui si addensano gli interessi del pubblico poco etero e nell'atra abbondanza di maschietti e femminucce in attesa di far fiesta. 

Smoking-room: all'ingresso, un intercapedine armata di distributori automatici (!?!?=!?! ma stiamo scherzando in discoteca !?!?=!?!) con divanetti-zona d'ingresso. Situazione ottima, non troppo calda non troppo fredda. In generale senza musica assordante e l'ideale per le chiacchiere da rimorchio.

Allegria: pura vida loca se dimenticate la scortesia dei baristi.

Voto: 8--- (cioè insomma ci potevano mettere perlo meno una teca con il vecchio costume di robin, un dinosauro, un penny gigante e una bat-mobile)

Controindicazioni: la scortesia del personale è inqualificabile, ma ti rendi conto che in questi posti ci entra gente sana e ne esce gente ubriaca quindi meglio evitare discussioni. Ah, dimenticavo, se non siete in coppia, l'ingresso è vietato.

Se ci andate: ballate sul cubo, merita e non si cade (cioè almeno se non avete bevuto millenovantordici long island).

TriderG7: assente (cioè ho bevuto troppo ieri sera, volevo fare qualcosa di tranquillo, magari ci sentiamo poi. Si cioè dai io sono da birretta).

Cosa da fare assolutamente: offrirmi da bere se mi vedete ballare sul cubo ;)

Ora non vi resta che mollare gli ormeggi, tirare su l'adrenalina, calarsi un bel long island di preparazione, alzare il volume della vostra allegria e facendo un bel dito medio a poltronisti buttarvi nella nightlife più folle.


martedì 17 luglio 2012

[Classe-76]: i migliori orgasmi della nostra vita


Gentili Tutti,

emergendo dagli oceani del tempo, eccomi pronto e deciso a raccontarvi una nuova storia del terrore, una storia che non è adatta ai deboli di cuore, una storia che vi farà tornare a bagnare il letto, una storia vera e terribile, una storia decisamente peggiore di un torture porn con protagonisti berlusconi, sara tommasi, diego armando maradona, peppino de filippo, compae secundo, fender il cane di kyashan, tigro e tom selek!

Una storia che vi racconterà il nuovo episodio di [Classe-76]: i migliori orgasmi della nostra vita

Allora partiamo con ordine (dall'altra parte come se chiama sto blog!):

Quello-di: Harry ti presento Sally

Allora Sally è al tavolo di una certa tavola calda (non conta dove sia), ha ordinato qualcosa (non importa cosa sia), ha un vestito tanto anni 80 (ma proprio-tanto-too-much ma non conta neanche questo), la tavola calda è colma di avventori (quanto mi piace usare queste parole da vecchio traduttore palloso e stantio), e davanti a lei c'è sua comicità Harry.
Ad un certo punto Harry da bravo maschio dice qualcosa sul saper riconoscere gli orgasmi finti...

Apriti cielo, non l'avesse mai detto!!!!

Sally, offesa come solo una donna sa offendersi all'improvviso mentre parlate di altro, da una lezione al mundo intiero: Simulazione d'orgasmo "live".
Scena da applausi.
Se non conoscete il film filate sul mulo e scalciate.
Se non ricordate la scena andate di tubo,
Se non capite il senso della scena... FATE PIÙ SESSO!


Quello-di: Fantozzi in Paradiso

Allora il film vi viene consigliato quanto una martellata nelle parti basse mentre un gatto attaccato con le unghie alle (già citate) parti basse vi sta facendo un lezione del progetto nettuno alle 5 del mattino dopo una serata al concerto di gigi d'alessio!

Insomma è "una cagata pazzesca"!

Ma c'e' una scena che se siete della classe-76 e dintorni ampi non potete non conoscere: quella del sesso tra sua cessitudine la Sig. na Silvani ed il buon vecchio sfigato Fantozzi. Tra rotture metaforiche di dighe ed urla, come non impressionare un 13 enne alle prese con le sue prime lezioni sul fai da te... E poi non so da voi ma da me alle medie se non guardavi i film di fantozzi eri trattato da portatore sano di ebola-lebbra-mononucleosi-scabbia-scarlattina-sesta-malattia-esantematica-tbc, quindi sapere tutti i film a memoria era un Must. 
Al minuto 13.00 del presente link trovate la scena appena cita.. a voi l'ardua sentenza!



Quella-di: 9 SETTIMANE E 1/2

Allora quando avevo l'eta di 13/14/15/ormoni-al-massimo anni a casa mia era vietato ogni riferimento sessuale, ma del tipo che mia madre strappava le foto di donnine leggermente scolacciate dalle pagine di.. (Rullo di tamburi..) Famiglia Cristiana!

Va beh... Comunque in quei duri (ehehehe) anni girava un film che era come una leggenda tra noi adolescenti allupa... studiosi: 9 SETTIMANE E 1/2

Cioe' io ne avro' visto solo le clip promozionali su canale 5 in quanto da me era il NEMICO numero 1! Ma fortunatamente la Foliero (w la F... oliero) ripresentò il film nel ciclo i "bellissimi di retequattro" ... E cosi vidi questa sporcellissima scena. La Kim Basinger si masturba da sola raggiungendo l'orgasmo guardando diapositive di quadri.
La scena e' da annali del cinema (porno)... Il film... Beh fatevi un piacere se qualcuno dovesse obbligarvi alla visione... Cavatevi gli occhi. A scanso di dubbi ecco sul tupo la scena

Lumiere abbi pieta di loro...



Quella-di-Porky's

Ok ok qui si entra nel cult, anzi nello stra-cult. Porky's è uno di quei film che fanno gruppo ed identificazione tra noi classe-76 e dintorni vari, ne citiamo le frasi, ne imitiamo gli attori... Insomma se non hai mai visto porky's non ci capisci.
Ed in porky's c'è una scena di sesso da annali del cinema (porno). 
Una coppietta che fa sesso in uno spogliatoglio: Lei ulula tipo lupa-mannara che neanche le stessero facendo vedere a ripetizione 9 SETTIMANE E 1/2, lui.. Bohhhh.. Cmq nella palestra vicina tutti ascoltano le urla epiche di
lei.
Il tasso di sensualità è pari a -273,15 gradi ma a 13/14/15/ormoni-al-massimo anni... Era il massimo del porno in attesa del mega-porno di telecapri notturno.
Per i non nerd, e per non i classe-76 ecco il link.



Ah per la cronaca la lei di porky's è la samantha di sex and city. Si lo so, lo so, quella serie tv è uno di quei telefilm che fanno gruppo ed identificazione tra le donne classe-76  e dintorni vari, ne citiano le frasi, ne imitiamo le attrici... Insomma se non hai mai visto sex and city non le capisci... ma forse essendo noi maschi e stronzi non le capiremo mai

Ok ragazzi penso che sia fatta una certa ed io hjo una vita, una piscina, una palestra, dei fumetti e una chitarra da intrattenere mentre lavoro come se non ci fosse un domani, quindi lasciatemi tornare al mio blackberry, e buona vita a voi che come me siete nati Classe-76 ed avete ancora voglia di Mettere Ordine in Casa.

lunedì 16 luglio 2012

[diario]: Credo di scegliere sempre al meglio

Gentili Tutti,

il tiepido sole di un estate piacevole sta regalando brividi di fresco a tutta la cementifica Milano, mentre io preparo i bagagli nell'attesa di una nuova trasferta lavorativa insieme alla mia fidata borsa Pan Am.

Oggi mentre stavo provando a capire come non ingrassare mangiando la cioccolata fredda da frigo, ho deciso che fosse il momento di citare due film che ho decisamente amato nella mia vita.

Il primo è da veri e propri cultori della cinematografia di Sorrentino bimbominkia, è una reminiscenza dei miei amori adolescenziali per un cantautore che ha un livello musicale pari a -273,15 gradi (lo ZERO ASSOLUTO), ma che se hai 30 anni lo spari a mille in auto facendo il romantico e pensando che nelle sue strofe abbia compreso bene il tuo disagio di vivere o semplicemente che le canzoni sono tutte uguali e va bene una ma mille così.. e che PALLEEEE!!
Ok stiamo parlando di sua pallosità Luciano Ligabue.
Che poi a me il liga è piaciuto fino a due anni fa, e poi... e che giudaballerino, si cresce e allora dito medio e via di buona musica (The Strokes su tutti!).
Beh insomma sto liga ha fatto dei film (se volete il numero esatto cercate su wikipedia che questo è un blog... Please Please Please Please Let Me Get What I Want) uno di questi, non era poi così male male, che cioè in una scala da uno a ladri-di-biciclette magari non supera neanche lo ZERO, ma sarà che poi l'hai visto ventenne o palle simili e vari mazzi, insomma in quel film, radiofreccia per i precisini, c'è un monologo che ti piace un Totale e così eccone la mia versione personalizzata.
A seguire poi c'è un altro monologo, che a quelli che ben pensano piace di più, perchè è più figo, più alternativo, più indie, più... una biata MINKIA, visto che il film è ugualmente commerciale, ma dai pace lì, fumiamo tutti insieme il calumet della pace, e diciamo che il film in questione è Trainspotting.

Ma bando alle ciance e partiamo alla grande quindi, ecco a mo' di manifesto generazionale il mio punto di vita sulla mia vita attuale, che poi...

[CREDO]

Credo nella prosa di George R. R. Martin, e nei riff di Jack White.
Credo nello stipendio a fine mese, che se manca i miei conti finiscono in rosso, ma che alla fine lo spendo tutto i negroni, long island, fumetti e famiglia.
Credo che ognuno di noi si meriterebbe un padre e una madre che siano decenti con lui almeno finché non si sta in piedi, e dopo Credo che una padre e una madre si meritino almeno una telefonata al giorno, e se vi lamentate che sono un mammone allora per voi in esclusiva ed in HD: dito Medio e cambiare blog.
Credo che una serie tv come i Soprano non ci sarà mai più, ma non è detto che non ce ne saranno altre belle in maniera diversa come Games of Thrones.

Credo che non sia tutto qui, anzi che la parte più bella ci sia dopo aver chiuso gli occhi per un bel po', Credo in Dio e Credo nelle domenica a Messa, e Credo che anche davanti a dolori che ti bruciano gli amici ed i partenti non smetterò di Credere.
Credo che ne serva tanta di Fede per andare avanti tra le lacrime ed i singhiozzi degli errori che abbiamo commesso e di quelli di cui viviamo solo le conseguenze.
Credo che mi stanno sul cazzo beatamente quelli che bestemmiano, sia in un blog, che su twitter che davanti a me! Che ve ne fottete di quello in cui Credo, e vi sentite in diritto di pronunciare quello che vi pare fregandovene di chi vi ascolta. Credo che potete anche farlo, ma fatelo quando non siete con me, che di coglioni ne ho già due e non ne cerco di aggiuntivi...

Credo che se mai avrò una famiglia sarà miracolo, perchè qui trovare una persona è difficile come trovare una vergine in un film porno o un sedicenne che non si ammazza di seghe.
Credo che comunque cercherò di costruirla una famiglia, perchè i miei genitori mi hanno insegnato che le famiglie belle esistono, nonostante le domeniche passate ad urlarsi di tutto, le porte sbattute, le fughe di casa, gli insulti, i carabinieri alla porta, i vicini incazzati, i pianti, le solitudini; anzi forse sono belle famiglie proprio per tutto questo, perchè alla fine litigare vuol dire crescere insieme... ed io con loro Credo di essere cresciuto tanto da diventare un uomo.

Credo che c'ho un buco grosso dentro di quelli enormi, di quelli da solitudini da pianto che ti fanno aprire un blog per sentirti meno solo, ma anche che, il rock n' roll, qualche amichetta dalla dubbia moralità e non, i fumetti colorati e di supereroi, qualche (tante) soddisfazione sul lavoro, le (grandi) stronzate con gli amici, le domenica a Messa, i concerti passati a pogare, i viaggi in mezza europa, i ricordi delL'unica RagazZa, il sorriso di mia madre quando si sveglia dall'anestesia, la casa profumata ed in ordine, le risate con le mie sorelle e mio fartello, le mie nipotine quando mi abbracciano, ogni tanto questo buco me lo riempiono e anche alla grande.

Credo che la voglia di scappare da un paese in provincia di Napoli con quarantacinquemila abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e da te stesso non ci scappi nemmeno se sei Barry Allen o quello sfigato cronico di Pietro Django Maximoff.

 Credo che non è giusto giudicare la vita degli altri, perché comunque non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri, ma che certe volte quando qualcuno mi tratta male ... o tratta male chi Amo, beh... a me della sua vita frega meno di Zero ASSOLUTO, e alzo solo un dito Medio.

Credo che per credere, certi momenti, ti serva molta Fede, e anche un buon long island...
Ma Credo che il mio orizzonte avrà il sapore di una famiglia, di una casa troppo piccola per troppi figli, di un divano dove morire, litigare e fare l'amore, e dei soldi che non basteranno mai.... ma per questo mio credere ho scelto...


[SCLEGO]
Scelgo la vita, come l'hanno insegnato mio padre e mia madre.
Scelgo un lavoro, di quelli di che sognate quando avete quindici anni e vivete in una periferia da schifo, ma avete i sogni a colori e fumetti.
Scelgo una carriera, fregandomene dello stipendio ma cercando solo quello che mi piace.
Scelgo una famiglia, anche se nulla mi sembra stabile, figuriamoci una relazione che al momento non voglio e non cerco visto che ho dentro ancora il ricordo delL'unicaRagazZa.
Scelgo un cazzo di televisore gigante, a 52 pollici, nella mia cucina-salotto, nella mia casa da 40 mq, tra un poster di pulp-fiction ed uno di corto maltese.
Scelgo lavatrici che uso poco, automobili che non lavo mai, lettori mp3 sempre in cuffia per rendere la vita un videoclip e apriscatole elettrici (ma che giudaballerino è un apriscatole elettrico???!!!).
Scelgo di sedermi su un divano, a spappolarmi il cervello tra figli e moglie, e a distruggermi lo spirito in un litigio sulle bollette o sul cash che non basta mail. 
Scelgo di non essere serio mai quando sono fuori dall'ufficio, perchè se c'è una cosa che so fare, è far ridere...
E alla fine scegliete di essere felice, perchè la felicità è anche casino, è anche litigate, è anche.
Tirare le cuoia vecchio al sud italia in un paesino di quarantacinquemila da cui sei voluto scappare ... felice di avere la famiglia intorno mentre non comprendo la tecnologia nuova.. e vivo immerso nei ricordi e nelle sigarette.

Scelgo il futuro.
Scelgo la vita.

Ma perche dovrei fare una cosa così?
Io ho scelto di scegliere la vita, di farla somigliare ai fumetti.
Ho scelto qualcos’altro.
Le ragioni? Non ci sono ragioni.
Chi ha bisogno di ragioni quando hai da mettere in ordine casa?

Ah chi sono io?
Sono quello in Cui Credo e quello che Sclego.

Sono Vincenzo, piacere.






mercoledì 27 giugno 2012

[Classe-76]: I migliori Computer della vostra vita

Gentili Tutti,

siete emozionati? siete felici che un caldo opprimente sia la caratteristica distintiva di questo giugno 2012?
Vedo la vostra gioia rigare i vostri volti in forma di sudore, e le vostre mani sudate cercare con ansia di tenere accesa l'aria condizionata in ufficio in ogni attimo della vostra vita.... e per questo decido di regalarvi una nuova insperata, inusuale, integerrima, integrale (con farina tipo 00) puntata della vostra amatissima rubrica: [Classe-76].

di cosa parliamo oggi? ma non vi sembra ovvio? del tratto distintivo che ha unito generazioni di quasi trentenni (ma anche di super-trentenni): I migliori Computer della vostra vita.

allora iniziamo alla grande ed iniziamo con stile, o per meglio ire iniziamo dalle basi:



Era una calda estate, di quelle che a napoli l'aria sembra scottarti il viso e l'asfalto bruciati le suole delle scarpe. Io vivevo la mia vita in emozione sospesa tra cotte impossibili e repliche di Ken Il Guerriero sulle tv locali. Insomma ero nel pieno dei miei 15 anni. Un giorno mia madre e mio padre, si dirigono alla volta dell'Euromercato, e con Santa Pazienza, aspettano dalle 06 del mattino alle 15 del pomeriggio (dopo sono rimasti soli in quanto S. Pazienza è andava via per noia) in una 127 bianca station wagon per poter comprare un po' di spesa a prezzi stracciati-che-così-bassi-sopravvivi-alla-crisi e lui, il mio personale Monolite nero: il Commodore 64. Era una scatola (o uno scatolo come diciamo giù a Napoli per parità di sesso) alta un metro, profonda un 40 centimetri, e con dentro un tesoro informatico senza prezzo, o meglio da un prezzo che è costato fin troppe cambiali a mio padre.
Ora mio padre è un tipo pragmatico, di quelli che poche parole e filare a lavoro. Insomma uno di quelli che sacrifica TUTTO, per i figli, anche l'auto nuova per un pezzo di computer al suo bimbo più grande.
Ora detto questo, io le responsabilità le ho capite fin da subito, e così ho giocato per ore al commodore per rendere felice mio padre (#credici), cioè non proprio ore a giocare... ore ad aspettare che la cassetta si caricasse, e la schermata carioca-arcobaleno finisse.



Ok avanti il prossimo, che sul primo ho già perso lacrime in abbondanza. Ormai siamo grandi, ormai siamo fighi, ormai siamo al 3.86. Signori miei, qui dove il MsDos era la regola, ed i giochi un sogno, io mi gasavo solo scrivendo il comando "dir/w". All'apparire di una qualsiasi scritta, o del WordStar, io mi emozionavo e già mi vedevo come il nuovo grande protagonista di Tron. Questo reperto archeologico stella del progresso cesso di computer, mi era stato regalato da uno zio, dopo averlo dismesso dal proprio ufficio. A casa mia sarà rimasto acceso tre giorni, poi i giochi non funzionavano e sono tornato al commodore 64!



Ok gente qui siamo nell'era windows, quella seria, quella in cui non c'erano confini alla nostra voglia di esplorare.... cioè va beh... diciamo che ci potevi chattare, giocare a solitario, vedere i divx, ma soprattutto usare excel, word e powerpoint! insomma benvenuti nell'era del pc che viaggia a 56k, e si usa solo per lavoro o università. Una vera e sincera palla. Tuttavia però è stato anche il computer su cui ho giocato (rigorosamente con cd falsi duplicati dal master originale con tanto di licenza), due capi saldi dei videogiochi: Resident Evil 2 e Final Fantasy IIX VIII.



Ok ok, ora voliamo basso e arriviamo all'epoca che portatili. Primo o poi tutti nella nostra vita abbiamo pensato di essere dei "fuori-sede", e così oltre ad avere una camera da arredare con i poster più stupidi che si potevamo comprare, oltre a tenere la musica sempre a troppo alto volume, oltre ad avere un posto dove fare l'amore con La RagaZza della vita, ci siamo procurati un pc portatile da sbatter un po' dove volevamo in casa, magari collegato alle casse per chattare dove ci pareva. che fine ha fatto? consumato a furia di botte in terra.



Ed ora siamo alla generazione Mac. prima o poi ci arriviamo tutti, grafici e non, scrittori (ma a che GiudaBallerino serve un word su Mac ad uno scrittore se è uguale ad un word su PC??!!!) e non, chatter e non, stillosi e non, scimmie neonate con disfunzioni rettili e non. Insomma, fa figo, fa moda, e poi è uno status symbol, quindi dai che così mi sento più Sex and City (per lei) con un mac, dai che mi sento più figo (cioè che riesco a farmi delle ragazze a cui piace Sex and City) (per lui). Il resto è bella grafica, animazioni divertenti, ed un excel uguale a sempre.


Ok anche oggi siamo tornati a cavalcare sulle verdi (acide) praterie dei ricordi. Spero che anche la vostra discesa liberà nel mondo del computer abbia sbattuto poche volte contro il temibile "ctrl+alt+canc", e che abbiate riservato un bel ricordo a tutti i computer che vi hanno accompagnato.
a loro modo, con le vecchie foto, con i vecchi files, sono un pezzo imprescindibile nel percorso che compiamo ogni giorno quando proviamo a mettere ordine nei nostri ricordi, o forse in casa, come faccio io.

martedì 19 giugno 2012

[diario]: nubi di ieri sul nostro domani odierno per buona pace dei black rebel motorcycle club

Gentili Tutti,

youtube sta dando diffusione ai black rebel motorcycle club con la loro indimenticabile Beat The Devil's Tattoo, mentre io mi apresto a dare vista ad un nuovo post in diretta dalla capitale del regno unito.

Lo sapete tutti voi miei 42 lettori, io amo Londra, non so per quale perversa ragione io la veda e la frequenti poco, ma forse semplicemente questa città, fa la fine di tutte le cose a cui tengo veramente, ovvero poca attenzione e scarse manifestazioni d'affetto.

Sarà che gli uomini a 36 anni ormai nell'affetto ci credono poco, o meglio ci credono troppo poco per poter pensare che ne possa nascere ancora.

I 36 anni portano tanto cinismo e realismo nella vita un single, ma per fortuna io ne avevo fatto già scorta in passato, ma non per questo ho perso il mio sorriso, anzi forse questo è uno dei periodi della mia vita che mi sta venendo su meglio e per questo sorrido quasi sempre.

anzi mettiamola giù semplice, ci sono giorni come questo in cui sono davvero felice.

Ora il medesimo gruppo di cui prima sta dando vita in soudtrack a Red Eyes And Tears, pezzo che brilla per una melodia distorta che ha i giusti richiami anni 70, anche se forse unicamente per merito del chitarrista che traccia la differenza con il resto del mondo nei suoi assoli.

Alla mia sinistra brilla sotto il sole tiepido di Londra un panorama senza fiato di Kensington Gardens, uno dei migliori parchi in cui ho mai corso o passeggiato nella mia vita.

Il verde del parco, sembra dare armonia al paesaggio, e dare colore alla mia giornata mentre mi appresto a guardare l'alba delle luci notturne della città, e per restare in tema lascio correre il gruppo di cui sopra con l'ottima As sure as the sun.

A 36 magari la vita ha il sapore di un lavoro che va bene, di una relazione con la tua famiglia d'origine risolta dalla rabbia giovanile (solo se non ci passi più di tre giorni insieme però), e di un giusta distanza emotiva dalle meechiate sull'amore e dal sesso usa e getta.

Paradossalmente a noi Nerd classe-76 è capitato di passare l'adolescenza tra cotte impossibili e sesso soltanto in vidiocassetta, prima di arrivare al sesso usa e getta e all'amore in dvd (possibilmente tipo qualche episodio di Sex and City, che almeno ti dai un tono e impari qualcosa di figo da dire sulle donne quando sei in pausa caffè).

Un assurdo passaggio di punti di vista, che spesso passa attraverso un Amore, in cui ci lasci dei cocci di una bomboniera a forma di cuore, su cui ci sono le tue impronte digitali a perenne ricordo che l'unico sospettato per certe rotture se proprio o solo tu.

ebbene si perchè noi nerd classe-76 siamo bravissimi a romperci i sogni amorosi da soli, specialmente...

Sarà che abbiamo letto troppe storie d'amore nei nostri fumetti? sarà che abbiamo cantato troppe storie d'amore nelle nostre canzoni rock?

Bah i metto ordine nella camera d'albergo e lascio a voi capire le risposte.... o se proprio volete leggete la polaroid qui sotto.